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03/04/2020 16:45:00

Musumeci adesso vuole controllare polizia ed esercito

 A furia di proclami, ci ha preso gusto. A furia di proclamare la fine del mondo, e lo stato d'emergenza, adesso vuole i pieni poteri. Come Salvini dopo un mojito di troppo. O forse gli è venuta l'invidia, come tanti, dopo quello che ha fatto Orban in Ungheria.

Fatto sta che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha invocato poteri speciali per comandare polizia ed esercito. Vuole ottenere dal governo centrale l’applicazione di una norma che gli concede di esercitare il potere di avvalersi della Polizia di Stato, e dell’esercito di stanza nell’isola, in situazioni di emergenza.

Lo fa invocando l’articolo 31 dello Statuto speciale della Sicilia, mai applicato in 74 anni di storia. Quella norma che prevede come sull’isola “al mantenimento dell’ordine pubblico” provveda “il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato”. Ma non solo. Secondo quella vecchia legge il “Presidente ha anche diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola, dei funzionari di polizia”. Insomma poteri insieme da ministro dell’Interno e della Difesa per l’inquilino di Palazzo d’Orleans.


Un iter lungo sei mesi – Per ottenerli Musumeci ha fatto approvare dalla giunta un disegno di legge costituzionale composto da un solo articolo, trasmesso all’Assemblea regionale siciliana per l’approvazione e da inviare poi alle Camere per il via libera. In pratica il governatore ha attivato il complesso percorso per scrivere una legge di attuazione dello Statuto mai applicato dal 1946. Un iter molto lungo, che prevede un confronto col governo centrale in Conferenza Stato-Regioni, il passaggio in Parlamento e un decreto ad hoc del presidente del consiglio firmato dal presidente della Repubblica. Insomma, non essendo in Ungheria a Musumeci toccherà aspettare almeno sei mesi – nella migliore delle ipotesi – per ottenere quei poteri che lo Statuto autonomo riconosce al governatore. E anche se dovesse davvero ottenerli arriverebbero probabilmente a emergenza coronavirus conclusa. Insomma: dopo 74 anni l’applicazione dello Statuto arriverebbe persino in ritardo.

Cosa c’è scritto nella norma – Lo schema di norma, deliberato dalla giunta Musumeci, prevede “l’attuazione dell’art.31 dello Statuto, con specifico riferimento agli strumenti necessari per affrontare con efficacia e tempestività eventuali situazioni di emergenza statali o limitate al territorio regionale, che determinino refluenze sull’ordine pubblico, la sanità e la sicurezza nel territorio della Regione siciliana o in parte di esso”. Al riguardo, il presidente della Regione, “in armonia con la legislazione statale e regionale di settore” può “adottare ordinanze contingibili e urgenti, nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea e con efficacia estesa all’intero territorio regionale o parte di esso”. Inoltre “le misure adottate dal presidente della Regione” troveranno “preventivo coordinamento con quelle eventualmente adottate dagli altri competenti organi dello Stato, in conformità ai principi di unità della Repubblica, solidarietà politica, sussidiarietà, leale collaborazione e proporzionalità tra misura ed evento da fronteggiare”. La norma prevede, infine, “che per l’attuazione delle ordinanze o di altri suoi provvedimenti, comunque denominati, il presidente della Regione, di concerto con il ministro dell’Interno, ai sensi dell’art.31 dello Statuto si possa sempre avvalere della Polizia di Stato e, ove occorra, delle Forze armate di stanza nella Regione, anche di concerto con il ministro della Difesa”.