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24/11/2015 07:05:00

Continua l'agonia della nuova Giunta Crocetta. Oggi i Cinque Stelle presentano la sfiducia

Sostegno al quarto governo Crocetta ma, se le cose dovessero nuovamente complicarsi, nessuna intenzione di prolungare l’«agonia». A dichiararlo è stato questa mattina il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, intervenuto a Palermo per partecipare a un seminario sull’utilizzo dei fondi europei destinati alla scuola. L’esponente del Partito democratico  ha specificato che la presenza nel governo non è legata al timore di un ritorno anticipato alle urne: «Non abbiamo paura del voto, del resto prima o poi si voterà – ha detto Faraone -. Tutto quello che avremo messo in campo sarà analizzato dai siciliani, non siamo qui a prolungare questa agonia. È una grossa responsabilità del Pd fare bene». Il sottosegretario si è soffermato anche sulla mozione di sfiducia annunciata dal Movimento 5 stelle per mettere fine all’esperienza di Crocetta: «L’opposizione fa il suo mestiere e presenta le mozioni di sfiducia – ha commentato il sottosegretario -. Ma non vedo in Sicilia un’opposizione liberale e innovativa come quella che ci dovrebbe essere». Secondo il referente dell’area renziana in Sicilia, in questi anni all’Ars anche la minoranza – Cinquestelle compresi – sarebbe stata interessata da un «trasversalismo» poco sensibile alle «riforme che si devono mettere in campo in Sicilia». A riprova di come il gattopardismonon lascerebbe indenne nessuno: «Le opposizioni, compreso il M5s, gridano al mantenimento dello status quo. Da parte loro ci saremmo aspettati una ventata di novità in Parlamento, ma sono assolutamente assuefatti a tutto quello che è stata l’Ars negli ultimi anni». Guardando al futuro della Regione, Faraone ha sottolineato come sia fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia con il governo centrale: «C’è un buco nel bilancioregionale di 1 miliardo e 400 milioni – ha continuato -. Se da un lato il governo nazionale ha deciso di coprire questa cifra e dare una mano ai siciliani, dall’altro lato deve esserci un governo regionale disponibile alle riforme che sono necessarie per la Sicilia. Altrimenti le risorse per Isola sono destinate a disperdersi». Presto detti i temi che vanno affrontati con celerità: «Forestalilegge Delrio, legge sull’acqua e sui rifiuti – ha elencato Faraone -. Interventi che devono giustificare perché lo Stato continui a investire sulla Sicilia». Conclusione dedicata alla stabilità del neonato governo: «Dobbiamo essere in grado di garantirla al governo che nasce – ha dichiarato – e basta con crisi politiche e rimpasti. A livello nazionale il termine rimpasto è scomparso dall’agenda e dal vocabolario della politica italiana grazie a Renzi. Mi auguro – ha concluso – possa scomparire anche dal vocabolario di quella siciliana così come il toto assessori».

CINQUE STELLE.  Il Movimento 5 Stelle siciliano illustrerà oggi, 24 novembre, la terza mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e al “governo più disastroso della Sicilia, dai Fenici in poi”. “La litigiosità in servizio permanente effettivo e la lotta per la spartizione delle poltrone sono stati il vero marchio di fabbrica di questo esecutivo, assieme alla totale incapacità di dare la benché minima risposta ai mille bisogni di un’isola, ormai avviata alla bancarotta – si legge in una nota del Movimento 5 Stelle- . Di tutto ciò si sono resi conto praticamente tutti, compresa la maggioranza dei deputati, che ora è chiamata a tradurre in fatti le continue e dure dichiarazioni contro Crocetta e l’auspicio, spesso tutt’altro che velato, di un imminente ritorno al voto”.