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29/03/2024 06:00:00

  Siccità in Sicilia. Diga Trinità, la Regione prende ancora tempo. “Situazione allarmante”

E’ sempre più emergenza siccità in Sicilia e la situazione delle dighe è a dir poco allarmante.


Come la Diga Trinità, il simbolo del paradosso siciliano sul fronte acqua.
L’invaso di Castelvetrano, costruito negli anni 50 e mai collaudato, attende da anni interventi strutturali. Ma prima di questi aspetta ancora una relazione geologica per capire se si può aumentare la portata d’acqua, ed evitare l’apertura delle paratie con lo sversamento in mare. In questi giorni si dovevano avere risposte dalla Regione, ma la relazione non è ancora arrivata.


“Durante l’ultima seduta della commissione Ambiente all’Ars è stata affrontata l’importante questione dell’invaso della diga Trinità, con particolare riguardo alle azioni che il governo intende intraprendere per incrementare la capacità di invaso della diga e il deflusso delle acque. Sono emerse notizie allarmanti riguardo alla situazione dell’invaso. È stato evidenziato un disastroso quadro in merito alla verifica sismica, la cui esecuzione è stata rimandata ancora una volta dalla società incaricata, con una proroga dai già lunghi quattro anni iniziali: dal febbraio 2024 all’aprile 2024. Questo, nonostante l’iter fosse stato avviato nel lontano 2020“.
Lo dice il deputato regionale di Sud chiama Nord, Giuseppe Lombardo. “Il paradosso della diga Trinità – afferma Lombardo – si fa sempre più evidente, poiché, a causa di inadempienze e ritardi, ci troviamo nell’incredibile situazione in cui, da un lato, richiediamo lo stato di emergenza per la crisi idrica e agricola, e, dall’altro, non possiamo riempire gli invasi esistenti o, addirittura, siamo costretti a svuotarli. Il sindaco di Petrosino ha espresso una profonda preoccupazione, poiché ci troviamo ora nel quarto anno consecutivo di crisi idrica. Se non verranno fornite risposte concrete, il rischio non riguarderà solo la perdita dei raccolti, ma anche il danneggiamento irreversibile degli impianti, con un impatto devastante su oltre 6000 ettari di vigneti“.


Sul piede di battaglia, ovviamente, gli agricoltori che stanno subendo dei danni enormi per l’emergenza siccità. L’associaizone “I guardiani del territorio” è pronta a nuove manifestazioni di protesta.
Intanto un’interrogazione parlamentare sulla crisi idrica in Sicilia è stata presentata dal Pd Giuseppe Provenzano.


“La Sicilia sta attraversando un impattante periodo siccitoso, solo in parte mitigato dalle ultime piogge. I 25 invasi operativi presenti sull'isola hanno una capacità complessiva di oltre 980 milioni di metri cubi di acqua, ma ad oggi hanno una disponibilità più o meno di un terzo circa. Un'altra parte di invasi esistenti non hanno capacità di raccolta o sono incomplete da un punto di vista infrastrutturale. A questo bisogna aggiungere che la mancanza di manutenzione e di pulizia degli alvei fa sì che la quota di fango presente negli invasi cresca, diminuendo la capacità di raccolta della preziosa risorsa anche per la vetustà degli impianti”, si legge nel testo.
Per fronteggiare la crisi idrica la regione ha provveduto a nominare un commissario straordinario, con la predisposizione di un piano da 150 milioni di euro, senza però le corrispondenti coperture e soprattutto ha ipotizzato un piano di razionamento con tagli all'erogazione dell'acqua dal 10 fino al 45 per cento rispetto alla media.


Al momento, proprio a causa della carenza idrica, sono già 150 i comuni dell'isola nei quali l'acqua è razionata nella sua erogazione quotidiana, creando disagi e disservizi alle comunità locali; questo piano ha, inoltre, messo immediatamente in allarme, in particolare, il settore agricolo che rischia di affrontare un periodo estivo con una disponibilità di acqua limitata, che pregiudicherebbe un anno di lavoro con devastanti impatti produttivi e anche occupazionali” continua l’interrogazione del deputato siciliano al Governo Meloni.

Nel testo si fa riferimento al fatto che per la manutenzione degli impianti servirebbero circa un miliardo di euro e il mancato utilizzo appieno delle risorse del PNRR rappresenta “un'oggettiva aggravante, anche perché sembrerebbero non esservi disponibili molte risorse”.
Per Provenzano “occorrerebbe un'adeguata programmazione di interventi infrastrutturali dedicati proprio a dotare la Sicilia di adeguate infrastrutture idriche senza disperdere l'indispensabile risorsa”. Al ministro dell’Ambiente viene chiesto se risulti essere a conoscenza delle criticità e “quali iniziative intenda adottare con la massima urgenza per affrontare le difficoltà legate alle contingente carenza idrica e per implementare risorse e investimenti per aumentare la capacità di raccolta, adeguando gli impianti e rendendoli più efficienti nell'interesse di un territorio, come quello siciliano, già duramente provato da un prolungato periodo di assenza di precipitazioni”.
In Sicilia non c’è solo il problema degli invasi, ma anche quello di una rete idrica colabrodo. E anche se c’è, ad esempio, un piano da 19 milioni di euro per sistemare la rete idrica della piana di Catania, gli agrumicoltori sono molto scettici.