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13/04/2015 06:50:00

I conti della Sicilia, il bilancio e i tagli. Crocetta si autoelogia su Facebook

 Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha pensato bene di far debuttare, sulla sua pagina Facebook, una rubrica settimanale in cui raccontare direttamente ai siciliani le sue gesta e dire la sua sui conti della Regione, che ha un debito sulle spalle che sfiora gli otto miliardi, visto che ai mutui già contratti con le banche per 7,5 miliardi circa sta per aggiungersene un altro, necessario per chiudere i conti del bilancio, appena approvato dalla giunta regionale.

La rubrica social si chiama «A fine settimana – riflessioni del presidente» e il primo titolo è  quanto mai indicativo: «Quanto livore». «Leggo commenti scomposti – scrive il governatore -da parte di coloro che credevano che non ce l’avremmo fatta. Un buco di bilancio di 3 miliardi e 200 milioni, un default annunciato, il commissariamento sperato. Solo che è tutto falso, perché il disavanzo l’abbiamo coperto, il bilancio è stato approvato dalla giunta, con la delusione degli ambiziosi, che antepongono gli interessi personali a quelli di tutta la Sicilia. Il dato reale – continua è che abbiamo approvato un bilancio in equilibrio, confermando spesa sociale e quella per gli investimenti. Intanto coloro che ancora non hanno studiato la finanziaria scrivono dell’esistenza di 420 milioni di euro virtuali, che tagliamo investimenti per i precari, per le università e per i teatri. Mentre noi tagliamo solo gli sprechi, cioè, facciamo rigore senza macelleria sociale. I 420 milioni di euro sono certi, l’accordo con il governo nazionale c’è già e quando avverrà la relativa formalizzazione, a giorni, i critici supponenti rimarranno di nuovo delusi e dovranno inventarsi altro. In settimana – prosegue – abbiamo inoltre assunto 13 testimoni di giustizia siciliani ed altri 35 li assumeremo a maggio, nel giorno di Falcone. Siamo l’unica regione in Europa a manifestare solidarietà vera nei confronti di coloro che, vittime innocenti, hanno combattuto e combattono il racket e la mafia. E che dire, poi, di un bando che arriverà fino a 70 milioni di euro a favore dei piccoli comuni, per la manutenzione delle scuole, delle caserme, degli edifici pubblici, che risolve i problemi strutturali dei comuni e le esigenze di lavoro nelle piccole realtà locali, che spesso navigano nelle difficoltà a causa dell’assenza di risorse. Un modo concreto per stare vicino ai sindaci e alla popolazione. E i 37 milioni di euro stanziati per la formazione che riusciranno a coprire i costi per la terza annualità? Non sono forse la migliore risposta che il governo potesse dare? Non intendiamo smantellare la formazione professionale, ma riqualificarla per essere più vicina sia alle esigenze degli alunni che degli operatori, eliminando le ruberie del passato. Questi sono fatti, le chiacchiere le lasciamo agli altri».

I REGIONALI. Per equilibrare entrate ed uscite, è previsto il ricorso al prepensionamento dei dipendenti regionali che hanno maturato i requisiti secondo la legge vigente, prima della riforma Fornero. Tema affrontato dalle forze sindacali e dal commissario dell’Aran, Claudio Alongi, ma il tavolo è stato rinviato a oggì. Ci sarebbe la possibilità di trovare una accordo.