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06/10/2021 06:00:00

Marsala, e il Sindaco Grillo un anno dopo: una promessa tradita 

 E’ il sapore amaro di un tradimento, quello che rimane dopo un anno di amministrazione del Sindaco Massimo Grillo a Marsala. Tradimento non di una promessa di rinnovamento, sia chiaro. Non si può chiedere una tal cosa a Grillo, non sarebbe credibile. Grillo è la destra, pura conservazione. Incarna il modello del politico figlio di politici che vive di politica. Ma la promessa era un’altra, quella di un nuovo impulso alla città di Marsala, di un risveglio, di una dinamicità che la città aveva, un tempo, e che sembra avere smarrito. Non è accaduto. E un anno non è poco per giudicare, è già un quinto di un mandato, è un inizio che spiega molte cose di quello che accadrà.

Si era presentato carico di buoni propositi, il nuovo Sindaco di Marsala, ha solo, invece, ingolfato di nomine, piccole clientele, progetti un po’ strampalati, la già malmessa macchina amministrativa dell’ente, dimostrando anche in alcune sue avventate dichiarazioni (su tutte, la richiesta di un "consiglio comunale permanente...") una modesta conoscenza della pubblica amministrazione, che non può essere compensata dalla frequenza dei riti della politica, che sono altra cosa.

Oggi Marsala sembra più lenta, più impacciata di quando c’era l’amministrazione precedente. E tutto ciò nonostante conti su una maggioranza larghissima, su esperti di ogni tipo e misura, su un neologismi creati all’occorrenza (ogni volta che con gli amici che vivono fuori racconto che a Marsala il Sindaco ha una “governance” e una “giunta Young” mi guardano come fossi Willy Wonka nella fabbrica di cioccolato …), su un apparato faraonico di comunicazione da fare invidia ad una grande città. 

Il fatto è che il Sindaco Massimo Grillo gestisce il potere, per continuare a gestire potere. Se fosse deputato, non ci sarebbe nulla di male. Se lo fa il Sindaco della città, questo costruirsi una corte infinita, dove tutti hanno un incarico, un soldo, una carezza, è la città ne piange le conseguenze. Non c’è negli atti del Sindaco Grillo qualcosa che non venga fatta per aumentare il suo potere, dare ad ognuno il suo (dalla stampa amica, ai consiglieri non eletti ma fedeli, dall’ingegnere fidato, etc. ), sperando, come tradizione democristiana insegna, che poi ognuno restituisca qualcosa in termini di fedeltà.  E’ d’altronde l’attuazione di un vecchio adagio: se tutti hanno un prezzo (quasi tutti..), c’è posto per tutti, in questa tavolata, anche per gli artisti, il volontariato, l’importante che a capotavola ci sia lui.

Il fatto è che amministrare non significa circondarsi da nominati, ma, essenzialmente, fare delle scelte. E Grillo queste scelte non le fa. Se prendiamo tutti i casi dell’agenda cittadina di quest’anno, dalla pista ciclabile, ai passaggi a livello da eliminare, alla gestione dell’emergenza Covid è tutto un rinviare, rimandare, riunire per procastinare, parlare ad ognuno nella speranza di dire quello che chi ascolta vuole sentire.

Il Sindaco non vuole scegliere. E fa una cosa anche questa antica, e molto reazionaria. Prendere tempo. Il tempo è il migliore alleato di chi gestisce il potere per il potere. Prendere tempo, per prendere ancora tempo, è la regola.

Era partita carica di promesse, questa amministrazione, ma ha fatto così tante marce indietro, in un anno, da fare impallidire qualsiasi predecessore: sulle piccole cose (ci pensate quando se ne uscì fuori che in una scuola di Marsala c’erano 100 casi di Covid? O quando decise di tagliare i bus il pomeriggio…), sia su quelle importanti. La vicenda dell’ospedale e del padiglione rimangono gravissime ferite aperte nel rapporto di fiducia tra i cittadini e chi li amministra.

Il fatto è che questa esperienza politica non può rilanciarsi, nè essere diversa da com’è, perché è sbagliata nella sua natura intima. Ci si illudeva, in base all’esperienza politica del Sindaco, che Grillo avrebbe fatto da facilitatore tra le tante anime della città. E' già quanto meno un qualcosa, un punto di caduta, diciamo. E invece ci siamo accorti che il Sindaco Grillo non può essere un centro di convergenza di diversi interessi perché è lui stesso portatore di interesse. Altro che facilitatore...

Il nostro giudizio non significa che quest’esperienza non durerà. Anzi, è proprio questo modo di fare che le garantisce lunga vita. La città è distratta, assente, ormai la politica, per i più è qualcosa di estraneo. Si interessa della politica chi la fa, perchè ci è dentro, o chi è costretto a seguirla, come noi. Non so quanti voterebbero oggi di nuovo Grillo Sindaco, ma sono certo che sarebbero sempre la maggioranza. Per stanchezza, per indifferenza.

Grillo continuerà a gestire il potere per il potere, allora, e fare quello che gli riesce meglio, far dividere gli altri, per restare l’uomo solo al comando. L’unico predicatore dal pulpito, anche se sotto, in platea, ad ascoltarlo non ci sarà più nessuno.

Giacomo Di Girolamo