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19/08/2026 12:11:00

Altro incendio ad Amabilina 

Cambiano le amministrazioni, passano i sindaci, cambiano gli assessori. Ad Amabilina, invece, sembra non cambiare mai nulla. Il grande quartiere popolare di Marsala, lontano dal centro urbano non soltanto geograficamente, continua a fare i conti con abbandono, degrado e servizi che altrove vengono considerati normali.

Stamattina, 19 agosto, l'ennesimo incendio. A bruciare sono stati rifiuti e sterpaglie in una delle pinete del quartiere. Fumo, fiamme e il fuoco arrivato pericolosamente vicino agli alberi, alle automobili e alle abitazioni.

 

Una pineta che potrebbe essere un luogo di comunità

 

Le fotografie raccontano bene la situazione. Sotto i grandi pini, in uno spazio che potrebbe essere sistemato con panchine, illuminazione e manutenzione e diventare un piccolo luogo di incontro per le famiglie del quartiere, ci sono invece sterpaglie, sporcizia e rifiuti.

E poi arriva il fuoco.

Non è soltanto una questione di decoro. In piena estate, con vegetazione secca e temperature elevate, un incendio appiccato ai rifiuti sotto grandi alberi e a pochi metri dalle case rappresenta un rischio concreto.

 

Ad Amabilina anche i rifiuti sono diversi

 

C'è poi una questione che da anni rende evidente la distanza tra Amabilina e il resto di Marsala: la raccolta dei rifiuti.

Mentre in gran parte della città il sistema è quello del porta a porta, nel quartiere sono rimasti i cassonetti. Una soluzione che finisce spesso per favorire accumuli e abbandoni e che restituisce soprattutto una sensazione difficile da ignorare: come se chi vive ad Amabilina fosse cittadino di una Marsala diversa.

Una Marsala nella quale bisogna accontentarsi di servizi differenti.

E intorno ai cassonetti si accumulano sacchetti, ingombranti e rifiuti di ogni genere. Poi, periodicamente, qualcuno dà fuoco a tutto. Il risultato è quello delle immagini di questa mattina.

 

Il problema non nasce oggi

Sarebbe troppo facile attribuire tutto all'amministrazione appena insediata. Il degrado di Amabilina viene da lontano e ha attraversato amministrazioni di diverso colore politico.

Ed è proprio questo il punto.

Cambiano i sindaci, ma Amabilina continua a essere raccontata quasi sempre per un'emergenza: i rifiuti, un incendio, una strada dissestata, un problema negli alloggi popolari. Raramente per un investimento, un nuovo servizio o uno spazio pubblico recuperato.

Il quartiere avrebbe invece bisogno di manutenzione ordinaria, pulizia costante, cura del verde, illuminazione, servizi e soprattutto di una presenza pubblica che non si limiti agli interventi quando l'emergenza è già scoppiata.

 

Una periferia non dovrebbe essere una condanna

 

Amabilina è Marsala. Sembra una banalità, ma evidentemente ogni tanto bisogna ricordarlo.

Chi abita qui paga le tasse, manda i figli a scuola, lavora e vive la città esattamente come chi abita nel centro storico, sul lungomare o nelle contrade più fortunate.

Eppure la distanza dal centro, ad Amabilina, continua a essere anche distanza dai servizi e dall'attenzione delle istituzioni.

L'incendio di questa mattina prima o poi verrà spento, il fumo sparirà e probabilmente i resti bruciati saranno rimossi. Ma il problema resterà lì.

Come è rimasto lì con i sindaci precedenti.

Perché ad Amabilina non serve l'ennesimo intervento dopo l'ennesimo incendio. Serve finalmente che qualcuno cominci a considerare il quartiere per quello che è: un pezzo di Marsala, e non il posto dove Marsala finisce.