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06/02/2012 05:24:28

Mafia a Salemi. Sgarbi si dimette. "Mercoledì vado dal Ministro Cancellieri, e le faccio i complimenti"

Nell’annunciare le dimissioni dalla carica, il sindaco di Salemi, osserva: «Mi rendo conto che è impossibile, così, fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Poteri occulti che io, in quanto tali, non ho mai visto, ma che, a giudicare da quello che prospettano i commissari della Commissione di accesso agli atti, ci sono. Proprio per questo mi rendo conto di essere in pericolo e di non volere continuare a operare in un ambito di rischio che è identificato oltre la mia possibilità di comprensione. Sottolinea Sgarbi: «Non devo difendermi da nessuna accusa. Sarà opportuno ricordare che nell’indagine “Salus Iniqua” vengo individuato come «parte lesa».
Verifico però l’impossibilità in Sicilia di fare azioni nuove e diverse. Verifico inoltre la capacità di valutazione profondamente difforme tra chi prospetta scenari di condizionamento mafioso – di cui non mi sono mai accorto – e quello che abbiamo fatto, che è sotto gli occhi di tutti, ammirato dal mondo intero: mostre, festival, nuovi musei, un rinascimento culturale che non ha eguali in Europa nel rapporto tra risorse impegnate e riscontro mediatico. I commissari hanno visto altro, io invece ho amministrato la città nel segno della cultura. Aspetto, comunque, che mi si indichino quali siano gli atti della mia amministrazione “condizionati” dalla mafia. «Se, dunque – conclude il critico d’arte e sindaco di Salemi - questa è la prospettiva che vogliono avallare, non vedo perché io debba mettermi di traverso»
 

16,50 - «Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto». «Mi sentivo - aggiunge - in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta». Il critico, tra il serio e l'ironico ringrazia di «esser stato tutelato». «Ero sotto scorta - aggiunge - e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole». «Io ho creato il museo della mafia - prosegue - ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli...». L'ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per martedì 7 febbraio e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell'ispezione ministeriale. «Poi - dice - ho riflettuto e ho deciso di dimettermi»

13,20 - Vittorio Sgarbi ha sospeso il concorso per la nomina del suo vice ed ha contestualmente deciso di nominare Vice Sindaco l’ex onorevole Pino Giammarinaro. Domani alle 12,00 il sindaco terrà una Conferenza Stampa nei saloni del castello in Piazza Alicia a Salemi.
 

12,00 - "Non c'è nessuna richiesta di scioglimento da parte del Ministero dell'Interno per il Comune di Salemi" è il commento del Sindaco Vittorio Sgarbi, che annuncia querela per Il Fatto Quotidiano: "La relazione è riservata. Quindi nessuno può conoscerla. Come fa il Fatto a dire di conoscerla? Evidentemente mente. Questo non è un modo di fare informazione". E' la seconda querela che Sgarbi fa nei confronti de Il Fatto Quotidiano. La prima, in riferimento ad un titolo ("La mafia ordina. Sgarbi esegue") fu di un milione e mezzo di euro. "Ora salirò a tre milioni di euro, perchè raccontano cose che non sono vere" dichiara il Sindaco, che aggiunge: "Se poi la circostanza fosse verficato, sarebbe una notizia falsa, perchè a Salemi la mafia non esiste..."

09,00 - Oggi il Sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, torna nella città da lui amministrata per presentare il suo ultimo saggio al Castello Alicia. Ma è probabile che, ancora una volta, sia l'attualità a farla da padrona. Secondo quanto racconta il giornalista Rino Giacalone sul Fatto Quotidiano  i tre ispettori che sono stati al Comune di Salemi per sei mesi (l'incarico è di tre mesi, ma è stato prorogato) avrebbero consegnato la loro relazione alla Prefettura, che l'ha poi girata al Ministro dell'Interno, Cancellieri. Sarà lei a dover decidere se ci sono gli estremi affinchè il Comune di Salemi venga sciolto per "infiltrazioni mafiose".

L'iniziativa parte dal sequestro di beni per 35 mlioni di euro, effettuato a maggio scorso,  ai danni di Pino Giammarinaro, cavallo di razza della corrente andreottiana della Dc negli anni '80 e '90, accusato dagli investigatori di essere niente meno che un elemento della "borghesia mafiosa". E' stato lui ad inventarsi la candidatura di Sgarbi per la sindacatura a Salemi.

Sgarbi si è sempre difeso dicendo che a Salemi la mafia non esiste, e che le influenze di Giammarinaro sull'amministrazione da lui diretta erano normali "pressioni" di tipo politico, dato che le liste di Giammarinaro rappresentano la maggioranza consiliare che regge la sua Giunta. Ma, nel documento riservato consegnato al Ministero dell'Interno ci sono centinaia di pagine che mettono ai raggi X tutti i settori dell'Amministrazione Comunale. 

Sgarbi dal canto suo ha replicato all'operazione "Salus Iniqua" querelando il Questore di Trapani, Carmine Esposito,e gli investigatori che hanno portato avanti l'indagine, e chiedendo un risarcimento danni milionario per il Comune di Salemi. Una politica seguita da Sgarbi contro tutti quelli che nel tempo hanno accostato il nome di Salemi alla mafia. L'ultimo ad essere querelato,nell'ordine di tempo, è stato l'amministratore di un gruppo su Facebook, Nicola Ferotti e  un militare della Guardia di Finanza, tale Giannicola Favuzza,. Nello specifico, Favuzza, a commento di un articolo del quotidiano «La Repubblica» riguardante il sindaco Vittorio Sgarbi, sabato 28 gennaio ha testualmente scritto: «La mafia ha condizionato le ultime elezioni amministrative e continua a condizionare l’amministrazione».

Chissà se ora procederà a querela anche contro il MInistro dell'Interno.....

Nel frattempo, la prima reazione politica arriva da Rifondazione Comunista, che in una nota scrive:  "Il Partito della Rifondazione Comunista, già nel mese di maggio, subito dopo l’inchiesta giudiziaria “Salus Iniqua”, aveva suggerito al sindaco Vittorio Sgarbi una via d’uscita onorevole: quella delle dimissioni e aveva lanciato un appello ai consiglieri comunali presenti in Consiglio di sottoscrivere una mozione di sfiducia. Una soluzione utile per tutti e necessaria se si voleva ridare dignità alla città di Salemi.
Purtroppo non solo non fummo ascoltati, ma fummo attaccati sul piano personale dal sindaco. Oggi, alla luce delle ultime sconcertanti notizie, consideriamo obbligatorio un atto politico drastico: chiediamo cioè le dimissioni irrevocabili sia del sindaco sia dell’intero Consiglio Comunale per far sì che la città abbia una svolta di cui i cittadini sentono tanto il bisogno".