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17/06/2010 04:35:02

Discariche al collasso anche in Provincia di Trapani

 

Dal prossimo 23 giugno la discarica di Campobello di Mazara dovrà chiudere i battenti. Tra due settimane scade, infatti, la terza ed ultima ordinanza per l’utilizzo emessa dal presidente della Provincia Mimmo Turano. Per scongiurare il rischio di un’emergenza dai risvolti imprevedibili, il presidente del Collegio sindacale dell’Ato TP2 Riccardo Compagnino ha richiesto al governatore Raffaele Lombardo l’emissione di un’ordinanza in via contingibile ed urgente che permetterebbe di proseguire l’attività oltre la scadenza. Se la richiesta non sarà accolta, la società sarà costretta a conferire i rifiuti solidi urbani in discariche di altre province con costi superiori. Gli unici impianti disponibili si trovano a Gela e nella provincia di Messina. Nella discarica di Campobello confluiscono anche i rifiuti di sei degli undici comuni aderenti all’Ato TP1. L’amministratore delegato, Salvatore Alestra, esclude però il rischio di un’emergenza. “La situazione è critica ma comunque abbiamo già predisposto degli interventi per evitare il pericolo di un’interruzione del servizio. Se la discarica di Campobello chiuderà, confluiremo i rifiuti nell’impianto di Siculiana senza ulteriori aggravi di costi”. Un intervento tampone in vista della realizzazione di una nuova discarica che la società intende realizzare in un’area attigua a quella in cui sorge l’impianto di contrada Borranea. “Abbiamo redatto e già presentato il progetto”, spiega Salvatore Alestra. “Speriamo di riuscire ad ottenere l’autorizzazione in tempi brevissimi”.

"In Sicilia c'é un rischio emergenza rifiuti" ma "ci sono anche i modi per tentare di evitarli". Ne è certo il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che indica come un sito da 'codice rosso' "la discarica di Bellolampo, gestita dall'Amia di Palermo, dove l'emergenza potrebbe scattare da un momento all'altro".

 "Abbiamo convenuto con il governo che i poteri emergenziali possano servire in questa fase di passaggio - osserva Lombardo - e apprezzato gli elementi e gli strumenti finanziari per potere realizzare una terza vasca che darebbe 3-4 anni di autonomia a Bellolampo ma richiederebbe 5-6 mesi per costruirla". Il presidente ha anche sottolineato gli "errori commessi nel passato". "La situazione dei rifiuti in Sicilia - sostiene - é in divenire perché c'é stato un vuoto di governo diretto dal 2005 all'anno scorso. Nel senso che le competenze sono state delegate a un'agenzia e poi sono tornate sotto la guida dell'esecutivo e del dipartimento regionale Acque e rifiuti, che ha adottato la relazione che poi il 18 marzo ha consegnato alla Procura di Palermo".