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23/10/2025 08:07:00

La rete di Messina Denaro. Slitta ancora la sentenza per il medico Tumbarello

E’ slittata ancora una volta la sentenza nel processo che davanti il Tribunale di Marsala (presidente Vito Marcello Saladino) vede imputato il dottor Alfonso Tumbarello, ex medico di base di Campobello di Mazara accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e falso in atti pubblici per avere redatto numerosi certificati medici a nome di “Bonafede Andrea” classe ’63 per consentire al boss latitante Matteo Messina Denaro di potersi curare con una falsa identità.

 

 Ieri pomeriggio, in aula, il pm della Dda Gianluca De Leo e gli avvocati difensori Giuseppe Pantaleo e Gioacchino Sbacchi si sono dati battaglia sulle conclusioni dei due periti ascoltati lo scorso 1 ottobre: il dottor Francesco Ventura, direttore dell’ufficio di medicina legale di Genova, e l’ingegnere Andrea Chiaiso, anch’egli del capoluogo ligure. Oltre che sul certificato di sana e robusta costituzione per l’accesso agli impianti sportivi, per il quale l’ingegner Chiaiso ha affermato che non è possibile stabilire se è stato stampato o meno, anche sulla prescrizione del “Tavor”. 

 

Il pm ha, poi, ribadito la richiesta di condanna già avanzata lo scorso 22 gennaio: 18 anni di carcere. Poi, dopo i brevi interventi degli avvocati di parte civile Giuseppe Novara e Mariella Martinciglio, è stato il turno della difesa. L’avvocato Giuseppe Pantaleo ha ribadito la buona fede del dottor Tumbarello, affermando che non poteva immaginare che Andrea Bonafede lo avesse ingannato. “Davanti al certificato medico del dottor Bavetta (il gastroenterologo marsalese che per primo ha diagnosticato il tumore al colon a Matteo Messina Denaro/Andrea Bonafede, ndr) – ha detto il legale – che parlava di un’ostruzione anale, che doveva fare il dottor Tumbarello? Doveva controllare?”. Per l’avvocato Sbacchi il comportamento del medico di base sarebbe stato “assolutamente lineare”. “Dov’è la prova che ha commesso un reato?” ha concluso il legale palermitano. Per valutare le ultime conclusioni di accusa e difesa e quindi emettere la sentenza, il Tribunale ha ritenuto necessario un altro rinvio, dando appuntamento al 10 dicembre.