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18/11/2020 08:00:00

Non è un paese per vecchi

di Katia Regina

Non è un paese per vecchi. In questo paese c'è un povero cristo reduce di una qualche guerra che si trova, per un caso, dinnanzi ad una situazione che potrebbe cambiare finalmente la sua condizione di miserabile. Non stiamo parlando di un colpo di fortuna, ma di un azzardo tanto pericoloso quanto irresistibile, probabilmente il solo modo per cambiare vita, per lui e per sua moglie, una donna che lo ama nonostante tutto. In questa storia c'è pure il killer spietato, talmente spietato da apparire insolito. In una storia come questa non può mancare uno sceriffo, un uomo ormai prossimo alla pensione, stanco e avvolto dai sensi di colpa, mosso ancora da un vecchio codice d'onore ormai obsoleto. Tutti concorrono, ciascuno con il ruolo che gli è stato dato dallo scrittore, affinché si compia il dramma, e come ogni dramma non possono mancare le vittime innocenti.

Leggete il libro, o se preferite, guardate il film omonimo dei fratelli Coen, uno dei rari casi in cui un film non tradisce l'autore, un'alchimia che pochi hanno avuto il privilegio di sperimentare.

Perché ho scelto di parlare di questo? Perché è una storia senza tempo. Ciò che fa grande uno scrittore è proprio questo, e il magnifico Cormac McCarty lo è grande davvero. La sua penna graffia l'anima, la riduce in coriandoli, mostra le fragilità di ognuno, senza giudicare mai, affinché ogni lettore possa sentirsi libero di interpretare il ruolo che sente più affine... senza barare però, perché questo dramma è ormai una tragedia e noi potremmo essere i coreuti voluti da Eschilo, se solo non fossimo così impegnati a fare la spesa tutti i giorni.

Poveri cristi, balordi, killer, antieroi, vittime innocenti... tutto si ripete sempre, da sempre. E se proprio non riuscite a trovare delle similitudini coi nostri giorni, allora fermatevi al titolo.

Forse la pandemia c'è sempre stata, solo che ora sappiamo come chiamarla, ma c'è sempre stata.