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23/07/2022 06:00:00

Sicilia. Altra tegola per Musumeci: impugnata la Finanziaria. Ma lui pensa alle elezioni...

 Mentre il presidente della Regione, Nello Musumeci, è tentato dalle dimissioni per abbracciare la campagna elettorale, facendo coincidere il voto nazionale con quello regionale, il governo centrale impugna la finanziaria siciliana.

Musumeci pensa di cavalcare l’onda del voto favorevole sul centrodestra, ma le dimissioni non verrebbero lette in maniera positiva dai siciliani, e gli stessi italiani oggi faticano a comprendere le ragioni della crisi nazionale che ha consegnato il Paese al voto, crescerà ancora di più l’astensionismo, fare la campagna elettorale in piena estate con una crisi forte che avvertono tutte le categorie è difficilissimo e questo i partiti lo sanno bene.

A mettere la ciliegina sulla torta l’impugnativa sulla Legge di Stabilità siciliana, impugnata dal consiglio dei Ministri su disposizione della Ministra Maria Stella Gelmini, che ha sollevato dubbi su: “Talune disposizioni in materia di beni culturali e paesaggio, tutela della salute, armonizzazione dei bilanci pubblici e ordinamento civile, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione siciliana dallo Statuto di autonomia e ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano” le norme costituzionali “relativamente alla copertura finanziaria”.


A dover essere rivisto tutto impianto della norma regionale, i profili di incostituzionalità riguardano l’intera copertura finanziaria.
Davanti alla Corte Costituzionale sono stati impugnati in particolare ventotto articoli, tra queste la norme per l’assunzione del personale sanitario e tecnico dell’emergenza Coronavirus, l’assunzione del personale Asu e dei forestali, impugnato anche il condono edilizio, la norma che prevedeva i 200 mila euro per i collegamenti interni dei Comuni. Niente assunzione per gli assistenti sociali, niente extra-budget per i privati convenzionati col sistema sanitario, niente assunzione dei figli delle vittime del disastro aereo di Montagnalonga.


Non c’è copertura finanziaria nemmeno per l’istituzione della giornata della memoria dell’eruzione dell’Etna (1669), i 10 milioni per le imprese della pesca, niente Tfr anticipato per i dipendenti della pubblica amministrazione.


«La gran parte delle norme impugnate non sono di iniziativa governativa e comunque non determinano alcun effetto sugli equilibri di bilancio della Regione, né tanto meno nell’esame del disegno di legge di variazioni di bilancio che immette nuove risorse finanziarie per quasi 900 milioni di euro».

Lo afferma l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, in merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare alcune norme della Legge di stabilità regionale approvata dall’Ars lo scorso 14 maggio.

«Il governo Musumeci - prosegue il vice presidente della Regione - ha condotto un serrato e proficuo confronto con il governo centrale, superando gran parte dei rilievi che erano stati posti su alcune delle disposizioni approvate. Sono residuate talune questioni su norme non strutturali per la manovra, soprattutto di iniziativa non governativa, sulle quali il Consiglio dei ministri ha deciso di procedere con l’impugnativa e sulle quali si pronuncerà definitivamente la Corte costituzionale».

In realtà l'impugnativa è molto grave, perché contestano in Sicilia l'assunzione dei tecnici e degli amministrativi impiegati in pandemia dalle ASP.

 

 

Tutto questo accade nel mezzo di una crisi anche siciliana, per lunedì potrebbero esserci le dimissioni di Nello Musumeci, che vorrebbe andare verso l’ection day, Gianfranco Miccichè è pronto a rompere il fronte: non ha intenzione di sposare la candidatura del Musumeci bis e per questo è pronto a sparigliare le carte con un nome alternativo, che in molti dicono potere essere Raffaele Stancanelli o direttamente una forzista, il nome che circola è quello di Stefania Prestigiacomo.


A chiedere un vertice nazionale di centrodestra è Lorenzo Cesa: “Ho già avuto alcuni contatti su questo tema ma chiederò ufficialmente un vertice che si occupi anche delle elezioni in Sicilia. Il mutato quadro politico nazionale e le imminenti elezioni che ci auguriamo porteranno il centrodestra alla vittoria impongono una profonda riflessione anche sulle elezioni regionali siciliane”.