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13/09/2020 06:00:00

Nuovo Codice della Strada: autovelox in città, bici e multe. Ecco cosa cambia e le critiche dell'Aci 

Autovelox anche nei comuni, le biciclette protagoniste e le multe non solo dai vigili. Sono queste alcune delle novità previste dal Decreto Semplificazioni che proseguendo l'iter parlamentare sta giungendo alle importanti novità per quanto riguarda il nuovo Codice della Strada. 

Per la prima volta il Codice della Strada prevederà l’installazione degli autovelox entro i confini cittadini. Fino ad oggi gli autovelox erano vietati in città. Ora sono pronti  a debuttare  sulle strade urbane di quartiere e locali, ma solo con l'autorizazione del Prefetto. Sull'autovelox in città sarà il Prefetto a decidere, analizzando (come sottolineato sul sito dell’ASAPS) “incidenti avvenuti e sulle loro cause” lungo le strade del Comune. 

Altra novità che riguarda il nuovo Codice della Strada sono le biciclette, per le quali il Governo pare aver avuto ben più di un occhio di riguardo. Le bici potranno andare contromano e non solo. Previa autorizzazione del Sindaco e installazione della corretta segnaletica (orizzontale e verticale) le biciclette potranno circolare in senso opposto a quello di marcia. Attenzione però: non ovunque ma solo e unicamente in presenza di corsia ciclabile che preveda il doppio senso di marcia. In questo caso le biciclette avranno sempre la precedenza rispetto agli altri veicoli.

E a proposito di piste ciclabili, è in arrivo una nuova tipologia di strada: la strada urbana ciclabile, così definita: “strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per i velocipedi.

Nascono poi anche le "corsie bici-bus", vale a dire quelle corsie preferenziali per i mezzi pubblici, ora aperte anche alla circolazione delle biciclette. Il tutto a patto che “non siano presenti binari tramviari a raso” e che “il modulo delle strade non sia inferiore a 4,30 m”.

Entrano nel vocabolario anche le “zone scolastiche”, ovvero quelle strade in prossimità di edifici scolastici dalle quali potrà essere esclusa – in alcune fasce orarie – la circolazione di determinati veicoli.

Le multe non le faranno soltanto i vigili urbani -  Un’altra novità importante riguarda le multe. Il Decreto Semplificazioni prevede che a poter disporre sanzioni nei confronti di auto in divieto di sosta potranno essere anche “dipendenti comunali e delle municipalizzate individuati dal sindaco”. Inoltre “per la sosta e fermata abusiva sulle corsie preferenziali, introdotti nuovi poteri anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, con le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione, fermata e sosta sulle corsie e strade ove transitano i veicoli adibiti al servizio di linea”.

Multe che potranno essere comminate solo durante lo svolgimento delle proprie mansioni e solo a quei veicoli che ostacolino il normale svolgimento del lavoro. E come prove si potranno scattare semplici foto col proprio smartphone.

Sulla riforma del codice della strada, sono dure le critiche che arrivano dal presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, qui la nota ufficiale:

“ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale – la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta”, è quanto ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando la nuova proposta di riforma del Codice della Strada.

“Riteniamo, ad esempio un errore – ha proseguito Sticchi Damiani – scrivere nel CdS che la durata del giallo debba essere almeno di 3 secondi, perché può creare malintesi e far tarare tutti i gialli semaforici sui 3 secondi, come se fossero tutti uguali. L’individuazione della giusta durata del giallo semaforico deriva, invece, da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio”.

“Non ci sembra corretta anche la possibilità di istallare autovelox perfino sulle strade locali dove vige il limite orario di 30 Km/h. L’autovelox – ha rilevato il Presidente dell’ACI – è un utile strumento per controllare e limitare la velocità degli utenti nei punti più critici o pericolosi, nei quali è opportuno avere la certezza che la velocità venga ridotta, in modo da consentire di guidare in sicurezza. È, viceversa, diseducativo – quando non addirittura pericoloso – l’autovelox diffuso, magari installato per far cassa e nemmeno correttamente segnalato, secondo quanto previsto dalla normativa”.

“Una particolare attenzione meritano, inoltre – secondo Sticchi Damiani – tutti i provvedimenti riguardanti le biciclette. Restiamo fermamente contrari alle bici contromano ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico. I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose, anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore!”

“Inoltre – a leggere la proposta – sembrerebbe che, in città, basti imporre il limite di 30 km/h e la bicicletta possa fare tutto: avere la precedenza su tutti, procedere in senso di marcia opposto a quello dei veicoli, andare appaiati e magari sorpassare. Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile ha, secondo noi, un forte effetto diseducativo: alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale!”

“Infine, sembrerebbe che da domani anche gli operatori ecologici possano emettere multe o far rimuovere i veicoli. Ci auguriamo che le cose non stiano così e che la proposta riguardi solo l’ampliamento delle funzioni degli ausiliari del traffico che – ricordiamo – devono limitarsi a segnalare l’infrazione al Corpo di Polizia Municipale. Né vogliamo prendere in considerazione la possibilità che queste nuove figure si sostituiscano al Corpo di Polizia Municipale”.

“In conclusione, è positiva l’attenzione alla sicurezza in ambito urbano, dove ancora sono troppi numerosi gli incidenti ed i morti. Ma siamo preoccupati che l’applicazione alla realtà di tali norme, inserite nel CdS, risulti difforme e differenziata da Comune a Comune, creando confusione e comportamenti insicuri agli utenti della strada”.