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21/05/2014 06:30:00

Carlo Foderà: "La sanatoria di Fazio non risolve il problema del riordino delle coste"

Carlo Foderà, architetto e presidente dell’associazione Amici della Terra Trapani, che ne pensa del disegno di legge presentato dal deputato regionale Mimmo Fazio sulla sanatoria delle case costruite sulla costa?

 

Era nell’aria che l’avrebbe presentato. Stanno tentando di affrontare un problema non facile. E’ bene che comunque ci si attrezzi dal punto di vista normativo per trovare una soluzione. E non è cosa facile.

 

Lei è stato consulente del deputato regionale Paolo Ruggirello quando ha fatto il disegno di legge in materia di riordino delle coste.Quel tentativo non andò a buon fine.

 

Cadde proprio alla fine della scorsa legislatura, e finì il governo Lombardo.

 

Che differenza c’è tra il disegno di legge di Ruggirello e quello di Fazio?

 

La differenza tra i due disegni di legge è nell’approccio. Quello di Fazio analizza il problema limitatamente a una parte degli abusi realizzati dopo il 1976 entro la fascia dei 150 metri. Quello di cui mi sono occupato per conto di Ruggirello affronta la questione in maniera più ampia sotto il punto di vista del recupero delle coste. Nelle varie problematiche, dall’erosione delle coste, agli scarichi abusivi, alla presenza di impianti industriali, al dissesto idrogeologico. E poi c’è la parte relativa all’abusivismo edilizio, che non è soltanto quello che ricade nei 150 metri e costruito dopo il 1976.


L’abusivismo edilizio nella fascia costiera è molto più ampio.

 

Ci sono fabbricati che per legge sono sanabili ma rispetto ai quali i piani di recupero non sono mai stati realizzati. Credo che i disegni di legge su questo tema in Sicilia, quando si tratta di regolarizzare i fabbricati costruiti abusivamente, si scontrano con il limite delle competenze regionali.

 

In parole povere?

 

Il limite è che la Regione non può riaprire i termini di una sanatoria, quella è competenza dello Stato. Mi fa piacere che Fazio, assieme ad altri, abbia presentato il disegno di legge.

 

Allora cosa non la convince?

 

Quello che mi preoccupa è che un disegno di legge di impronta governativa non è stato ancora presentato. Il presidente della Regione ha fatto il sindaco a Gela dove è molto presente l’abusivismo edilizio. Dovrebbe sapere che le tematiche regionali quando le affronta a livello nazionale il presidente della Regione le affronta al rango di ministro. Se il “ministro” Crocetta volesse affrontare questo tema avrebbe strumenti più ampi dei parlamentari regionali.

 

Quindi è difficile che questo disegno di legge di Fazio abbia vita lunga.

 

Il disegno di legge di Fazio tratta solo una parte del problema. Ad esempio chi non ha presentato domanda di sanatoria non può accedere. Affronterebbe soltanto parzialemente la questione. Ma il problema di fondo rimarrebbe, cioè la maggior parte dei fabbricati entro i 150 metri per effetto delle legge 37 dell’85 non hanno presentato domanda di condono, questi rjmarrebbero fuori.

 

Insomma è una proposta di legge da buttare.

 

No. C’è una cosa importante nel disegno di legge di Fazio, l’aver evidenziato alcune incongruenze delle normative siciliane. Per esempio nel ‘91 si è fatta una legge retroattiva di 15 anni. In assenza di pianificazione di recupero sarà difficile che lo Stato conceda possibilità di riapertura di sanatorie. Se oggi con un disegno di legge faccio rientrare il 10 percento dei casi e restano fuori tutti gli altri non ho fatto niente. Anzi, abbiamo sottostimato in Sicilia gli abusi non sanabili, che possono arrivare a 100 mila casi, considerato che ci sono 120 comuni costieri circa, avremmo quasi mille casi ogni città non sanabili.

 

Un dato enorme.

 

Certo. Immagino i piccoli comuni che non possono anticipare io soldi per le demolizioni. E devono anche dare conto alle Procure che sui ritardi indagano per omissioni d’atti d’ufficio.Chi ha presentato i disegni di legge dovrebbero invitare il presidente della Regione a fare anche la sua parte in qualità, in questi casi, di “ministro”. Crocetta avrebbe una capacità contrattuale molto più alta.

 

E chissà se questo tema verrà messo in agenda da Crocetta.

 

Me lo auguro e farò in modo che possa arrivare alla sua attenzione. Da anni seguo la vicenda. E il mio documento, di un anno fa, sul recupero delle coste potrebbe essere anche visto come la più grande opera pubblica nella storia della Sicilia. Se Crocetta prende di petto il problema qualche speranza l’abbiamo, altrimenti diventa complicata la cosa.

 

Cos’è l’Osservatorio dei Paesaggi di Sicilia?

 

Recuperando le nostre coste da un degrado molto diffuse diventano le parti più pregiate dal punto di vista turistico da presentare al mondo. L’Osservatorio è il luogo in cui da un lato si documentano i luoghi di degrado e dall’altro si studiano i modi per il recupero e il restauro del paesaggio.