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08/12/2020 12:30:00

Sindrome della pagina bianca

di Katia Regina

Sindrome della pagina bianca. A chiamarla così, nel 1947, fu lo psicanalista Edmund Bergler, una sorta di blocco che investe la sfera psicologica di uno scrittore, capace di impedirgli di iniziare o continuare un romanzo. Non esiste un sistema buono per tutti per uscire da questo dramma, pertanto, chi l'ha sperimentato, elabora una strategia personale. Questo inconveniente ha colpito anche scrittori famosi, ed è curioso scoprire in che modo, alcuni di questi, sono riusciti a superare l'empasse.

Il grande Truman Capote, autore di Colazione da Tiffany e A sangue freddo, era solito scrivere nudo e sdraiato sul divano, in questo modo alimentava la sua vena creativa. Anche l'autore de I miserabili, Victor Hugo, scriveva senza abiti addosso, ma solo in prossimità della consegna al suo editore del manoscritto, per non cedere alla tentazione di uscire di casa. Davvero singolare il sistema adottato da Dan Brown, autore di diversi best seller tra cui il Codice da Vinci, la sua terapia consisteva nel metodo di inversione, ossia appeso a testa in giù. Così facendo non solo si rilassava, ma riusciva addirittura a concentrarsi meglio sulle parole. Un sistema interessante era sicuramente quello adottato da Vladimir Nabokov, autore di Lolita, che annotava su bigliettini le scene dei suoi romanzi, solo successivamente trovava l'ordine sequenziale per costruire la sua storia. L'ispirazione poteva arrivare in qualsiasi momento, e, per questo, teneva foglietti pronti anche sotto il cuscino. L'ispirazione notturna appartenne a molti scrittori, tra questi Jack Kerouac, quello di Sulla strada, per intenderci, che riusciva a comporre le sue storie solo da mezzanotte all'alba, e a lume di candela. Ossessionato dalle superstizioni, era solito attuare rituali scaramantici, come ripetere alcune azioni per nove volte consecutive.

Va da sé che un po' tutti abbiamo sperimentato questo tipo di stallo, soprattutto da studenti, davanti quelle quattro colonne del foglio di protocollo con il tema da svolgere e il tempo che scorreva inesorabile verso la consegna dell'elaborato. Ebbene, la sindrome del foglio bianco è solo uno stato mentale momentaneo, può colpire chiunque e nelle più svariate situazioni; non sapere cosa dire... non sapere da dove cominciare un discorso, niente panico dunque, tutti sappiamo che un temporale non dura per sempre. Per tutti gli aspiranti scrittori consiglio Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, un libro necessario per conoscere al meglio il mondo della narrazione.

Il consiglio per la lettura di questa settimana mi serve invece per esorcizzare la sindrome del foglio bianco, è un libro che sta scalando le classifiche di vendita su Amazon: Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione. A scriverlo un analista politico (?), tale Alex Green. Il saggio è completamente vuoto, tutte le pagine sono bianche. Un chiaro esempio di Non blocco creativo, piuttosto... una totale mancanza di argomenti.