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06/02/2024 06:00:00

Gli agricoltori in assemblea: "Ecco le nostre richieste"

Un documento indirizzato al presidente della Regione, Renato Schifani, e all'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino ma anche ai componenti dell'Unità di Crisi dell'agricoltura che si insedia proprio oggi, martedì 6 febbraio, è ciò che è stato redatto da "I Guardiani del Territorio", l'associazione nata il 7 febbraio dello scorso anno, che sostiene e affianca gli agricoltori nelle loro battaglie.

Il documento degli agricoltori, con le richieste e le proposte, sia per il governo nazionale che per quello regionale, è stato presentato ieri, nel corso dell'incontro che si è tenuto al Centro Polivalente del Comune di Petrosino, organizzato dagli stessi "Guardiani" e patrocinato dal Comune. 

Alla presenza di tanti agricoltori del territorio petrosileno e marsalese, ma c'erano anche i presidenti di alcune cantine vinicole come Dino Taschetta di Colomba Bianca e Gaspare Baiata di Cantine Paolini, dopo i saluti e l'intervento del sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi, ci sono stati tra gli altri gli interventi di Giacomo Giacalone (I Guardiani del Territorio), Gianpaolo De Vita, agricoltore e consigliere comunale di Petrosino, Giovannella Licari (PD Petrosino) in rappresentanza del segretario Domenico Venuti, l'ex assessore al Comune di Trapani Andreana Patti, e Antonio Parrinello, dirigente regionale ma qui come componente de (I Guardiani del Territorio) e l'assessore all'Agricoltura di Petrosino Caterina Marino.

"Con questo documento vogliamo evidenziare la critica situazione che affligge il comparto agricolo siciliano, in particolare quello vitivinicolo cooperativo - si legge nel documento inviato ai vertici della Regione Siciliana -. La combinazione di fattori come la peronospora, gli eccessi termici di fine luglio, l'aumento indiscriminato dei costi di produzione e la siccità invernale ha portato il settore in uno stato di "allerta rossa". La tempesta perfetta richiede una risposta immediata, altrimenti anche le aziende ben organizzate rischiano seriamente di chiudere".

Ai viticoltori della Sicilia occidentale, fanno notare i Guardiani, sempre nel documento a Schifani, che solo 12,5 milioni (25 milioni in due anni) sono stati destinati per i danni da peronospera, nonostante il governo avesse certificato danni per oltre 350 milioni di euro. L'unica nota positiva è il contributo di 8 milioni di euro per gli interessi delle Cantine Sociali, "ma questa somma dicono -  è insufficiente rispetto alle necessità del comparto agricolo".

Qui le interviste a Gianpaolo De Vita e Antonio Parrinello.

Questi in sintesi gli interventi richiesti al Governo Regionale - Ricorrere a quanto previsto dal Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, che alla lettera a) del comma 2 del predetto articolo così recita: le aziende agricole danneggiate da calamità naturali hanno diritto ad avere elargiti “contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della
produzione lorda vendibile media ordinaria”; per far fronte alla peronospera chiedono, con la massima urgenza, l'attivazione della misura della Vendemmia Verde, come prevista dall'Organizzazione Comune di Mercato (OCM) del vino, destinando 25/30 milioni a tale scopo. Un anno di riposo produttivo è essenziale per consentire alle piante di recuperare da questo stress ambientale, rinforzare le difese naturali e ripristinare le energie vitali necessarie per garantire una produzione sostenibile nel tempo; Realizzare immediatamente un “piano per ristrutturare tutte le esposizioni finanziarie delle Cantine Sociali e delle aziende agricole siciliane”; Predisporre un “piano per la capitalizzazione delle cantine sociali”; attivare “misure di intervento per compensare le perdite di reddito delle imprese agricole Siciliane” dovute all'aumento generale dei costi dei principali fattori di produzione della produzione agricola, dovuto in parte anche alla guerra di aggressione della Russia nei confronti
dell'Ucraina, mediante concessione di un aiuto “de minimis”; Sostenere il Comparto Zootecnico attivando provvedimenti tempestivi e ristori per gli allevatori; un’efficace manutenzione di tutte le opere irrigue da parte dei Consorzi di
Bonifica
, realizzando interventi mirati a garantire la distribuzione dell’acqua agli agricoltori. In particolare segnaliamo la completa assenza di interventi da parte della Regione per affrontare la crisi idrica derivante dalla Diga Trinità.

Interventi chiesti al Governo Nazionale - Attivare, sulla scia di quanto sta facendo il Governo Francese, che ha stanziato 230 milioni di euro in favore della filiera vitivinicola, “un sistema di aiuti di Stato temporanei e strutturali per sostenere i viticoltori colpiti da questa crisi”; Tutelare gli agricoltori contro gli Aumenti Speculativi dei Costi di Produzione; Abolire l'IRPEF sui redditi dei terreni agricoli; Introdurre normative per un’etichettatura Chiara e Trasparente per Prodotti Importati, inclusa l'indicazione dell'origine e delle condizioni di produzione; Riconoscere il ruolo chiave degli agricoltori quali custodi del territorio. Vanno proposte misure concrete di valorizzazione attraverso incentivi finanziari, programmi di supporto e riconoscimenti ufficiali. 

Intanto continuano i presidi di protesta in tutta la Sicilia - Ieri mattina una settantina di trattori e un migliaio di agricoltori e allevatori si sono radunati nei pressi dello svincolo della Palermo-Sciacca per Sambuca di Sicilia, in località Gulfa.

Protestano contro le politiche dell'Unione Europea che riguardano il loro comparto. "La nostra produzione, a partire da quella del grano, è remunerata poco e male, è evidente che questa Politica agricola comune ci danneggi", dice Gaspare La Marca, responsabile del Movimento spontaneo dei produttori agricoli del Belice, che raggruppa almeno 500 imprenditori. Decine di trattori e di cartelli contenenti messaggi di protesta sono stati concentrati nello svincolo da e per Sambuca di Sicilia. "Agricoltori e allevatori in croce", recita un cartello all'altezza di una riproduzione del simbolo della crocifissione. "Non è questa l'Europa che vogliamo, gli agricoltori continuano a subire le decisioni scellerate di Bruxelles", dice Gaspare Viola, sindaco di Santa Margherita di Belice. "Siamo invasi da grani insalubri, contenenti microtossine, che sono un insulto alla tutela della salute. Tutto questo - conclude Viola - succede malgrado la nostra tradizione millenaria di grani antichi".

Gli imprenditori agricoli considerano sottopagato anche il conferimento delle uve per la produzione vitivinicola, lamentano lo stato di incuria della viabilità rurale e ribadiscono la necessità che la Regione faccia finalmente chiarezza sulla salubrità dell'acqua del lago Arancio, che continua ad essere inutilizzabile. "Non ci fermeremo qui, sono anni che ci sforziamo di far sentire la nostra voce, stavolta vogliamo risposte, e le tante manifestazioni in corso in tutta Europa sono il simbolo di un'insofferenza diffusa", osserva La Marca.

 


 

La protesta degli agricoltori by Redazione Tp24 on Scribd