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27/04/2018 07:26:00

Ars, la Finanziaria è in aula, ma è un caos tra emendamenti e tagli

 Al via all'Ars la discussione della Finanziaria. Ma gli scogli sono tanti. Ci sono volute cinque ore solo per incardinare la discussione della legge che contiene la manovra economica. La legge al momento è un monstre, con articoli triplicati e centinaia di emendamenti. Musumeci, dal canto suo, annuncia "tre anni di tagli". Per la maggioranza è una manovra a sostegno delle famiglie e delle imprese, nonostante tagli impotanti, come quelli per l'edilizia scolastica. Molto critiche invece le opposizioni, Cinque Stelle e Pd. 

Già ieri è stata battaglia vera con oltre 130o emendamenti, sei cento dei quali sono del Movimento 5 stelle tra soppressivi e modificativi nati ‘per cercare di mettere qualche toppa ad una Finanziaria definita un marchettificio e poco più’.

Tra i più interessanti quello che prevede la sospensione dei vitalizi e del trattamento previdenziale per gli ex deputati condannati per reati di mafia con sentenza passata in giudicato e quello che contempla il taglio degli emolumenti dei deputati dell’Ars da 11.100 euro lorde a 7.000 lorde. Lo stesso emendamento prevede anche il taglio delle indennità per le cariche aggiuntive degli stessi parlamentari (da 2.700 euro a 1.000 euro) e per gli stipendi degli assessori (da 11.100 a 7.000 euro). Entrambi questi emendamenti sono a prima firma di Giancarlo Cancelleri.

SPESE PER LA PRESIDENZA. Aumentano di circa 200 mila euro, rispetto all'anno scorso, le spese per la Presidenza della Regione previste nel bilancio 2018, all'esame dell'Ars assieme alla legge di stabilità. L'aumento riguarda le spese per esperti e consulenti per 30 mila euro (150 mila euro in totale), quelle di rappresentanza, convegni e congressi (+60 mila euro, 200 mila euro il totale), 20 mila euro in più all'ufficio stampa (100 mila euro), 30 mila euro in più per le pubblicazioni (90 mila euro), 40 mila euro in più per la propaganda dell'autonomia regionale (62 mila euro). Rimane invariato il capitolo dei fondi riservati del presidente: 50 mila euro.

NORME CASSATE. Sono 32 le norme della legge di stabilità che sono state "cassate" per diversi motivi. Quelle ritenute incostituzionali sono sette; la scure è calata sull'introduzione della figura dell'economy manager nei comuni, sull'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per i fuoristrada della Protezione civile regionale e per alcuni obblighi a carico delle imprese, sui poteri al governatore di disporre per decreto la chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali per cinque giornate all'anno.

No anche all'abrogazione della norma che prevede la gestione pubblica del Parco d'Orleans, alla qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria al personale del corpo forestale e all'affidamento agli uomini delle forze dell'ordine in pensione o ai loro congiunti degli immobili pubblici.

Via dal testo anche l'articolo 88 che prevedeva il "procedimento di indizione dell'istituto del referendum nella Regione siciliana per l'approvazione della proposta di iniziativa popolare".

Diciannove le norme espunte perché la copertura era prevista con fondi extra-regionali, dello Stato e dell'Ue: in questo caso la Presidenza ha suggerito alla commissione di predisporre un'unica norma programmatica. Disco rosso dunque per 20 milioni alla città di Messina per l'attività di ricerca idrica; a 14 milioni per piani regolatori e di utilizzo del demanio marittimo da parte dei comuni; a 10 milioni agli enti locali per l'abbattimento delle barriere architettoniche; ai fondi per l'aeroporto di Comiso; al potenziamento dei presidi ospedalieri nelle zone ad alto rischio ambientale; al fondo di rotazione per la progettazione destinata agli enti locali; ai fondi per il trasferimento dell'area ex Sanderson al comune di Messina; alle risorse per la rimozione dell'amianto; all'agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana di Messina; ai contributi per i rifugi sanitari; ai finanziamenti per gli edifici di culto; ai fondi per l'acquisizione della fornace 'Penna' al patrimonio regionale; alle agevolazioni fiscali per l'innovazione tecnologica; ai contributi per l'utilizzo dei natanti per finalità turistiche.

Stop pure ai fondi che erano destinati al club nautico di Gela e all'associazione sportiva Caltanissetta corse perché destinati a privati. Per cinque norme, la Presidenza dell'Ars ha chiesto al governo e alla commissione Bilancio la riformulazione, senza la quale saranno stralciate dal testo: riguardano i Pip, le zone franche per la legalità, i consorzi agrari, la definizione delle sedi farmaceutiche.

TUSA.  Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha presentato, in apertura della seduta di Sala d’Ercole sulla finanziaria, il neo assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa. “A nome di questo governo – ha detto – esprimo al neo assessore l’augurio di buon lavoro e il benvenuto in questa compagnie che vuole fare dei beni culturali una delle priorità di questo governo”