Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
20/02/2024 06:00:00

In Italia aumentano le patologie mentali. Ansia e depressione le diagnosi più diffuse

 Crescono in Italia i disturbi mentali, la percentuale è del 28% in più, a confermarlo è Emi Bondi, presidente della Società italiana di psichiatria, che rilancia l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le diagnosi riguardano soprattutto ansia e depressione. Bondi afferma che i sintomi depressivi sono quintuplicati, la media delle persone colpite è di di una su tre.

La fascia di incidenza è prevalentemente dei giovani, le donne, gli anziani, con particolare riguardo alla condizione economica. L’aumento infatti del disagio economico produce un quadro di incertezze che provoca depressione a fonte di un grande stress.

Gli strumenti che hanno i medici sono però sempre meno rispetto al passato. La famosa quota del 5% della spesa sanitaria destinata alla salute mentale, dal 2000 ad oggi, non è stata incrementata ma diminuita. Ad essere disatteso anche il fabbisogno degli psichiatri, gli specialisti in servizio sono appena 3.636, in tutta Italia ne mancano 1.364. Il numero ridotto di specialisti è da imputare alla sbagliata programmazione delle scuole di specializzazione, e gli psichiatri già esistenti o appena formati preferiscono andare verso le strutture private che servire la sanità pubblica.

Per correre ai ripari il Ministero della Salute ha deciso di avviare un tavolo tecnico, l’obiettivo è quello di fronteggiare i disturbi della salute mentale ma anche della carenza di medici. I dati allarmanti riguardano anche i disturbi dell’alimentazione che sono strettamente connessi alla salute mentale, dopo la pandemia i ricoveri per anoressia sono aumentati del triplo. Esponenzialmente sono cresciuti gli atti di autolesionismo del 40%. Si è abbassata anche l’età, non più adolescenti o giovanissimi ma anche ragazzi di 10 anni.

Il vero dramma poi è l’uso di sostanze stupefacenti, ma anche la dipendenza dai cellulari. Ma l’incremento di questi disturbi è legato anche alla pandemia: circa il 75% degli specialisti ha notato nei pazienti che hanno contratto il Covid aumento di sintomi psichici, dai disturbi del sonno alla sintomatologia ansiosa.