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29/02/2024 06:00:00

Tunisia-Marsala, la rotta dell'immigrazione "VIP" con mezzi superveloci

Gommoni superveloci al posto delle "carrette del mare" per trasportare migranti, facendo pagare cifre fino a 6mila euro a persona. Ancora una volta è la rotta Tunisia-Marsala quella usata per questi trasporti di migranti con mezzi di "lusso". La base operativa del traffico era a Palermo, la terra di partenza la Tunisia, quella di approdo e logistica a Marsala. Così hanno messo su un sofisticato meccanismo che organizzava viaggi di migranti "VIP" dall'Africa alle coste marsalesi.

Le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, sfociate nelle settimane scorse nell'operazione della Polizia di Stato contro l'immigrazione clandestina, con il fermo di 12 persone,  - due sono irreperibili - accusate - di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sulle coste siciliane tramite l'utilizzo di gommoni di lusso.

Le indagini  - Le Squadre Mobili di Palermo e di Trapani, insieme al Servizio Centrale Operativo e alla SISCO di Palermo, hanno coordinato un'indagine che ha svelato un'organizzazione criminale attiva sin dall'agosto del 2022. Il sodalizio, composto da cellule sia in Tunisia che in Italia, si dedicava al trasferimento illegale di migranti tunisini attraverso il Mediterraneo, approdando sulle coste siciliane, in particolare quelle marsalesi. Gli agenti italiani  sono stati affiancati dagli investigatori di Europol e della polizia tunisina.

Chi è il capo dell'organizzazione - Nel capoluogo siciliano, dagli arresti domiciliari, Montasar Bouaicha, organizzava i viaggi clandestini dalla Tunisia alle coste marsalesi. E' l'uomo al centro dell'organizzazione criminale scoperta dalle Squadre mobili di Palermo e Trapani, coordinati dalla DDA palermitana, che trasportava clandestinamente tunisini con gommoni veloci.

Gli altri arrestati - Zied Khemiri, il coordinatore del gruppo tunisino; Vincenzo Gandolfo di 43 anni il basista marsalese; Jalel Ben Youssef, un ex poliziotto corrotto tunisino che organizzava il reclutamento dei migranti in patria. Poi c'erano quelli che si occupavano della logistica, dall'acquisto dei gommoni alla preparazione dei viaggi. Come i marsalesi Vincenzo Salvatore Bilardello, 65 anni, Roberto Pietro Arini, 51, Claudio Di Bernardo 33, Antonio Salvatore Cordio 41 anni e Baldo Augusta, 45enne di Salemi. I presunti scafisti, tutti tunisini ma residenti in Sicilia, sono Mohamed Walid Ben Salem, Kabil Ghribi e Najib Ammar.

Viaggi "VIP" e scafisti esperti - I  viaggi, definiti da alcuni testimoni come "VIP" per via del servizio rapido e agevole offerto, coinvolgevano natanti con motori potenti e capacità di trasportare fino a venti migranti per volta. I migranti, per usufruire di questi servizi, dovevano pagare somme considerevoli, dai 3 ai 6 mila euro, garantendo loro una modalità di trasporto meno rischiosa rispetto ai tradizionali viaggi su imbarcazioni sovraffollate e pericolose.

Una cellula operativa a Marsala - Le indagini hanno svelato il coinvolgimento di cellule sia in Italia che in Tunisia. In particolare, una cellula operante a Marsala è stata individuata nel suo ruolo di supporto logistico, fornendo natanti e reclutando scafisti, spesso tra tunisini residenti in Italia. È emerso anche il coinvolgimento di un richiedente protezione internazionale, indiziato come uno dei principali promotori dell'organizzazione, con legami precedentemente corrotti con la polizia tunisina.

Arresti e sbarchi - Le Squadre Mobili hanno eseguito gli arresti in seguito a quattro distinti sbarchi avvenuti sulle coste marsalesi. Gli scafisti, tentando la fuga nonostante l'intervento delle autorità, sono stati arrestati anche per resistenza a navi da guerra, dimostrando la pericolosità delle operazioni.

I migranti sbarcati a Marsala - I migranti introdotti clandestinamente in Italia sono 73, tra cui 12 minorenni e 6 donne. Tutti sono stati soccorsi e identificati dagli investigatori della Polizia di Stato subito dopo l’approdo sulle coste marsalesi. Tra i clandestini, 19 sono stati tratti in arresto per reingresso illegale nel territorio nazionale. Inoltre, 4 migranti sono stati arrestati in esecuzione di un provvedimento definitivo di condanna dell’Autorità giudiziaria per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. Polizia di Stato ha operato, in occasione degli arresti il sequestro di 4 gommoni, tutti natanti messi a disposizione dalla cellula italiana attiva a Marsala.  L'operazione ha ancora una volto portato alla luce la complessità e la pericolosità delle reti criminali dedite al traffico di esseri umani attraverso il Mediterraneo.

I precedenti arresti sulla rotta Tunisia - Marsala - Nel 2022 un'altra organizzazione era dedita a far arrivare in Italia immigrati clandestini, ma con gommoni di lusso superveloci, sulla tratta Tunisi-Marsala. In quell'occasione era il piccolo porticciolo di San Teodoro a nord di Marsala, quello usato come base logistica per le imbarcazioni che venivano utilizzate per i viaggi dall’Africa. L’operazione “Charon”, eseguita dalle Fiamme Gialle di Agrigento, allora ha portato all’emissione di dieci misure cautelari e al coinvolgimento di ben cinque province, oltre che Agrigento, anche Trapani, Caltanissetta, Messina e Siena.

Più di 1.300 persone morte nel 2023 nel Mediterraneo -  Sono più di 1.300 migranti partiti dalle coste tunisine nel tentativo di raggiungere clandestinamente l'Europa hanno perso la vita in mare nel 2023, lo conferma il Forum tunisino per i diritti economici e sociali, un'ONG specializzata nelle questioni migratorie. "In totale 1.313 persone sono morte o sono scomparse al largo delle coste tunisine, un numero mai raggiunto in Tunisia", così Islem Ghaarbi, esperta in migrazioni presso il FTDES.