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11/02/2011 01:00:00

Vertenza cantiere navale di Trapani, chiesto un incontro con l'assessore Venturi

Al termine della riunione è stato concordato di chiedere un incontro urgente con l’Assessore delle Attività Produttive della Regione Siciliana, Marco Venturi, al quale il Presidente Poma ha subito trasmesso la seguente nota inviata, per conoscenza, anche ai Deputati Regionali della provincia di Trapani:
Facendomi portavoce, a nome anche di tutti i gruppi politici di questo Consiglio Provinciale, della precisa volontà emersa nel corso del recente incontro operativo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria e dei lavoratori del Cantiere Navale di Trapani, con la presente si chiede alla S.V. di volere accordare un incontro in tempi molto rapidi, al fine di potere sottoporre alla sua autorevole attenzione, con tutta l’urgenza di cui il caso necessita, la questione legata alla salvaguardia del futuro e soprattutto dei posti di lavoro finora assicurati dal Cantiere Navale di Trapani i cui 74 dipendenti, però, da diversi giorni sono in sciopero e hanno già dato vita a manifestazioni pubbliche per protestare contro il mancato pagamento delle ultime tre mensilità e, in particolare, contro l’annunciato licenziamento addirittura del 60 per cento del personale attualmente in organico, dopo che un recente incontro tra le parti interessate, con la mediazione di S.E. il Prefetto, non è servito a raggiungere alcun risultato anche perché l’azienda non avrebbe accettato di fare ricorso alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, mentre il pagamento delle mensilità arretrate sarebbe stato subordinato all’accettazione del piano di ristrutturazione aziendale predisposto nei mesi scorsi.

Tutto ciò, nonostante le decine di milioni di euro che la Regione Siciliana avrebbe destinato alla ristrutturazione del bacino di carenaggio trapanese, oltre che di altri due bacini nel palermitano, e nonostante, in attesa dell’espletamento della relativa gara di appalto, il Cantiere Navale di Trapani abbia delle buone commesse in corso d’opera che assicurerebbero lavoro ancora per diverso tempo, per cui non si comprende il motivo, quanto meno, del mancato pagamento degli emolumenti arretrati oltre che del ventilato ricorso al licenziamento di più della metà del personale dipendente.

Il licenziamento di quaranta lavoratori del Cantiere Navale avrebbe conseguenze catastrofiche per le tante famiglie (centinaia di persone) che finirebbero letteralmente sul lastrico, per la città di Trapani ma anche per l’intero territorio della provincia, un territorio che continua a scontare i gravi e molteplici handicap socio-economici della sua atavica marginalità geo-politica per il superamento della quale, invece, nonché per la valorizzazione delle tante potenzialità che pure esistono (basti pensare alla crescita esponenziale dell’aeroporto di Birgi) andrebbero celermente attivati tutti i possibili e necessari strumenti legislativi, industriali e imprenditoriali a cominciare, nel caso specifico, dallo svolgimento, il più velocemente possibile, non certo aspettando un anno, della gara di appalto per l’avvio dei lavori di ristrutturazione del bacino di carenaggio, grazie ai fondi che all’uopo sarebbero stati già stanziati dal Governo Regionale (50 milioni di euro come da Ella personalmente dichiarato partecipando ad un recente incontro sullo sviluppo del territorio svoltosi presso la Camera di Commercio di Siracusa – 65 milioni di euro secondo i sindacati ed i lavoratori) avendo liberato le necessarie risorse dalla misura 1.04 ed avendole inserite in appositi capitoli del bilancio della Regione.

Emerge comunque l’ineludibile esigenza che la proprietà del Cantiere Navale di Trapani non continui ad agire sulla falsariga di quanto avvenuto in passato, ma che la concessione di ulteriori finanziamenti pubblici venga subordinata al formale impegno del mantenimento di tutti i posti di lavoro attualmente in organico, nonché all’immediata corresponsione di tutte le mensilità arretrate.

Il Cantiere Navale di Trapani costituisce asse molto importante dell’economia locale nel suo complesso e da esso non si può prescindere se si vuole almeno assicurare la minima competitività alla nostra realtà geografica di zona periferica e svantaggiata.

Mi permetto ricordarLe, a questo proposito, che la S.V. ha testualmente affermato che lo sviluppo e la crescita del tessuto produttivo siciliano si ottiene con investimenti mirati, reali, utili per realizzare opere essenziali che creino occupazione.

Nella certezza, pertanto, che vorrà positivamente e celermente riscontrare la richiesta di incontro urgente avanzata dallo scrivente, assieme ad una delegazione di Consiglieri Provinciali, di Parlamentari Regionali della provincia di Trapani, di Sindacalisti e di dipendenti del Cantiere Navale di Trapani, voglia gradire i più cordiali saluti.

Per lunedì prossimo 14 febbraio, alle ore 11,00, intanto, il Presidente Poma ha indetto una nuova riunione fra capigruppo, sindacati e lavoratori del Cantiere Navale di Trapani, con la partecipazione anche dei Parlamentari Regionali della nostra provincia al fine del loro più diretto coinvolgimento nell’iniziativa.