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22/11/2018 06:00:00

Birgi: i numeri di ottobre, la fusione con Gesap, il consiglio comunale aperto a Trapani

All’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi sono appena 520 i movimenti totali degli aeromobili, tra partenze e arrivi effettuati nel mese di ottobre 2018, con una riduzione in percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente che è del 43,1%.

Questi 520 aerei hanno fatto transitare nello scalo trapanese un totale di 38.687 passeggeri ma in questo caso, rispetto allo stesso mese del 2017, il segno meno è addirittura del 70%. Numeri sconfortanti ma certamente prevedibili.

E purtroppo, almeno nel medio termine, non ci saranno grandi cambiamenti in positivo, dato che, come sappiamo, l’apertura delle buste del bando di gara non ha portato i risultati sperati, con il forfait di Ryanair e con le due uniche compagnie partecipanti, Alitalia e Blue Air, interessate a soli 3 lotti dei 25 previsti. Nonostante i soldi messi a disposizione per i collegamenti con tutta Italia e mezza Europa, le offerte sono state fatte solo per Torino da Blue Air, e per Milano e Roma da Alitalia. Tratte che le due compagnie già fanno e per le quali ora verranno pagate. 

Fusione Airgest Gesap più vicina ma non troppo... – Le novità, che si spera possano portare finalmente a qualcosa di positivo, arrivano dalla Regione che martedì, nel corso dell’assemblea dei soci, ha dato l’ok definitivo alla fusione tra Airgest e Gesap, le due società che gestiscono rispettivamente lo scalo di Trapani-Birgi e quello palermitano di Punta Raisi. Per arrivare alla fusione però ci vorrà non meno di un anno. L’Airgest che appartiene totalmente alla Regione dovrà fare una valutazione aziendale e predisporre un piano industriale che proietta l’aeroporto trapanese in un bacino più ampio. La fusione tra le due società non si presenta semplice né imminente. Per il presidente di Airgest Paolo Angius, i tempi minimi sono di dodici mesi. “L’eventuale fusione con Gesap permetterebbe a Birgi di avere importantissimi benefici di scala - afferma il presidente di Airgest -. Noi, oggi, abbiamo le mani legate dal punto di vista commerciale, essendo un soggetto totalmente pubblico e ci pone limitazioni commerciali che Palermo non ha. Occorre lavorare sodo per questa fusione, perché per Trapani è importante in un’ottica di sviluppo commerciale".

Oggi la decisione della Cuc sulle tratte Alitalia - Oggi la Cuc di Comiso, la centrale unica di committenza dovrà decidere definitivamente sull’aggiudicazione delle tratte Alitalia. Proprio perché troppo vantaggiose, circa 900 mila euro ciascuna, la legge prevede una sospensione dell’aggiudicazione fino al responso finale del Rup di Marsala, il Comune capofila destinatario dei fondi della Regione. Airgest, intanto sta valutando come poter intervenire per le rimanenti 22 tratte. Se procedere con la trattativa privata, e considerato che il bando ha avuto un esito negativo il potere contrattuale di Airgest sarebbe ridotto, o se procedere ad un nuovo bando. Ed in questo caso i tempi si allungherebbero. Nel frattempo, Angius, assieme alla consigliera del cda Elena Ferraro da alcune settimane stanno trattando con alcune compagnie per cercare di chiudere possibilmente per la prossima stagione estiva e firmare un accordo entro la fine di dicembre. Speriamo possano dare notizie positive al Governatore Nello Musumeci già in occasione della sua visita a Birgi programmata per il 30 di novembre prossimo, quando verrà per rendersi conto direttamente dello stato di salute dell’aeroporto trapanese.
 

Sulla situazione dello scalo di Birgi c’è l’intervento del sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Maurizio Santangelo che dice no al tentativo di privatizzazione e fa un affondo nei confronti dello stesso presidente del cda di Airgest, Angius, accusandolo di conflitto d’interesse dato che è titolare di azioni Gesap:

