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26/10/2021 02:00:00

La Meloni e Salvini tornano dal "Caimano", come trent'anni fa...

Trent'anni. La storia narra di una guerra denominata da quel periodo temporale. Il conflitto accadde nell'Europa centrale e come spesso la motivazione fu religiosa, protestanti contro cattolici, per perderne successivamente la connotazione di fede, bensì una lotta per esercitare il potere franco-asburgica.

Ad una parte delle generazioni con la maggiore età nella prima metà degli anni novanta e nei primi dieci del nuovo millennio l'ex proprietario del Milan ha rappresentato una "piaga illimitata", il quale dall'inchiesta Tangentopoli comprese che doveva occuparsi direttamente della "res publica' per tutelare i suoi interessi, sapendo che da lì a pochissimo il suo referente politico avrebbe abdicato.

La sua parabola ascendente è durata fino al 2011, grazie alla legge elettorale definita il "porcellum" il declino non fu rovinoso, ma lo sancirono l'elezioni politiche di tre anni orsono. Salvini, Meloni e forse Renzi lo stanno riesumando fino ad erigerlo a statista. Fu lui a sdoganare gli eredi della Repubblica di Salò, il Msi, che era al governo nel 1994 e l'anno successivo divenne Alleanza Nazionale. 

La riabilitazione nel gennaio 2010 in visita in Israele, che fece affermare all'ultimo segretario della fiamma tricolore Destra Nazionale: "Il fascismo fa parte del male assoluto" e "Le leggi razziali furono un'infamia" e, ancora: "Salò fu una pagina vergognosa". Lo strappo con Salò, in particolare, ebbe notevole rilievo per gli eredi di un partito - appunto l'Msi - che proprio nell'esperienza tragica della Repubblica Sociale, aveva le sue radici. Già l'anno prima gli ortodossi avevano subito la fusione con Forza Italia nel partito Popolo della Libertà-PdL-.

Nel 2012 i nostalgici vollero riappropriarsi della propria identità e la Meloni, Crosetto e La Russa fondarono Fratelli d'Italia-FdI-, logo la fiamma tricolore e fino al 2017 la sigla Msi. La sconfitta elettorale alle amministrative a Roma, Torino, Napoli, Bologna e Milano unitamente ai legami di alcuni esponenti di FdI e Lega ad ambienti di ultradestra quali Forza Nuova e Lealtà e Azione hanno ricondotto la Meloni e Salvini dal "Caimano", lo vorrebbero anche al Quirinale, come Trent'anni prima.

Vittorio Alfieri