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26/04/2019 06:00:00

Nuovo Tribunale di Marsala, la presidente Camassa critica il progetto

 Al cospetto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il presidente del Tribunale di Marsala, Alessandra Camassa, non ha certo mostrato ritrosia nell’esternare le sue critiche per il progetto del nuovo Palazzo di Giustizia che, dopo dodici anni di lavori, entrerà in funzione il prossimo 1 ottobre.

“Al centro delle aule per le udienze c’erano dei pilastri – ha sottolineato la Camassa - Poteva essere perfetto per un centro commerciale. Meno per un tribunale, che prevede diverse misure di sicurezza che sono state inserite soltanto negli ultimi due anni e mezzo”. Completate le opere murarie, infatti, furono rilevate una serie di problematiche connesse, in primo luogo, alla funzionalità e alla sicurezza. E per gli interventi integrativi, adesso in fase di ultimazione, furono, quindi, stanziati 1.250.000 mila euro (fondi statali e comunali). E in questa fase, il presidente del Tribunale ha evidenziato l’impegno profuso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Di Girolamo.

Nel suo intervento, inoltre, presenti magistrati, avvocati e personale amministrativo, la Camassa ha voluto dedicare al procuratore Paolo Borsellino, di cui è stata allieva proprio alla Procura di Marsala, il trasferimento nella nuova struttura. Un trasferimento che arriva a 50 anni dall’istituzione del Tribunale. Nel 1969, a proporne, in Parlamento, l’istituzione furono i due principali esponenti politici locali dell’epoca, il senatore Pino Pellegrino (Pci) e il deputato Benedetto Cottone (Pli). “E’ stato il mio procuratore della Repubblica – ha affermato Alessandra Camassa parlando di Borsellino - e mi auguro che ci ispiri e ci guidi. La storia del nuovo tribunale è una vicenda con luci, recenti, ombre, passate”. Aggiungendo: “Questo è un circondario particolare. Qui, ci sono i processi al clan Messina Denaro. Nel tentativo di catturare il latitante, negli ultimi decenni sono nati decine di processi contro i suoi accoliti e qui c'è un arrivo continuo di procedimenti della Distrettuale con un indotto di rilievo. Ma nel giro di un anno questo Tribunale avrà una scopertura del 33%. Ma il dramma vero è la mancanza di personale amministrativo, che non consente di mettere tempestivamente in esecuzione le sentenze che vengono emesse”.

Il ministro Bonafede ha risposto dicendo che “per la prima volta si sta precedendo una pianta organica flessibile, una sorta di task force che si potrà collocare sul territorio a seconda delle esigenze degli uffici giudiziari”.

Il nuovo tribunale di Marsala, quindi, a breve sarà realtà. Dopo più di 15 anni di progetti, lavori, annunci, in queste settimane è cominciato il trasloco di alcune strutture dal vecchio al nuovo Palazzo di Giustizia. Ad ottobre il Tribunale nuovo sarà operativo, le udienze si terranno lì. Si arriva a questo punto, dicevamo, dopo anni di grandi pasticci. La struttura di via del Fante è stata progettata male, come ha detto la Camassa. Una struttura che presentava dei difetti strutturali davvero grossolani non in linea con le disposizioni di sicurezza. Il tribunale nuovo è costato 15 milioni di euro, più altri milioni di euro spesi per riparare i pasticci fatti in fase di progettazione. Errori e pasticci che hanno portato ad un enorme esborso di denaro.

Adesso che sta per arrivare a destinazione la realizzazione del tribunale, però, bisogna capire di chi sia stata la responsabilità di tutto questo. Chi ha la responsabilità dell'enorme spreco di denaro pubblico per i ritardi e gli errori progettuali? Un tribunale non può nascere così, con questa macchia di “impunità”. Per questo bisognerebbe capire di chi sia stata la colpa, occorre che si faccia chiarezza su anni di pasticci e ritardi che hanno penalizzato tutti. Occorre, in sostanza, che si faccia luce su quelle "ombre" citate dalla Camassa.