Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
02/09/2020 08:00:00

Scrive Michele Maggio, sul dramma dell'immigrazione e la solidarietà dei popoli

Gentile Direttore,
leggo con soddisfazione e condivisione totale quanto scritto da
Filippo Piccione su TP24, al riguardo dei migranti. Un problema che ha impegnato, ormai da diversi anni, i governi che si sono succeduti nel tempo, senza produrre, però, sino ad oggi, una soluzione definitiva.


Leggo con soddisfazione perché da tale scritto emerge chiaramente che il problema non viene tuttora adeguatamente affrontato nella sua dimensione, rimanendo l'Italia, e in particolare la Sicilia, prive di una cooperazione sostanziale dell'Europa, come se la migrazione delle consistenti masse umanitarie che si riversa sulle coste italiche riguardi esclusivamente il "Bel Paese".

In effetti, stiamo assistendo ad un fenomeno di dimensioni apocalittiche di carattere umanitario, le cui conseguenze economiche, sociali, sanitarie ed etiche ad esso connesse, riguarderanno nel prossimo futuro, non tanto futuro, il mondo intero, cui nessuno dei Paesi che lo compongono potrà sfuggire, non foss'altro per lo spirito di solidarieta', universalmente riconosciuto come il mastice della convivenza pacifica dei popoli.

Il problema, pertanto, riguarda, l'intero Pianeta, per il cui coinvolgimento, pero' non si intravvedono iniziative politiche concrete per la creazione di un organismo sovraordinato ad hoc, o anche attraverso l"ONU.


Ci si limita, infatti, con poca lungimiranza, ad adottare provvedimenti a salvaguardia del proprio orticello, che, anziché richiamare all'appello tutti i Paesi del Mondo, perpetuano lo status quo, rischiando, rebus sic stantibus, di far cambiare il nome del Mar Mediterraneo in Mar dei cadaveri.

Michele Maggio