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09/05/2023 06:00:00

Gli Occhipinti di Vita. Una famiglia di garibaldini, diplomatici, medici e cineasti

 Oggi martedì nove maggio alle ore 17:00 presso l’Auditorium del Centro Sociale sito in Viale Europa, del comune di Vita Pasquale Gruppuso presenterà il suo libro “Una Famiglia-Gli Occhipinti di Vita”.
Dopo i rituali saluti del Sindaco Giuseppe Riserbato, e’ previsto un intervento del marsalese Ignazio Passalacqua del “Filming to West Sicily”. Modererà l’incontro la giornalista Stefania Renda.


Saranno presenti Mario Fois, Michela, Luciana e Andrea Occhipinti, rappresentanti della famiglia Occhipinti:
Confesso di avere letto il pamphlet di Pasquale Gruppuso tutto d’un fiato. La storia che viene raccontata e’ di quelle che ti prendono subito.
E’ il fascino delle saghe familiari. Accade da sempre e sotto ogni latitudine. E’noto d'altronde che i libri che intrigano e appassionano di piu’ i lettori sono quelli che raccontano storie familiari.
Persino i grandi classici, lo sono.


Opere come I fratelli Karamazov‎, I Buddenbrook, oppure Cent’anni di solitudine e La casa degli spiriti di Isabel Allende, rimaste nel cuore e nelle menti dei lettori, che cosa altro sono se non racconti di storie di famiglia?
Quella raccontata da Pasquale Gruppuso e’ una di queste.
Il cui capostipite, Paolo, visse tra la fine del 1700 e qualche anno prima della Spedizione di Garibaldi in Sicilia.
Una storia che possiede tutti gli ingredienti di una saga: Origini umili, famiglia numerosa, caparbietà di riscatto attraverso gli studi, conquista di posizioni di rilievo nel mondo del giornalismo, delle professioni, delle arti.
Persino la diaspora dei componenti la famiglia attraverso i tre Continenti di Africa, Asia e Sud America o le città piu’ diverse come Tunisi, Hong Kong, Torino, Zurigo, New York, Roma e Firenze da’ la dimensione reale di una famiglia che si e’ sprovincializzata assumendo un ruolo internazionale.


Il tutto ha inizio in un paesino della Sicilia occidentale fondato ai primi del ‘600 e battezzato con un nome benaugurale di Vita.
Paolo ebbe quattro figli, uno dei quali, Giuseppe, morì diciottenne da garibaldino nella battaglia di Palermo, e Vito, che ebbe tre figli, tra cui il secondo Paolo della famiglia, nipote del nonno capostipite.
Che sposò Provvidenza (nomen omen!) Gervasi che, con la tipica testardaggine di una donna del Sud, raggiunse il futuro marito scappando da Trapani per consumare la sicilianissima “fuitina”. Per poi, per coerenza col nome, regalandogli ben undici figli, destinati tutti ad essere dotati di perseveranza e impegno.


Per campare la numerosa prole, Paolo, commerciava bestiame e cavalli.
Doveva essere a quei tempi il territorio di Vita un’importante crocevia di armenti e di bestie da lavoro. Se e’ vero che la festa della Madonna di Tagliavia che si celebra periodicamente altro non e’ che la rievocazione religiosa della transumanza a cui veniva sottoposto periodicamente il bestiame in cerca di pascoli.


Forse ha ragione quel proverbio arabo che recita che i tempi duri forgiano uomini forti.
L’elenco nutrito degli Occhipinti che si sono affermati nel mondo delle professioni e delle arti e’ abbastanza eloquente:
Silvestro , divenne un rinomato chirurgo, prima in Italia e poi negli Stati Uniti; Antonina, fu un’ insegnante di Liceo a Tunisi; Daniele Benvenuto, fu giornalista collaboratore delle maggiori testate come La Stampa e il Corriere la cui figlia Luciana, nel mondo del cinema lavorò adattando per il pubblico italiano i dialoghi di film stranieri; Daniele, ambasciatore italiano in Costa d' Avorio, rimasto ucciso durante una rapina avvenuta in un ristorante di quel paese; Andrea , figlio del medico Paolo, noto attore e soprattutto grande produttore cinematografico italiano fondatore della Lucky Red una delle più solide e innovative società italiana di produzione e distribuzione cinematografica; Michela, regista cinematografica, “Il corpo della sposa” il suo ultimo film; Nicola, figlio dell’ambasciatore, anch’egli nella diplomazia, e’ attualmente Console Generale a Caracas.
Per completare il quadro familiare degli Occhipinti, occorre aggiungere altri due elementi femminili, entrambe attrici.


Una e’ Silvia Monelli, nome d’arte di Carmela Scimonelli, figlia di un insegnante di matematica di Siracusa e di Anna Occhipinti, una delle tre figlie di Paolo il “prolifico”. La Monelli fino agli anni settanta fu un’attrice di teatro e televisione abbastanza nota, partecipando anche ad alcuni film.
Ed infine, la notizia piu’ sorprendente!

Dalla fine degli anni ’50 fino a quelli ’70 Giorgia Moll fu una delle attrici piu’ popolari in Italia. Spesso apparsa in produzioni cinematografiche del genere  B-Movie, fu diretta anche da registi di qualità, come Lizzani, Comencini, Mankiewcz, Freda, Damiani, Godard.
Ebbene, coloro che credevano fosse tedesca al 100% dovranno ricredersi. Nelle vene della Moll scorre sangue italiano, o meglio siciliano o meglio ancora vitese.

Il padre altri non e’ che il giornalista Daniele Occhipinti di cui abbiamo parlato prima.
Come avrebbero detto Franck Capra nella Hollywood degli anni trenta: Prima di tutto ci vuole una storia. E’ la storia che incanta lo spettatore. Solo dopo avere trovata la storia, si può pensare a ricavare una sceneggiatura, una buona sceneggiatura da duemila dollari.
Ecco. Questa degli “Occhipinti” e’ un’ottima storia. Ci vuole una buona sceneggiatura. La Sicilia, ripetono tutti oggi, e’ set cinematografico a cielo aperto.

 


Franco Ciro Lo Re