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05/07/2019 06:00:00

I Comuni mettono i soldi per "rilanciare" il turismo. E Tranchida attacca Musumeci

 Si lavora su due fronti per tentare di rilanciare il turismo in provincia di Trapani.


La crisi nera dell’aeroporto di Trapani Birgi, che non vede via d’uscita, ha costretto il presidente della Regione, Nello Musumeci, a mettere attorno ad un tavolo parlamentari nazionali e regionali, a formare un comitato tecnico con sindaci e Distretto turistico, ad ascoltare il comitato di protesta SeVoloVoto.


A Trapani invece si lavora sul progetto del marketing territoriale.
Una soluzione cara al sindaco del capoluogo, Giacomo Tranchida.
L’idea è quella di mettere insieme i comuni e il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale per delle operazioni che rendano il territorio più attrattivo, indipendentemente dal traffico aereo sull’aeroporto di Birgi.


E così nasce l’accordo di collaborazione tra 11 Comuni della provincia di Trapani e il distretto turistico.  Il programma non è solo un documento (che potete scaricare cliccando qui) in cui i sindaci si impegnano a fare qualcosa per rendere più attrattivo il proprio territorio, non sono soltanto dichiarazioni. Qui ci mettono i soldi, i Comuni. Infatti il programma prevede una spesa complessiva in tre anni di 2 milioni 500 mila euro circa. E saranno soprattutto gli 11 comuni a mettere le somme. Trapani e Marsala, ad esempio, metteranno 549 mila euro ciascuno per i tre anni. San Vito lo Capo e Favignana, i due comuni con più vocazione turistica, verseranno 292 mila euro. 219 mila euro sarà la somma che in tre anni si impegna a versare Erice. E poi 164 mila euro Valderice, 82 mila euro Custonaci, Paceco e Salemi 55 mila euro ciascuno, Buseto Palizzolo 36 mila euro. I comuni verseranno le somme sul conto della fondazione Distretto turistico Sicilia Occidentale. Non è da escludersi che in futuro questa dotazione economica possa aumentare e neanche che altri comuni possano partecipare.


L’accordo non prevede in particolare l’acquisto di voli per l’aeroporto di Birgi.
I comuni, forse, hanno capito che bisogna fare qualcosa sui territori per renderli più attrattivi e che non basta avere un aeroporto a pieno regime. I sindaci avranno il ruolo di dara l’indirizzo politico al Distretto turistico guidato da Rosalia d’Alì che rappresenterà tutte le parti, anche nei rapporti con altri enti e società, e avrà funzione gestionale.


L’obiettivo principale di questo accordo è quello di attivare delle politiche di crescita dell’attrattività del territorio, favorendo, ovviamente, l’aumento dei flussi turistici. E quello che molti sognano: la destagionalizzazione.
Si parla in particolare di migliorare l'immagine della destinazione turistica della provincia, si a livello nazionale che internazionale. Altro obiettivo è quello della valorizzazione del capitale umano, e l'utilizzo degli strumenti di promozione turistica e marketing territoriale.
Si parla di promuovere percorsi tipici e turistici innovativi per rendere ciò che c’è noto e attraente. Si parla ad esempio del trekking nelle riserve, dei percorsi nelle cave di Custonaci, il percorso dei bagli di Buseto, architettura, arte , archeologia e gastronomia.
Per fare tutto questo i Comuni sono disposti a metterci dei soldi, che non serviranno a comprare voli.


In tutto ciò il sindaco di Trapani torna a criticare le scelte del presidente della Regione, Nello Musumeci
. La Regione, infatti è socio di maggioranza dell’Airgest, la società che gestisce Birgi, e giorni fa c’è stato un incontro con sindaci e parlamentari a Palermo.


Tranchida non c’era, non vuole più avere a che fare su questo fronte con Musumeci che per il sindaco di Trapani “parla da oltre un anno di sistema unico aeroportuale siciliano, poi ci ripensa in corso d’opera e, cambiando “rotta”, opta per l’ipotesi di due sistemi aeroportuali (Sicilia Occidentale e Orientale). Addirittura chiama come consulente gratuito un grande amico del Sindaco Orlando (dominus dello scalo palermitano), il dr Vito Riggio - pensionato Enac e da sempre fautore della “soppressione” di Birgi - al fine di far leva sullo stesso Sindaco di Palermo che, da 9 mesi a questa parte, “babbia” sul sistema integrato aeroportuale Sicilia occidentale”. Tranchida sfida Mucumeci a “mettere sul tavolo la sua autorevolezza istituzionale” magari trattando direttamente con le compagnie aeree. “Dopo nove mesi di stimoli e solleciti, tra le proposte da noi avanzate, quella della liberalizzazione del trasporto turistico su gomma da e per gli snodi turistici e strategici (aeroportuali, per cominciare), onde favorire i collegamenti low-cost dei turisti che sbarcando su Palermo vengono attratti dal nostro territorio”, aggiunge Tranchida che evidenzia che ad oggi da Palermo non sarebbe arrivato neanche un centesimo . Tranchida, che chiama Musumeci “vecchio volpone politico da ante prima Repubblica” dice che il governatore si è inventato il comitato tecnico istituzionale per Birgi per mimetizzare il problema.


Per Tranchida i Comuni possono lavorare ad un nuovo bando di co marketing, dopo il flop dei primi due e spera si possa procedere con la trattativa privata, ma bisogna cambiare le leggi. Sollecita l’Ars a versare 10 milioni di euro come fondi di risarcimento per il conflitto in Libia. Somme che aggiunte a quelle che metteranno i Comuni per Tranchida assicurano un buon gruzzolo che ragionare in grande.