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23/08/2012 10:11:02

La benzina sfonda quota 2 euro

 E' il massimo storico per la rete ordinaria, cioè fuori dalle autostrade. Il «record registrato oggi in alcune regioni» emerge dai dati di Quotidiano Energia, che rileva «le punte massime», a 2,008 al litro, «nel centro Italia e, segnatamente, in Toscana».

Record sulla rete ordinaria. «Scontato da tempo il record del caro carburanti in autostrada, la vera novità è il raggiungimento del massimo sul «servito» della rete ordinaria, che è stato registrato oggi per la benzina in alcune Regioni (complice il gioco delle addizionali) con punte ben superiori ai 2 euro/litro che mandano in soffitta i primati della scorsa primavera», scrive Quotidiano Energia. A mettere mano ai prezzi raccomandati «sono state oggi Eni (+1,6 Cent /litro e +1,0 sul diesel), Tamoil (+1 Cent /litro solo sulla verde) e Api IP con un ritocco di 0,5 Cent anche in questo caso solo sulla benzina».

Le punte massime ormai, sono per la benzina a 2,008 euro/litro nel Centro Italia e, segnatamente, in Toscana, mentre per il diesel fino a 1,843 euro/litro al Sud Italia. Più nel dettaglio, secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale , «i prezzi medi serviti sono oggi a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl». A livello paese «il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità servito) va da 1,906 di Tamoil a 1920 di Eni e Totalerg (no logo a 1819). Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1803 di Eni, IP e Shell (no logo a 1695)». La situazione, spiega Quotidiano Energia, «tiene conto della crescita delle quotazioni internazionali, il tutto alla vigilia del penultimo week end di sconti self, che renderà sempre più divaricato l'andamento del mercato carburanti nazionale».

Consumatori: situazione insostenibile. Adusbef e Federconsumatori calcolano che, con un aumento di 35 centesimi al litro per la benzina in un anno, il caro-benzina costa oggi agli italiani in media +768 euro annui, tra spesa al distributore (+420 euro l'anno) e costi indiretti (348 euro) come per l'impatto sui costi del trasporto merci. Una «situazione - commentano - chiaramente insostenibile. E' necessario intervenire al più presto per porre un freno alle gravi speculazioni, per modernizzare l'intera filiera petrolifera ed evitando categoricamente qualsiasi nuovo aumento della tassazione».

Confederazione italiana agricoltori: nelle campagne situazione drammatica. L'effetto indiretto sulla busta della spesa degli alimentari, secondo le stime della Confederazione italiana agricoltori, «ha già superato i 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento». Gli italiani spendono oggi «di più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese)», mentre «nelle campagne la situazione è drammatica. Gli imprenditori agricoli hanno visto raddoppiare in meno di un anno il prezzo del gasolio agricolo, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda».

Coldiretti: a rischio ripresa economica. Anche per Coldiretti siamo di fronte ad «una situazione insostenibile che, sommata all'aumento complessivo dei costi energetici per le bollette di luce e gas, mette a rischio la ripresa dell'economia».

Il tema entra anche nel dibattito politico. Per il Pd, dice Antonio Lirosi, le accise sui carburanti sono una «imposizione iniqua, inflattiva e depressiva» che «quindi va ridotta appena possibile. È opportuno che il governo accenda un faro sull'andamento delle quotazioni Platt's, al quale fanno riferimento le compagnie petrolifere che operano in Italia, e che chieda alla commissione Ue di valutare se la società che stabilisce tali quotazioni sia realmente indipendente».
«Chiediamo al ministro Passera di convocare urgentemente i rappresentati delle compagnie petrolifere per chiedere chiarimenti su questi aumenti che vengono decisi sempre in prossimità di esodi e controesodi estivi» dice Francesco Boccia del Pd.
«I nuovi record - sottolinea Maurizio Zipponi per l'Idv - smentiscono per l'ennesima volta le fesserie sulla fine della crisi che, ogni giorno, i ministri del governo Monti cercano di propinare agli italiani».
«L'aumento è inaccettabile - dicono i deputati Pdl Maurizio Lupi e Raffaello Vignali - sia per l'effetto sui conti delle famiglie, sia per l'impatto sui costi del sistema manifatturiero. Chiediamo a Monti e al ministro Passera di procedere immediatamente alla sterilizzazione della quota marginale dell'Iva, che moltiplica il prezzo del carburante a partire dal prezzo del Brent».

Il peso delle accise è sottolineato dal prezzo industriale: per la benzina fermo a 0,769 euro, per il diesel a 0,797. Con uno stacco con l'Europa che al netto delle tasse oggi appare praticamente azzerato, e Paesi come Spagna e Germania che hanno un prezzo al netto delle tasse superiore al nostro ma prezzi al consumo inferiori di 20-30 centesimi.

Parigi taglia le tasse per contenere i prezzi. E' di oggi, in Francia, l'annuncio di una riduzione delle tasse sui carburanti, anche se «modesta e provvisoria», per contenere i prezzi finali.

Faib-Confesercenti. Dai gestori della Faib-Confesercenti l'invito a fare «attenzione a parlare di record» perché - sostengono - va considerato il prezzo medio e vanno spalmati gli sconti del fine settimana.