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22/02/2020 10:00:00

L'agricoltura in Sicilia, la siccità e le processioni per "invocare" la pioggia

 Anche a Carini come nella Valle del Belìce, dal palermitano al ragusano passando per l’agrigentino, si invocano i Santi per la pioggia. Una processione penitenziale dalla chiesa degli Agonizzanti di Carini si è snodata per la città per pregare per la pioggia.  Il perdurante stato di siccità sta mettendo in ginocchio l’isola, effetto del cambiamento climatico.

C’è chi continuamente scatta selfie dal sottotitolo “Viviamo in paradiso”, e c’è chi, giustamente, si preoccupa di tutta la filiera agricola, dei raccolti, dell’approvvigionamento idrico.

Del resto in questo inverno 2020 le zanzare non sono mai andate via, a dimostrazione che le temperature miti della stagione invernale hanno consentito loro di sopravvivere e coabitare con l’uomo.

La mancanza delle piogge ha effetti devastanti per tutta la Sicilia, i dati sono allarmanti: meno 75% di pioggia rispetto al 2019, le temperature percepite si sono attestate intorno ai 20 gradi, una primavera più che un inverno. La Sicilia è in emergenza, la mancanza delle piogge e le temperature alte concorrono di fatto all’aridità dei suoli, a rischio ci sono le colture di grano, delle fave, le lenticchie di Ustica.

È cosi che incide il cambiamento climatico unitamente al consumo di suolo da parte dell’uomo e al fenomeno dell’abusivismo edilizio.
Il disastro è servito, eppure la politica non se ne occupa. Troppo impegnata a livello nazionale a tenere banco con il più indicibile teatrino mai visto: crisi di governo si o crisi di governo no?

L’agenda di governo è pensata per altro, non certo per occuparsi di soluzioni che riguardano la desertificazione ovvero l’occupazione di una filiera produttiva indispensabile per il Paese. Con molta probabilità si darà vita ad un tavolo di crisi, l’ennesimo. Si lavora solo in emergenza in questa Italia, in questa Regione. La normalità la lasciamo ai Santi, che vengono invocati affinchè cadano le provvidenziali piogge. Un campanello di allarme: i cittadini hanno deciso di votarsi non più alla politica ma di sperare nei miracoli del Cielo.