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18/10/2021 06:00:00

Grillo, la foglia di fico e i "fantasmi" della governance a Marsala

 C’è un equilibrio precario tra l’amministrazione comunale di Marsala e il consiglio comunale, ed è fatto di cose non dette ma di occhi puntati sugli errori commessi dal sindaco Massimo Grillo.


Per i cittadini è facile vederlo in video al Primo Cittadino, i suoi messaggi su Facebook sono noti, parla con lo sguardo rivolto al passato e con le responsabilità che sono di altri. Tutto è ereditato dal passato, e se nella sostanza è plausibile è pur vero che dalla sconfitta del 2015 Grillo ha avuto tempo e modo per prepararsi al dopo, in ogni caso un sindaco, chiunque esso sia, eredita sempre qualcosa della precedente amministrazione ma questo non può essere la foglia di fico dietro la quale nascondersi.


Un anno è passato, è presto dicono per fare un bilancio ci sono delle inadempienze visibili. E soprattutto irrompe un problema che è quello della sicurezza che non fa stare sereni nessuno, la colpa non può certo essere scaraventata contro le Forze dell’ordine, sono pochi, rischiano in prima persona, assicurano il controllo di un territorio vasto. In quel video sui social magari il sindaco, consigliato da chi fa comunicazione e strategia politica ( ma per essere un comunicatore politico bisogna davvero esserlo e conoscere cose e persone della politica oltre alla forma) avrebbe dovuto assumersi l’impegno di andare a Roma per chiedere una presenza maggiore di Forze dell’ordine, dire invece che il problema sicurezza è stato anche questo ereditato dal passato si traduce in incapacità amministrativa. Deresponsabilizzazione.


Quello che non ha ereditato dal passato è la capacità ad evitare spreco di danaro pubblico, il flop di Luci del Mediterraneo, con programma interamente copiato da 38° Parallelo, ha avuto un costo di 20 mila euro. La manifestazione è stata voluta e curata dalla giunta young, praticamente si sono parlati addosso, nessuna partecipazione e soldi buttati.
Intanto ci si chiede: ma che fine hanno fatto tutti i componenti della governance? Imbarazzanti. Professionisti che hanno preso una nomina, seppure a titolo gratuito, la cui azione è pressoché nulla. Se fosse un libro si potrebbe intitolare “I fantasmi della governance”.
Grillo aspetta dicembre per assestare un colpo alla sua giunta, tutti gli chiedono un cambio di passo ed effettivamente lui è disponibile a rimodulare le deleghe e soprattutto a fare qualche sostituzione. Le limature necessarie per andare avanti. Il problema non è limare, semmai chi fare entrare e chi fare uscire. Perché finora al balletto delle poltrone si è preferito non la competenza ma l’imposizione dei partiti.


Questa amministrazione poi indossa la maglia nera per tutto quello che attiene la parità di genere e la lotta contro la violenza sulla donna. Tutto quello che è stato portato avanti da Anna Maria Angileri e da Clara Ruggieri è stato raso al suolo ma, ancora peggio, l’attuale assessora Antonella Coppola è lontana anni luce da intraprendere azioni concrete e mirate, basterebbe solo il dialogo.


Questa è la dimostrazione che non tutti possono fare tutto, essere delle brave dirigenti scolastiche non per forza significa essere testimoni di un impegno sociale quotidiano. Ma la questione femminile in questa amministrazione non è contemplata.
Dicembre non sarà solo il mese delle palle di Natale, è anche quello del cambio di poltrona.