Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
26/01/2022 09:57:00

Carceri, l'Italia condannata dal Cedu

L'Italia è stata condannata dalla Cedu (Corte europea dei diritti dell'uomo) perché ha tenuto in carcere un detenuto con problemi psichiatrici.

“In Sicilia nell'anno 2020, - dichiarano dalla segreteria regionale della Uil polizia penitenziaria - il personale di polizia penitenziaria ha espletato complessivamente 8.042 turni in reparti carcerari adibiti ad articolazioni di salute mentali, istituite a Palermo Pagliarelli, e Barcellona Pozzo di Gotto.”

“Globalmente però, - osservano i sindacalisti - i turni che la Polizia Penitenziaria ha effettuato nell'anno 2020 in quei reparti sono stati quasi 120mila, perché in tutte le carceri della regione Sicilia sono ristretti detenuti con patologie psichiatriche, tra cui pure 1.390 traduzioni e piantonamenti esterni.”

“Purtroppo, - proseguono – la drammaticità dei dati è confermato dal PRAP Sicilia, che ha comunicato che nell'anno 2020 i detenuti che hanno lamentato problemi mentali sono stati 2.113, avvalorando quello che da tempo la UilPa Polizia Penitenziaria denuncia, è cioè, che oggi più di ieri le carceri sono delle discariche sociali, e chi parla e scrive di carcere lo dovrebbe vivere come fanno oggi eroicamente gli operatori di Polizia Penitenziaria.” “Questi numeri dovrebbero – insistono i sindacalisti regionali della UIL - sconcertare chi infierisce impropriamente contro il pianeta carcere, puntando il dito sempre contro, non sapendo realmente cosa c'è, cosa accade, e come opera la Polizia Penitenziaria per garantire l'ordine la sicurezza e l'incolumità non solo dei detenuti, ma anche quella propria, visti gli attacchi fisici che giornalmente subisce da parte dei detenuti.” “Oggi, - concludono i sindacalisti della Uil Polizia Penitenziaria- è necessario rafforzare la presenza delle REMS sul territorio regionale, e poi ristabilire l'autorità e l'autorevolezza della Polizia Penitenziaria, perché l'opera martellante contro il mondo penitenziario, sta provocando un abbassamento dei livelli di sicurezza, analizzato che le più banali operazioni di Polizia Penitenziaria inerenti la sicurezza, necessarie a scongiurare eventi critici, vengono ostacolate da atti e intemperanze dei detenuti, la maggior parte anche da quelli con problemi psichici.”