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15/06/2014 06:32:00

Crocetta continua la sua guerra alle società partecipate della Regione Siciliana

 Continua la guerra di Crocetta verso le società partecipate mangiasoldi della Regione Siciliana, soprattutto nei confronti delle tredici aziende messe da tempo in liquidazione, ma che continuano a pagare stipendi ai dipendenti e indennità milionarie ai direttori generali. Si cominciano ad adottare iniziative concrete per uscire dalla partecipazione in società non ritenute strategiche. Ieri, infatti, è stato deciso di recedere dal capitale della società Mediterranea Holding spa (Compagnia delle Isole), ottenendo il rientro di circa 7 milioni di euro.
La Regione potrebbe anche vendere la sua partecipazione in Italkali. Dubbi ci sono sulla cessione delle Terme di Acireale. «Se avessimo venduto lo scorso anno - ha rilevato Crocetta - avremmo compiuto un grande errore; avremmo svenduto, ridotto del 70%, un patrimonio che vale 60 milioni di euro». Il lavoro del commissario liquidatore, l'ingegnere Luigi Bosco, ha consentito di ridurre l'indebitamento della società, trovando un accordo con Unicredit che aveva chiesto il sequestro del patrimonio. Anche sul piano operativo è stata aumentata l'operatività degli impianti termali che hanno visto aumentare le richieste di cure di circa il 50%.
Diversa, invece, la situazione delle Terme di Sciacca.  «Le perdite di esercizio provocate da personale assunto a tempo indeterminato - ha aggiunto Crocetta - sono permanenti. Ma questo è un lavoro di stagionali». Due esempi di come sono state gestite nel passato le due maggiori stazioni termali siciliane, provocando perdite, mentre altrove sono fonte di ricchezza.
«Nella manovra approvata dalla giunta - ha continuato Crocetta - una nuova norma metterà ordine agli sprechi di milioni di euro effettuati in questi anni.
Saranno azzerati gli aumenti percepiti da tutto il personale, illegittimamente decisi in contrasto con la normativa, per effetto della cosiddetta progressione verticale, cioè avanzamenti di livelli retributivi che non potevano essere assolutamente essere concessi poiché equiparati a nuove assunzioni dalle leggi vigenti».
Per Crocetta, «è una vicenda aberrante quella delle partecipate: diversi amministratori più che pensare al bene pubblico, hanno continuato a perpetrare una finanza allegra, incuranti degli interessi pubblici e delle effettive finanze della Regione. Le progressioni verticali realizzate sono un numero veramente spaventoso ed entro una settimana la Regione sarà in condizione di pubblicare il dossier elaborato dal gruppo ispettivo interno che verrà inoltrato anche alla Procura regionale della Corte dei conti.