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20/12/2023 06:00:00

Sicilia, sulla Finanziaria è muro contro muro

Il dialogo è finito ancora prima di cominciare. L'opposizione non ci sta, e rimanda al mittente le richieste di collaborazione del centrodestra, per arrivare ad un'approvazione della legge di bilancio in Sicilia all'Ars prima del 31 Dicembre.

Ieri c'è stata una riunione dei capigruppo, ed al termine tutte le opposizioni hanno firmato un comunicato congiunto. “La distanza tra governo e opposizioni rimane ed è grande. Due ore di capigruppo all'Ars non sono bastate ad avvicinare di un millimetro le posizioni tra un esecutivo in totale confusione e animato solo da ansia da prestazione e le opposizioni. Il nostro obiettivo non è certo quello dell'esercizio provvisorio, come il governo vuol fare credere per coprire la propria incapacità, ma quello di migliorare un testo che non ha assolutamente né capo né coda. In aula saranno scintille” affermano i capigruppo delle opposizioni all'Ars Antonio De Luca (M5S) Matteo Sciotto (Nord chiama Sud) e Michele Catanzaro (PD). “Abbiamo affrontato – continuano i tre deputati - anche il tema delle risorse finanziarie a disposizione di questa manovra, cercando di diradare le nebbie che avvolgono questa tematica. Una cosa è comunque certa: il voto finale all'Ars non potrà avvenire senza l'ok alla manovra di bilancio nazionale da cui queste risorse dipendono” “Faremo di tutto inoltre – concludono i capigruppo – e su questo abbiamo messo la pregiudiziale, perché Schifani chiarisca la posizione sui fondi extra regionali e soprattutto sulla vicenda del finanziamento del ponte sullo Stretto di Messina”.

Oggi, dopo la messa di Natale, in programma alle 10 nella Cappella Palatina, i deputati si riuniranno a sala d’Ercole per la prima seduta con all’ordine del giorno la manovra finanziaria. Si procederà con la discussione generale, poi dovrebbe essere approvato il bilancio interno dell’Ars.

Da ambienti di centrodestra filtra una eventuale disponibilità ad accogliere alcune proposte della minoranza con il via libera alla manovra entro il termine dei 45 giorni, quindi il 5 gennaio. Si tratterebbe di un punto di mediazione rispetto all’insistenza del governo che più volte ha ribadito la richiesta di approvarla entro il 31 dicembre e al muro delle opposizioni che spingono per  metà gennaio. In ogni caso sarebbe scongiurato il ricorso all’esercizio provvisorio.

Le diverse categorie produttive lanciano un appello alla politica per fare presto e bene. In una nota Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai chiedono un atto di responsabilità all’Assemblea regionale siciliana. “L’approvazione della Finanziaria entro i tempi previsti – dicono i vertici delle quattro associazioni regionali dell’artigianato – consentirebbe alle nostre imprese, che rappresentano il tessuto produttivo dell’Isola, di lavorare senza i soliti ritardi dei pagamenti. Se si dovesse ricorrere all’esercizio provvisorio, infatti, resterebbero impigliati proprio i pagamenti alle imprese e a tutti coloro che vantano dei crediti”.

“Nel 2023 si sono costruite le basi affinché nel 2024 possa avviarsi anche in Sicilia la tanto attesa ripresa economica, a partire dal settore delle costruzioni, voce fondamentale del Pil dell’Isola. In più, il governo regionale ha assunto l’impegno, mantenendolo, di predisporre in tempo i documenti contabili al fine di garantire finalmente la puntualità dei pagamenti alle imprese, mentre giace all’Ars il provvedimento che consentirebbe alle Partecipate della Regione di acquistare i crediti fiscali dei bonus edilizi”.
Lo dice Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che aggiunge: “Nuovi investimenti pubblici, sblocco dei crediti fiscali e pagamenti puntuali sono tre condizioni derivanti dalla Manovra finanziaria della Regione e dal citato provvedimento sui bonus, necessarie per rimettere in pista le imprese edili siciliane, soffocate da una crisi senza precedenti e dalla stretta creditizia. In questo momento, dunque, l’Ars ha in mano l’enorme responsabilità della sopravvivenza e del rilancio di questo comparto”.
“Sarebbe un atto di gravissima irresponsabilità – evidenzia Cutrone – se forze politiche o singoli deputati, che dichiarano di agire nell’interesse dei siciliani, si mettessero di traverso e impedissero l’approvazione della Manovra entro la fine dell’anno, costringendo il governo all’esercizio provvisorio e ai relativi limiti di cassa e di azione amministrativa. Sarebbe anche una gravissima vergogna per tutta la Sicilia, agli occhi del governo nazionale, dell’intero Paese e dell’Unione europea che ci guardano per come utilizziamo le ingenti risorse che ci sono state assegnate”.
“L’Ance Sicilia – conclude Cutrone – lancia un fortissimo richiamo a tutte le forze politiche dell’Ars affinché riconoscano il senso di appartenenza al popolo che le ha legittimate col voto, rinunciando a pratiche del passato che oggi non sono più né tollerabili né ammissibili di fronte ad un’Europa che chiede alla Sicilia di essere finalmente seria e ad un elettorato sempre più deluso da certi modelli di politica egoista e autoreferenziale che ancora resistono all’evoluzione dei tempi e della società”.