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31/01/2014 06:04:00

Rosolia: "Di Girolamo svegli il Pd di Marsala e costruisca l'opposizione ad Adamo"

 La strepitosa conferenza di Gian Antonio Stella, cui ho avuto la fortuna di assistere, qualche giorno fa, nella sede del laboratorio culturale “Otium”, mi ha sollecitato le riflessioni che seguono. Nel presentare la sua ultima fatica – “Se muore il Sud” – condivisa, come di consueto, con Sergio Rizzo, Stella ha riversato sugli astanti una valanga di dati (fonti: Banca d’Italia, Istat, Svimez, etc) che raccontano non solo dello stato comatoso della nostra economia ma anche del graduale affievolirsi, specie per il Sud, delle speranze relative ad una sua rapida ‘ripartenza’. Dati di realtà sconfortanti, ma imprescindibili per qualsiasi seria analisi politica.
Non entro nei dettagli della serata, una cosa, però, non può essere sottaciuta: se l’editorialista del ‘Corriere’ ha scelto di venire a Marsala, è per continuare a testimoniare, anche in questa occasione, la sua solidarietà a Giacomo Di Girolamo, l’“indegno” giornalista nostro concittadino, bersaglio della grottesca iniziativa del Sindaco Adamo, intenzionata a scippargli 50.000 euro di risarcimento per “danno d’immagine”, arrogandosi il diritto di farlo a nome e con i soldi dei marsalesi.
Che, ad ogni buon conto, “Non in mio nome”, glielo hanno urlato, forte e chiaro, dall’atrio dei pubblici uffici, durante il corteo autoconvocato nell’immediatezza dei fatti. Ma la Sindaca, imperterrita, continua per la sua strada: pretende, su un piatto d’argento, la testa di un cronista la cui unica colpa è quella di narrare ogni giorno, con coraggio ed ironia, fatti e misfatti della provincia più bella e.. mafiosa d’Italia.
Ma, a proposito di danni alle casse comunali procurati dalle controverse condotte della Prima Cittadina, nessuna nuova ci giunge dal “Fronte del Porto”. O, meglio, mentre il Progetto della “Marina di Marsala” resta sempre al palo, lento ma inesorabile, prosegue il ricorso della MYR. Che rischia di concludersi con un salasso di svariati milioni di euro a carico delle asfittiche finanze dell’Ente Comune (pur rimpinguate, in cambio di servizi non certo impeccabili, dalle cifre iperboliche richieste a tutti noi cittadini).
Passando ora, dalla sfera economica a quella etica, le cose non procedono in maniera diversa: come dimostra l’”Affaire Sparla”, consulente del Sindaco e dirigente dell’ex-moritura ‘Marsala Schola.’
L’ex-funzionario della Provincia, già membro della loggia segreta “Iside 2”, anche a seguito dell’ intervento di Salvatore Inguì, Coordinatore di “Libera”, si dimette. Ma, spente le luci della ribalta antimafiosa ( “2° Festival dei beni confiscati alle mafie” ) motu propriu, la Sindaca respinge le dimissioni e lo rimette in sella, con tanti affettuosi saluti a don Luigi Ciotti e compagni. Rimandando sine die, peraltro – come, del resto, lo stesso Sparla – la replica ai gravissimi fatti denunciati dal dott. Antonio Galfano, ex-Segretario del Comune di Trapani.
Ecco: se si volesse continuare a scandagliare le scelte del Primo Cittadino sotto il profilo dell’etica pubblica (ultima della serie, lo scandalo relativo all’uso improprio dei ‘rimborsi elettorali’ di cui, l’ex-Capogruppo all’ARS del PDL - PDL Sicilia - UDC, dovrà presto rispondere ai magistrati) non mancherebbero, di certo, gli argomenti.

Ma non è il caso, è tempo di cambiare passo, di mettere in movimento l’attuale situazione di stallo.
Ed è nel tentativo di raggiungere tale obiettivo che, con garbo pari almeno a quello che sempre lo ha contraddistinto, ad Alberto Di Girolamo, Segretario del PD di Marsala, vorremmo porgere due quesiti e formulare un invito:
a) Non crede sia giunta l’ora di chiedere un passo indietro ai due zelanti assessori targati PD (entrambi autori di un patetico attestato di solidarietà al capo dell’amministrazione e, uno di loro, il vice-Sindaco, destinatario di un avviso di garanzia per peculato)?
b) Non ritiene giunto il momento – visti anche i trascurabili risultati ottenuti dalla suddetta Amministrazione - di ricollocare all’opposizione i rappresentanti del PD in Consiglio?
Assuma, dunque, il neo-Segretario del PD, il ruolo di ‘federatore’: convochi al più presto una pubblica assemblea ove, dopo aver ascoltato disagi e proposte dei tantissimi cittadini sofferenti e delusi, si cominci – coinvolgendo tutti coloro che si riconoscono nel popolo del centrosinistra: iscritti ai partiti e rappresentanti della società civile – a trasformare la rabbia impotente e gli inconcludenti mugugni nella graduale, partecipata e condivisa costruzione di un’alternativa autorevole all’attuale governo locale. Poichè, se è vero che, in politica, gli spazi vuoti – leggi un’opposizione credibile alla Giunta Adamo – prima o poi si occupano, sempre più urgente e necessario appare compiere ‘La mossa del cavallo’: locuzione cui, giustappunto, il ‘Grande Dizionario della Lingua Italiana’, attribuisce il significato di agire in fretta per ‘prevenire l’azione di un avversario’.