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27/04/2024 06:00:00

Le mani della mafia su Favignana. Forgione: "Più controlli sugli appalti"

Favignana in pochi mesi è finita al centro di due inchieste antimafia. Corruzione, appalti pilotati, commesse che finivano in mano a personaggi più o meno organici alle famiglie mafiose. Episodi che hanno preoccupato il sindaco delle Egadi, Francesco Forgione, che dopo l’ultima indagine, ha lanciato un appello alle istituzioni chiedendo la massima vigilanza sugli appalti e le procedure dei lavori in fase di avvio nel territorio delle Egadi.


"Dispiace, ancora una volta, ritrovare le nostre isole in vicende di corruzione e infiltrazioni mafiose, come avvenuto con l'ultima inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha coinvolto anche rappresentanti di vertice della Società Elettrica di Favignana", dichiara Forgione.
"La nuova indagine giunge dopo poco più di un mese dall'ultima operazione eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Trapani, relativa al controllo dei sub appalti nell'isola, alla quale la nostra Amministrazione comunale ha contribuito con spirito di collaborazione istituzionale e di trasparenza amministrativa. È sempre più chiaro - prosegue il sindaco - che il sistema di relazioni mafiose è pervasivo e, senza adeguati anticorpi, nessuna area territoriale e imprenditoriale può considerarsi impermeabile. Il nostro territorio merita una attenzione particolare. Nelle nostre isole sono in arrivo grandi risorse e sono già in corso gare e assegnazioni di lavori, da quelli previsti per il Pnrr agli interventi per il porto di Favignana, per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro. Chiediamo a tutte le Istituzioni il più alto livello di vigilanza sugli appalti, le imprese e gli eventuali sub appalti. Esprimiamo piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine. L'Amministrazione comunale - conclude Forgione - farà la sua parte, collaborando a tutti i livelli e in tutte le forme che saranno necessarie per assicurare trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e contrastare con ogni mezzo ogni possibile forma di infiltrazione mafiosa".

 

A Gennaio i carabinieri di Trapani hanno scoperto che dietro gli appalti di scerbatura delle strade, la manutenzione dell’acquedotto e la gestione delle erogazioni idriche a Favignana ma anche a Levanzo c’era Salvatore Francesco Russo, imprenditore marsalese, coinvolto nell’inchiesta antimafia Scrigno nel 2019. E’ una storia che dà il senso di come sui lavori pubblici possano mettere le mani soggetti che però non hanno le carte in regola per aggiudicarsi gli appalti. Russo, infatti, (finito ai domiciliari) non era iscritto alla White List della Prefettura, ma servendosi di aziende edili e agricole, che sarebbero state fittiziamente intestate alla moglie Giuseppina Maltese (le è stato applicato il divieto di dimora a Favignana) avrebbe aggirato l’ostacolo. Convinceva chi si aggiudicava regolarmente i lavori di farsi dare l’incarico in subappalto. Russo avrebbe così gestito la manutenzione del verde (38 mila euro) e della rete idrica nelle isole Egadi (108 mila euro). Se ne sono accorti nel 2021 al Comune e lo hanno denunciato in Procura.

 


Un paio di settimane fa, invece, è arrivata l’operazione antimafia che ha portato all’arresto di 11 persone. Tra i fatti scoperti anche il patto illecito tra alcuni imprenditori ed Elisabetta Bonsignore, procuratrice speciale della Sea, la società che gestisce la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica a Favignana.
Secondo quanto emerso dalle indagini la donna avrebbe ricevuto o accettato la promessa di denaro per pilotare appalti e assegnare commesse alla Omnia di Antonino Putaggio, finito ai domiciliari, e alla Fb Transport di Natale e Giovanni Beltrallo. Quest’ultimo era finito sotto inchiesta nel 2020 perchè sospettato di essere vicino a Cosa nostra.
La Sea affidò alla Omnia i lavori di scavo e ripristino di quattro linee di distribuzione di energia importo: oltre 500 mila euro. Si tratta di lavori realizzati con finanziamenti pubblici e prevedevano una procedura negoziata, senza bando, con l’invito a cinque imprese.
I Beltrallo avrebbero pagato tangenti anche per diventare fornitori del carburante per la centrale termoelettrica.
Si muovono tanti interessi, tanti tentacoli su Favignana. Da qui la preoccupazione e la massima attenzione del sindaco Forgione.