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17/03/2021 06:00:00

Mafia, politica ed elezioni in provincia. Quelli che si preparano per il 2022 ... 

Continuiamo, e concludiamo,  con questa terza parte il nostro racconto sui rapporti tra mafia e politica, il condizionamento del voto, in provincia di Trapani alla luce delle motivazioni della sentenza del processo abbreviato scaturito dall'operazione MafiaBet.  

Ieri abbiamo visto come alcuni appartenenti alla consorteria mafiosa abbiano dichiarato di avere sostenuto in campagna elettorale l'avvocato marsalese Stefano Pellegrino, alle Elezioni Regionali del 2017.

Che Calogero Luppino abbia portato molti voti a Stefano Pellegrino - che in questa vicenda è giudicato separatamente - per i giudici lo si evince anche da un’altra conversazione intercettata tra lui e Dario Messina in cui riferisce che Vito Torrente, ex candidato sindaco di Mazara, lo ha cercato per un eventuale appoggio alle prossime regionali, prenotandosi già per il 2022. 

LUPPINO: No ... il discorso invece di TORRENTE è che lui praticamente si vuole avvicinare a noi perché ha capito che ci sono i voti, ha capito che con i nostri voti s’acchiana e si vuole mettere al sicuro, siccome fra 5 anni si vorrebbe andare a candidare alle regionali ....
MESSINA ... Uhm ...uhm;
LUPPINO: Mi ha detto, dice, scusa, io sto venendo qua da voialtri e sto venendo ... io ho i miei agganci perché politicamente non sono molto … cosi locale, l’avi 4 agganci, ce l’ha davvero dice, però non è che mi possono votare a me i voti mi servono da voi, non mi servono da quelli (...) 1000 voti senza muovervi glieli avete portati dice a PELLEGRINO tant’è che l’abbiamo visto, pensa se programmiamo assieme.. cioè fra 5 anni vuol dire mi voglio candidare alle regionali, allora con Toni SCILLA speranza non ne ho perché lui vuole fare sempre, anche se è la corsa di li scravacchi lui vuole correre pure, allora voi mi votate, ma scusa se io faccio 5 anni di darvi quello che vi bisogna e poi fra 5 anni vi chiedo mi votate ci dissi diventa matematica, la cosa ci dissi se per e normale che se tu per 5 anni mi serve qualche posto di lavoro e me lo fai avere mi serve qualche fesseria e me la fai avere ci dissi io non è che voglio niente, a me ci dissi non mi serve, partiamo da un presupposto che a me non mi serve niente, no iddu dice, lo so dice io ve lo sto dicendo per esempio, dice, dovete fare la candidatura provinciale allora io quei 1000 voti quel pacchetto di 1000 voti miei sono a disposizione vostra io sono sempre … faccio il soldato;
MESSINA: Quello che è;
LUPPINO: Sapete che fra 5 anni vulissi io mi devo candidare alle regionali vedi che io non vi chiedo niente. Dice però sono a disposizione vostra e infatti quando ti ho chiesto informazioni perchè vorrei fare due centri stiamo cercando case per fare centri d’immigrati e lui ha messo a disposizione tutto il suo studio ….

Eloquente sul punto è la posizione del Gup di Palermo che in sentenza sul punto precisa come si “rende palese che la candidatura del Pellegrino fosse stata abbracciata dal gruppo di potere facente capo, dal lato mafioso, al Messina ed agli uomini d’affari Luppino e Giorgi, che a quello si riferivano, a nulla rilevando che il Pellegrino fosse anche il legale di tali soggetti, ed anzi apparendo la strumentalizzazione della sua qualità professionale del tutto funzionale al procacciamento di voti, procacciamento ottenuto anche grazie a dazioni di pacchi spesa e modiche cifre in denaro”.

Addirittura, scrive il Gup, ci sarebbe stato un interessamento dal carcere del boss mafioso Francesco Luppino che si sarebbe prodigato per far votare Stefano Pellegrino. Ciò si evincerebbe da una conversazione registrata tra Luppino Calogero e Francesco Zito: “Perché quello (Francesco Luppino, ndr.) ... quello già ha dato ordini... ah… là... <<vedi di cosa ha bisogno...>>, infatti tutti Pellegrino hanno votato ...

Tale affermazione, però, ha dichiarato Luppino durante il suo interrogatorio è stata falsa, cioè da lui inventata di sana pianta,  ma sul punto non è stato creduto dal giudice. 

Il Giudice non crede nemmeno a Stefano Pellegrino che dopo l’arresto di Mario Giorgi ha dichiarato di essersi rivolto a Salvatore Giorgi, per soddisfare la richiesta di Maria Tocco, in quanto secondo lui si occupava di un “banco alimentare” o di un’associazione che operava in materia, per subito aggiungere che però l’iniziativa del Giorgi fu a titolo personale in quanto li conosceva; quindi, richiesto di chiarire perché mai la Tocco, invece di rapportarsi direttamente con Giorgi, si rivolgeva a lui ha riferito che era perché “loro sapevano che c’era questo rapporto politico tra me e Giorgi sicuramente”.
Rapporto politico -  spiega il giudice di primo grado -  che faceva si che Giorgi si adoperasse concretamente per drenare voti al candidato appoggiato dal suo “gruppo”, anche mediante la dazione di denaro o beni di prima necessità ai residenti nelle “palazzine” ed anche pacchi di spesa. Inoltre gli inquirenti hanno accertato che Giorgi non era legato ad alcuna associazione assistenziale né operava in tale ambito.

Per questi fatti Giorgi è stato condannato dal Gup per il reato di corruzione elettorale mentre Stefano Pellegrino è giudicato a parte. Una vicenda che potrebbe portare a delle sorprese. L'avvocato marsalese ha sempre sminuito l'episodio chiave della spesa portata a casa della signora Tocco. Secondo i collaboratori del deputato regionale, infatti, non si tratta di un gesto collegato alla campagna elettorale ma di un gesto di vicinanza avvenuto sotto Natale, e completamente slegato dalle elezioni. Il caso, insomma, è circoscritto alla moglie di un cliente, che era in difficoltà economiche ed era molto legato a Pellegrino perchè lo aveva fatto assolvere dalla terribile accusa di omicidio. Dai dati ufficiali dello scrutinio elettorale, inoltre, non emergono "migliaia" di voti per Pellegrino nelle zone indicate dalle intercettazioni (a Campobello di Mazara, Scilla prese 519 voti e Pellegrino un po' di meno 453), e le dichiarazioni  spesso appartengono ad un modo che certi personaggi hanno di vantarsi del loro potere ... 

E' interessante comunque notare come per Pellegrino ancora non si sia potuta definire neanche l'udienza preliminare, prima per i noti problemi di salute avuti dal penalista, poi perchè la Gup Rosini è stata ricusata, dato che si era già espressa nell'abbreviato di Mafia Bet