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15/07/2014 06:55:00

Da Torrazza allo Stagnone. Il tour di Legambiente a Marsala e Petrosino

E’ arrivata ieri mattina al porticciolo turistico di Marsala Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che ogni anno passa al setaccio i mari italiani.
Ed è stata l’occasione per tornare a parlare delle coste. Da Marsala a Petrosino, dallo Stagnone a Torrazza. Un tour tra i posti più a rischio nel territorio, quello dei volontari dell’associazione ambientalista.
Il tour è cominciato con la spiaggia Torrazza, a Petrosino, dove gli attivisti di Legambiente hanno fatto un blitz per chiedere la demolizione di Casa La Francesca, il rudere che da anni fa brutta mostra di sè al centro della spiaggia. Alla ordinanza di demolizione presentata dal Comune di Petrosino la proprietà dell’immobile ha fatto ricorso al Tar. Torrazza in questi anni è stato teatro di tentativi di speculazione edilizia. “Abbiamo volutamente esposto uno striscione chiedendo l’abbattimento di questo obbrobrio per ribadire che le demolizioni degli ecomostri non servono soltanto a ridare dignità ad un territorio e riappropriarsi della bellezza di queste stupende zone, ma servono da monito per tutte le brutture edilizie che compaiono e deturpano questa regione oltre che l’intero territorio nazionale – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – Si dia inizio ad una nuova stagione di buona politica, partendo proprio dalla lotta al cemento che invade una delle aree più affascinanti della Sicilia occidentale. Siamo convinti che queste azioni rappresentino quel cambiamento culturale che sta maturando nel nostro Paese e che vede nel ripristino della legalità e della bellezza violate una delle condizioni necessarie per uscire dalla crisi e promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale più duraturo e giusto”.

La visita alla Riserva dello Stagnone, poi, è stata l’occasione per Legambiente per ribadire il “no” alla gestione della riserva da parte del comune di Marsala. Una richiesta avanzata dal sindaco Giulia Adamo, che vorrebbe prendere in gestione la riserva, fino ad oggi gestita dall’ex Provincia di Trapani. Qualche settimana fa il sindaco Adamo si era fatta scappare una bufala, quella del parere favorevole della commissione ambiente dell’Ars alla richiesta del sindaco. Notizia subito smentita dal presidente della commissione, il 5 Stelle Giampiero Trizzino, e dal responsabile regionale Legambiente, Gianfranco Zanna.

“Nel corso degli ultimi decenni ci sembra che troppo spesso la capacità del Comune nel curare gli interessi del territorio in maniera lungimirante sia andata a discapito di questa - commenta il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. La maggior parte dei comuni rimangono troppo legati a lobby locali o a un’idea di sviluppo in cui il costruire sempre e comunque sia l’unica. Occorre quindi un’autorità in grado di disegnare la visione strategica del territorio indipendentemente dagli interessi locali”.
“L’esperienza della gestione provinciale è stata molto negativa – dichiara invece Gianfranco Zanna, direttore di Legambiente Sicilia – e con i Comuni rischiamo di passare dalla padella alla brace. L’ente gestore subirebbe pressioni ancora maggiori da parte dei privati e da parte di tanti soggetti che, per ragioni diverse, non hanno a cuore la tutela e la salvaguardia delle aree protette. Senza dimenticare le recenti posizioni espresse dal sindaco in merito alla navigabilità della laguna. L’esempio da eseguire potrebbe essere quello adottato alla Riserva dello Zingaro, la cui tutela è curata dall’Azienda Regionale delle Foreste Demaniali, oppure, così già accade per numerosi casi di aree protette, di affidare la gestione direttamente alle associazioni ambientaliste. Ancora meglio la creazione di un consorzio di cui potrebbero far parte il Comune, i privati e tutti i soggetti portatori di interessi generali”.

Cogliatti Dezza ha fatto anche il punto sullo stato di salute delle coste siciliane. “Soffrono tantissimo il consumo del suolo ad opera dell’uomo. Questo è uno dei problemi più gravi delle coste siciliane. Un altro tema è quello della qualità delle acque, problema che non è soltanto siciliano. Ma qui c’è il rischio di perdere miliardi di euro dall’Unione Europea previsti per la bonifica e la depurazione delle acque”.