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25/10/2021 06:00:00

 I francesi ricorrono al Tar contro l’esclusione dal Progetto del Centro direzionale della Regione Sicilia

 Musumeci, se non sarà rieletto può praticamente dire addio al ‘suo’ progetto faraonico da 425 milioni di euro. Parliamo nuovamente del progetto di mega centro direzionale della Regione Sicilia che avrebbe voluto accorpare, in un’unica struttura, tutti gli assessorati ed uffici regionali attualmente sparpagliati in vari punti del capoluogo siciliano.

IL RICORSO DEI FRANCO-MILANESI – Il sogno del presidente della Regione è al momento stato sotterrato da una grossa pietra giuridica: lo studio francese che aveva vinto l’incarico – poi escluso ad agosto per un presunto conflitto d’interessi – ha chiesto di sospendere tutto presentando un ricorso al Tar. Con esso il consorzio chiede di tornare a rivedere la gara per assegnare la progettazione. Iter bloccato e chissà per quanto tempo.

LE TAPPE PRECEDENTI – Secondo il crono programma della Regione, a ottobre 2021, doveva essere già pronto il progetto definitivo, che da solo varrebbe già due milioni di euro, ma già poco dopo la notizia dell’aggiudicazione della gara qualche problema emerse subito. Se ne occupò anche Stefania Petyx per ‘Striscia la notizia’. Nell’estate 2020 vinse la gara internazionale il raggruppamento di imprese ‘Tekne’ di Milano, che si era avvalso per la progettazione esecutiva di un famosissimo studio di architetti parigino: ‘Leclercq Associés’. Ed e a questo punto che si scopre che Francois Leclercq, architetto e urbanista, aveva avuto un precedente rapporto professionale con il presidente della commissione aggiudicatrice, l’ingegnere parigino Marc Mimram.

TUTTO ANNULLATO – Il clamore fu notevole e diversi media si occuparono della vicenda, compreso noi di Tp24.it. Ricevemmo anche una replica dai francesi che potrete trovare qui. “In relazione al concorso internazionale per il nuovo centro direzionale della Regione Siciliana – aveva replicato a Tp24.it lo studio ‘Leclercq Associés’ – nel pieno rispetto della procedura amministrativa in corso e in considerazione dell'importanza del progetto per l'opinione pubblica, riteniamo doveroso offrire il nostro punto di vista sui fatti”.

DICHIARAZIONI VERITIERE – “Dopo la temporanea sospensione della graduatoria – continuava la replica dei francesi – ‘Leclercq Associés’ ha risposto alle richieste di informazioni della Regione Siciliana e ha ribadito che le dichiarazioni rese sono certamente veritiere e conformi con i requisiti del bando. A questo proposito sono stati forniti tutti gli argomenti utili a dimostrarlo”.

LA REGIONE NON SI È CONVINTA – La replica dei francesi non deve aver sortito grandi effetti, visto che ha tirato dritto, annullando la graduatoria ed assegnando l’incarico al terzo classificato, un raggruppamento guidato dallo studio Transit.

LE MOTIVAZIONI – ‘Leclercq’ rivolgendosi al Tar vuole dimostrare che la Regione non aveva inserito nel bando i motivi che sarebbero alla base dell’esclusione: in particolare sarebbero stati introdotti nuovi elementi di verifica, diversi da quelli previsti nel disciplinare, solo dopo la fine della gara. Uno dei momenti chiave inseriti nel ricorso sottolinea che se: “la Regione avesse voluto acquisire una dichiarazione relativa ad ogni eventuale tipologia di rapporto lo avrebbe dovuto richiedere in termini chiari ed espliciti, allegando un modello di dichiarazione altrettanto chiaro e in equivoco”. Tutto continua a girare, in pratica, attorno al conflitto d’interessi che deriverebbe da precedenti rapporti professionali tra presidente di giuria e ditta aggiudicataria.

PROCEDURA FERMA – L’iter del progetto faraonico, (ne avevamo parlato una prima volta qui) da quasi mezzo miliardo di euro (425 milioni), per la costruzione del nuovo Centro direzionale della Regione siciliana – da ubicare a Palermo nella zona di Via Ugo La Malfa – così, risulta bloccato. Gli uffici regionali, infatti, sembrano determinati a non mollare l’osso ed opporsi quindi a questo ricorso. Noi di Tp24.it continueremo a seguire la vicenda e a darne notizia ai nostri lettori.

Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo