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02/10/2022 06:00:00

Trapani e Mazara provano a ripartire dopo l’alluvione. Ma la rabbia è tanta

L’acqua si è ritirata. I titolari dei negozi si sono rimboccati le maniche e spalato via il fango. Hanno accatastato la merce distrutta dagli allagamenti, migliaia di euro persi in un paio d’ore. Le strade sono di nuovo percorribili.

Ma a Trapani e Mazara sono ancora chiare le immagini del disastro di venerdì pomeriggio. Scene rare a Mazara. Troppo frequenti, invece, a Trapani. Il capoluogo di nuovo sommerso, dopo neanche una settimana dall’alluvione che lunedì ha mandato sott’acqua la città. Tanta rabbia per una città che non riesce a fronteggiare eventi meteorologici intensi, sì, ma che in altri luoghi non sortirebbero effetti così devastanti. La conta dei danni, ancora una volta, è impietosa. Ma oltre alla rabbia ci sono le domande dei trapanesi: perchè non si riesce a fare nulla per evitare questi disastri? Cosa si sta facendo per mettere in sicurezza il territorio? Chi e quando verranno risarciti i danni delle alluvioni? Possibile che la città si allaghi così facilmente? Le polemiche sono tante, ovviamente. Il sindaco Giacomo Tranchida è sotto accusa, troppo ravvicinato il caos di lunedì. Ma dai social la protesta non si è spostata alla piazza. Il Sit-In di protesta organizzato ieri mattina davanti a Palazzo d'Alì, dopo gli allagamenti di ieri sera, è “saltato”. A piazza Vittorio Veneto erano presenti soltanto una ventina di persone. Non si è registrata la partecipazione che si aspettava anche alla luce dei commenti, duri, anzi durissimi, che in queste ore circolano sui social network. La realtà, come al solito, è ben diversa da quella virtuale. I venti “coraggiosi” hanno atteso, familiarizzando con gli agenti di polizia presenti in piazza. Poi delusi e sfiduciati sono andati via. Nel frattempo la città cercava di risollevarsi dopo una notte di paura. Chi ce l’ha fatta è il Forno Impero, completamente allagato, anche questa volta, in una notte è riuscito a ripulire tutto e tornare operativo. C’è la forza dei commercianti, la voglia di ripartire.

 

 

 

Nel frattempo dal Comune di Trapani fanno il punto sugli interventi in città. Fanno sapere che mezzi specifici di autospurgo muniti di sonda continuano da giorni ad ispezionare il territorio “centimetro per centimetro, visto che nonostante le principali caditoie fossero pulite, la città continua ad allagarsi”. La scorsa notte, a seguito di disposizione del Sindaco Tranchida, è stato stabilito di intensificare con ogni mezzo possibile i controlli su possibili occlusioni anomale lungo la rete fognaria centrale. “Ebbene, dopo la conferma da parte delle ditte impiegate che i tombini risultano per la stragrande maggioranza assolutamente puliti, è stato scoperto che a distanza di circa 50 metri dalle pompe di sollevamento di via Vespri, un tratto della rete era occluso a causa del cedimento del vecchio sistema fognario e su di esso si sta intervenendo”. In via Marsala e fino all'impianto di via Tunisi, atteso che l'acqua non defluiva correttamente, l'esito della verifica della sonda in seno al canalone non ha rilevato particolari anomalie, motivo per il quale si procederà con videoispezione su tutto il tratto dell'esteso canalone. Monitorate anche le pompe di sollevamento di Cappuccinelli, dove potrebbe esservi una depressione sulla condotta e non sui tombini, mentre funziona regolarmente l'impianto di piazza cimitero anche se per prudenza si sta facendo pulire tutta la vasca onde evitare spiacevoli occlusioni. Inoltre, con apposita ordinanza, è stato esteso il divieto di balneazione nella zona del pennello a mare poiché sono stati aperti vecchi scarichi a mare per far defluire le acque pluviali. “I lavori d'ispezione e controllo procederanno anche nei prossimi giorni così come quelli di verifica puntuale su qualche tombino o caditoia otturata”.

“Il presidente della Regione, Musumeci, deve immediatamente dichiarare lo stato di emergenza in Sicilia per le città colpite dai violenti nubifragi. Siamo in una situazione difficile, sia per la gestione del quotidiano negli Enti Locali che per la vetustà delle infrastrutture, e non si può rimandare ad una decisione necessaria”. Lo afferma il neo deputato regionale per il PD, on. Dario Safina, dopo l'ennesimo temporale che ha messo in ginocchio diverse città della Sicilia occidentale nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo. “Non si può rimandare all'insediamento del prossimo Governo Regionale eletto un provvedimento che, proprio per gli eventi degli ultimi dieci giorni, si dimostra improcrastinabile. Le città siciliane scontano decenni di mancata programmazione, non si può scaricare solo sugli Enti Locali la responsabilità della manutenzione idrogeologica del territorio. Dichiarare lo stato di emergenza, inoltre, consentirebbe a chi ha subito danni di sperare almeno in un ristoro di una parte di essi”.

 

A Mazara il sindaco Salvatore Quinci ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale. L’alluvione che ha colpito la città venerdì pomeriggio è stata devastante. Le strade sono diventate dei fiumi, con auto trascinate via dall’acqua. Molte abitazioni e scantinati si sono allagate. Danni ingenti anche a negozi e attività commerciali.

 

 

Se la sono vista brutta, tra tutti, i titolari e i dipendenti del negozio di articoli per la casa Gea. La furia dell’acqua ha fatto esplodere le due vetrate e allagato tutto il locale. Migliaia di euro di merce da buttare. “Ci rialzeremo, ringrazio tutti per la solidarietà. Ma adesso dico al sindaco, che è stato educato a venirci a trovare, di battere i pugni sul tavolo, di farsi sentire e fare di tutto per mettere in sicurezza il nostro territorio”, dice il titolare. “Questo era il mio studio. Disegni di una vita, dipinti e migliaia di libri, tutto perduto! Nel giro di mezz’ora tutta l’acqua della strada, non avendo dove andare, è andata a finire lì sotto, riempiendo fino al livello del tetto, l’intero seminterrato”. Giacomo Cuttone, artista mazarese, racconta così il disastro. Il suo studio è finito sott’acqua, con opere d’arte e volumi andati distrutti.

 

I vigili del fuoco sono stati impegnati soprattutto all’ospedale Abele Ajello, dove il pronto soccorso si è interamente allagato. Per tutta la giornata di ieri sono intervenuti per liberare scantinati e per la messa in sicurezza di un muro perimetrale di un supermercato dismesso, dove si è verificato un crollo. “Eventi di questo tipo - dice il Sindaco Salvatore Quinci - sono purtroppo ormai diffusi. e dopo aver generato allagamenti e danni a Trapani, Erice e Valderice adesso hanno colpito anche la zona di Mazara, Campobello e Castelvetrano. Il problema non sono i tombini, ma la condotta inadeguata a sopportare la quantità di acqua che cade così forte ed in gran quantità in così poco tempo”. “Fin dal primo pomeriggio - racconta il Sindaco - abbiamo diffuso l’aggiornamento dell’allerta arancione pervenutaci dalla Protezione Civile. Abbiamo allertato il servizio di reperibilità ma non è bastato. Anche se gli interventi hanno limitato ulteriori allagamenti e peggioramenti. Troppo forte la furia dell’acqua e troppo fragile il nostro sistema di condotta fognaria”.