Abbiamo atteso, in silenzioso riguardo, il completamento del rito di gara celebrato dalla CUC Trinakria Sud che di fatto sancisce il fallimento della politica degli ultimi anni sul rilancio dell’Aeroporto Birgi. Il risultato negativo di scelte sbagliate, praticate fuori dalla programmazione e da percorsi di legalità e di sana gestione finanziaria, è sotto gli occhi di tutti. Come maggioranza di Governo, abbiamo una responsabilità che ci impone di rilanciare l’intero Paese, - continua Santangelo - ma abbiamo anche l’obbligo morale di ricordare a tutti la posizione del Movimento che torna pubblicamente a chiedere, prima ancora che sia abbozzata una nuova politica perdente, come mai alla guida dell’impresa pubblica “Airgest” ci sia ancora il Presidente Angius, il quale ha rappresentato gli interessi dei privati nelle passate gestioni.
Altri scali, prima di Birgi, sono già finiti nelle mani dei privati, come dimostra il caso di Alghero. Peraltro, non condividiamo per Birgi strategie come quelle favorite dal governo Renzi, ad esempio la fusione Firenze-Pisa, operazione della quale si vanta pubblicamente il presidente dell’Airgest. Angius, piuttosto, dovrebbe spiegare come mai dalla lettura dei dati pubblicati sul Registro Imprese risulti ancora oggi titolare in proprio di 297 azioni di GESAP spa, dal lontano 16 luglio 2007.
Il conflitto di interessi tra strategie pubbliche e private in questo caso è evidente. Quello che è accaduto ha dell’inspiegabile ed è ignobile aver investito decine di milioni di euro su Birgi per poi eventualmente portare i profitti futuri nelle casse dei privati, i quali ovviamente sono interessati alla concessione trentennale a disposizione di Airgest.
Il fatto che troppi annunci siano stati lanciati dal management Airgest e da alcuni politici, e che i tempi non siano mai stati rispettati, deve farci riflettere e dovrebbe portare a chiedere le dimissioni di tutti i soggetti coinvolti negativamente in questa vicenda. Ci chiediamo oggi se scaricare sui Sindaci o sui burocrati le responsabilità sia stato solo uno stratagemma utilizzato per mascherare l’intento di privatizzare comunque il nostro aeroporto, trucco che sembra aver funzionato perfettamente creando lo strumento per svendere Airgest: la crisi aziendale.
Abbiamo l’impressione che il progetto di fusione con Punta Raisi sia l’ennesimo specchietto per le allodole, utilissimo a nascondere il vero piano di dismissione di Birgi. Un piano del genere va sventato immediatamente e noi ostacoleremo in ogni modo lecito il tentativo di subordinare l’esistenza stessa dello scalo ad accordi poco trasparenti. 
Non comprendiamo come mai a livello regionale non possano essere accorpati aeroporti visto che sono tutti in mano pubblica. Crediamo che questa debba essere la richiesta del territorio e che la politica regionale debba interpretarla nel più breve tempo possibile. Una rete aeroportuale siciliana che comprenda tutti gli aeroporti della regione (Catania, Palermo, Trapani, Comiso, Lampedusa e Pantelleria), come si è fatto in Puglia, sarebbe uno strumento di sviluppo, anche turistico, formidabile e sicuramente vincente. Non sappiamo se i troppi ritardi accumulati nella programmazione, forse volutamente, impediranno di invertire la marcia, e di riportare presto a Trapani i voli già sottratti a beneficio del vicino aeroporto di Palermo, ma sappiamo con certezza che fare sistema con tutti gli aeroporti regionali sarà l’unica strada percorribile per programmare lo sviluppo di Birgi e non solo per salvarlo”.

Venerdì consiglio comunale aperto a Trapani – Della vicenda dell’aeroporto di Birgi, dei lotti che non sono stati assegnati e della fusione con Gesap, si discuterà venerdì mattina alle nove a Palazzo Cavarretta, in una sessione straordinaria e aperta del consiglio comunale convocata dal presidente Peppe Guaiana, d’accordo con i capigruppo consiliari. Tutti i politici del territorio, dal presidente della Regione Nello Musumeci agli assessori regionali, ai sindaci dei Comuni della provincia fino al presidente della Camera di Commercio sono stati invitati a partecipare spiega Guaiana. Nella stessa mattinata alle 11 alla Camera di Commercio si terrà un’altra riunione per l’aeroporto che riguarderà l’azione di co-marketing.

Progetto sull'autismo con l'aeroporto vuoto - Venerdì mattina, quasi in contemporanea con il consiglio comunale aperto, alle ore 10,00 presso la sala vip Garibaldi dell’aerostazione Vincenzo Florio, verrà presentato il progetto “Autismo in viaggio attraverso l'aeroporto”. Un momento ideato dall'Enac in collaborazione con associazioni di settore e le società di gestione aeroportuale, per discutere e presentare elementari strategie per aiutare bambini e adulti con autismo ad accettare serenamente il loro percorso di viaggio. Interverranno alla presentazione del progetto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, il presidente di Airgest, Paolo Angius, Mark De Laurentiis, responsabile Carta dei Diritti e Qualità dei Servizi aeroportuali Enac, Davide Faraone, presidente Fondazione italiana per l’Autismo, Rosi Pennino, presidente associazione Parlautismo, Gerry Camarda, Fondazione Auxilium e la neuropsichiatra Giovanna Gambino. Alla realizzaione del progetto hanno collaborato Ad Maiora cooperativa sociale - Centro diurno per l’autismo e L’Arcobaleno – Autos - Centro diurno per l’autismo. La cosa cuoriosa in questa iniziativa, sicuramente lodevole, ma poco opportuna in questo momento, è che tutte quelle condizioni tipiche della quotidianità di un aeroporto, come il brusio di sottofondo, le file ai check-in, gli annunci e i jingle all’altoparlante che possono creare disagio a chi è autistico, proprio in questo momento a Birgi non ci sono, perché l’aerostazione è pressoché vuota. Presentare il progetto sull'autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto, proprio adesso che da Birgi non vola nessuno, sembra avere poco senso.