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02/01/2024 06:00:00

Un milione di italiani con l'influenza. Il picco questa settimana. I consigli degli esperti

Sono più di un milione gli italiani che hanno contratto l'influenza nell'ultima settimana. I sintomi: febbre alta, tosse, raffreddore, sanchezza.

Tra Natale e Capodanno i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet gestito da Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute registrano circa 18 italiani su mille bloccati da sindromi respiratorie di varia natura. Non solo influenza ma anche bronchiolite, che colpisce in particolar modo i lattanti. Il picco si attende questa settimana. 

1 milione e tredicimila persone contagiate in 7 giorni. Soprattutto bambini fino a 4 anni (incidenza di 47 casi su 1.000 abitanti), nella fascia 5-14 (20 su 1.000). Una intensità molto alta è stata raggiunta in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Campania. La sorveglianza si basa sulle diagnosi differenziate di medici di famiglia e pediatri. 


Il picco questa settimana - Non siamo ancora al picco, previsto questa prima settimana di gennaio, ma sono sempre più gli italiani alle prese con l'influenza, con numeri già elevati per questo periodo e con ricadute negli ambulatori dei medici di famiglia e nei pronto soccorso. Proprio l'anticipo del punto massimo dei contagi, che generalmente si verifica a fine gennaio, sta provocando un maggior afflusso nei reparti d'urgenza anche a causa della coincidenza della parziale chiusura degli studi medici di famiglia per le feste.

Stress e disagi nel sistema - "Quest'anno la situazione sembra peggiore rispetto agli anni passati proprio per questa coincidenza temporale" sottolinea Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici, precisando che tutto il sistema, compreso quello dei medici di famiglia in queste settimane, sta registrato un aggravio di lavoro e di disagi. L'Istituto superiore di sanità ha evidenziato il trend settimanale in crescita dell'influenza con una percentuale di contagiati poco sotto il 30% (29,4%) sul totale dei campioni analizzati, sottolineando inoltre come nel caso della simil influenza il livello attuale risulti il più alto di tutte le stagioni precedenti. Mentre sono quasi 40mila le infezioni da Covid registrate nell'ultima settimana, anche e i dati Fiaso non segnalano un aumento di ricoveri a causa del virus pandemico. E dunque con gli studi medici chiusi, durante le festività migliaia di pazienti sono finiti nei Pronto soccorso, «già sotto stress, tutto il sistema», continua Filippo Anelli. Dal 23 al 26 dicembre le richieste al 118 sono aumentate del 40%. Il 55% degli interventi ha riguardato patologie respiratorie.

Evitare baci e abbracci per non diffondere il contagio - Il picco è anche il risultato del traffico di virus e batteri veicolati da baci e abbracci. Marco Falconi, direttore del centro malattie infettive dell’ospedale Cisanello di Pisa: «Raccomandare di limitare le manifestazioni d’affetto non sarebbe giusto, però una volta ricevuta la diagnosi di influenza dovremmo comportarci come per il Covid19». Evitare dunque i contatti stretti con persone anziane o fragili, restare a casa e non frequentare luoghi chiusi e affollati, se si hanno sintomi. «L’ondata di sindromi respiratorie sta causando più problemi del Covid — insiste Falconi —. La differenza è che chi risulta positivo al SarsCov-2 la prende seriamente, si isola e indossa la mascherina. Chi è influenzato è al contrario convinto di avere una malattia banale». In realtà l’influenza è più spesso associata alla sovrapposizione di polmoniti batteriche.

Cosa fare  - Il consiglio, suggerisce Falconi, è effettuare un tampone differenziale, capace di distinguere quale virus abbiamo contratto. Per l’influenza il trattamento è, in linea generale e in assenza di altre problematiche di salute, uguale a quello per il Covid. Antinfiammatori, antipiretici, dieta ricca di acqua, tisane, camomilla. Almeno due litri al giorno visto che con la febbre se ne perdono 1,5 litri.

Se la febbre alta persiste, ricorso agli antibiotici - Se dopo 2-3 giorni il termometro continua a indicare febbre elevata, la tosse è grassa e si avverte dolore toracico potrebbe essere ipotizzabile una complicanza batterica. Solo in questo caso è previsto il ricorso ad antibiotici e su indicazione del medico. In genere in 5-7 giorni si arriva alla guarigione.

Virus H1N1 - Il virus influenzale prevalente è l’H1 N1, lo stesso che nel 2009 è stato protagonista di un’epidemia, ribattezzata come «suina». «Da allora ha circolato poco e quest’anno è tornato a farsi largo tra persone cosiddette suscettibili, che non lo avevano mai sperimentato, in particolare giovani e bambini», dice Giovanni Rezza, professore associato di igiene al San Raffaele di Milano. In caso di sintomi è consigliato fare un tampone per individuare il ceppo. L’ondata con maggiore incidenza si registra in Lombardia, Campania, Friuli Venezia-Giulia e Emilia-Romagna.

La vaccinazione - La campagna vaccinazione anti Covid procede stancamente. L’adesione resta bassa nonostante nelle ultime settimane sia aumentata la richiesta di appuntamenti grazie anche agli open day organizzati in alcune Regioni. È introvabile, almeno nel Lazio, il vaccino proteico dell’azienda Novavax, alternativa a quello di Pfizer basato su una tecnica diversa. Eppure a fine novembre all’Italia è stato consegnato 1,5 milione di dosi.

I consigli dell’esperta Annamaria Staiano, presidente della società italiana dei Pediatri - L’incidenza di malattie respiratorie nei bamini sotto i 5 anni è molto elevata. Circa 47 casi ogni mille bambini, rispetto ai 36,5 della settimana precedente.  «Purtroppo manca la consapevolezza dell’importanza di proteggere dall’influenza anche i piccoli con la vaccinazione», non esita a consigliarla ormai per la prossima stagione invernale Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria.

Quali sono i vantaggi della vaccinazione?                                                                                                                       «Chi contrae l’infezione malgrado il vaccino ha in generale sintomi più lievi».

I reparti pediatrici in questo periodo sono affollati?

«Sono frequenti i ricoveri per bronchiolite, influenza e Covid. L’agente patogeno della bronchiolite è il virus respiratorio sinciziale, la più frequente causa di polmonite sotto i due anni. Si prende a ogni età ma è fra i più piccoli che diventa un pericolo. Il 40% dei lattanti colpiti ha bisogno di essere ricoverato in ospedale e questo si potrebbe evitare».

Come?

«È uscito un nuovo farmaco molto efficace nella prevenzione. Non un vero e proprio vaccino, si tratta di un anticorpo monoclonale, creato cioè con tecniche di Dna, capace di difendere dall’attacco del virus. In Spagna, Germania e Lussemburgo è stata avviata una campagna di immunizzazione nei bimbi a rischio che nascono tra novembre e aprile. I ricoveri si sono ridotti notevolmente e così i costi delle cure».

E in Italia?

«Stiamo aspettando di poter utilizzare il farmaco. L’unica Regione ad averlo acquistato è la Valle d’Aosta».

Nel frattempo?

«Fare molta attenzione al neonato con la febbre, non perderlo d’occhio. Se respira male, non mangia e peggiora rapidamente, è poco reattivo, non bisogna aspettare, né perdere tempo. Bisogna far sì che il medico lo visiti a domicilio o andare al Pronto soccorso».

A Napoli 4 giorni fa una bimba è morta di bronchiolite a tre mesi.

«I pediatri devono visitare a domicilio».