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18/01/2011 17:12:45

Scrive Arturo Croci, sul premio "Garofano d'Argento" e la città di Marsala


Le confesso che sono rimasto sconcertato dal modo in cui è stata comunicata la notizia dell’assegnazione del premio “Il Garofano d’Argento” all’Avv. Michele Milazzo per le seguenti ragioni:
1) Ho avuto la fortuna e il privilegio di “vivere” circa 20 edizioni de “Il Garofano d’Argento”, dopo aver ricevuto questo premio sono infatti stato invitato dal Dottore Carlo Cali’, Presidente dell’Associazione Culturale I Fiori di Giarre e dell’Etna, a far parte della Commissione di valutazione delle personalità a cui aggiudicare il premio. Il “Garofano d’Argento” è stato uno “strumento” che in 36 edizioni ha fatto conoscere il florovivaismo siciliano all’Italia e al mondo, infatti, è stato assegnato a personalità di indiscussa levatura morale a partire dal Nunzio Apostolico per giungere al Premio Nobel (IPPW) e Unesco per la pace Prof. Dott. Franco Bruno Gnisci, per finire con la Dotteressa Nancy Laws delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda le personalità florovivaistiche il “Garofano d’Argento” è oggi presente nelle migliori aziende ed istituzioni europee, asiatiche e statunitensi. A Marsala il Garofano d’Argento nel corso delle varie edizioni è stato assegnato a moltissimi operatori, ed infine all’Avv. Michele Milazzo che pur non essendo operatore ha seguito e segue con grande passione il florovivaismo. La motivazione di base del premio è sempre “per aver contribuito allo sviluppo del florovivaismo marsalese …” ma fa seguito anche il …”come”. L’Avv. Michele Milazzo e l’Amministrazione Comunale hanno, infatti, contribuito alle Porte Aperte ma soprattutto al Congresso dei Giovani Florovivaisti Europei (CEJH) facendo conoscere la splendida di Marsala ai delegati di 15.000 giovani di 16 Paesi Europei. Ci tengo poi a precisare che non c’è mai stato nessun contributo finanziario da parte delle amministrazioni marsalesi al Garofano d’Argento. Comunque sia, per sua informazione, in allegato, Le trasmetto la storia del Garofano d’Argento dalle origini ad oggi.
2) Io sono di origini emiliane, nel 1988 sono stato invitato a Marsala dall’amico e pioniere del florovivaismo Michele Canale, insieme a lui, a Gaspare Bonomo dell’ESA e a tanti amici florovivaisti abbiamo dato vita alle “Porte aperte nel marsalese” giunte alla 12° edizione e che hanno apportato notorietà e prosperità alle aziende marsalesi. Gli amici florovivaisti i Marsala mi hanno segnalato ed hanno fatto in modo che io ricevessi l’attestato di “Cittadino Benemerito di Marsala”, titolo di cui vado orgoglioso e fiero ed è per questa ragione che insieme a Michele Canale ho ritirato il premio a Giarre il 29 dicembre per conto dell’Avv. Milazzo, impossibilitato a partecipare a causa del grave incidente automobilistico.
3) Le ripeto, Sig, Direttore, nonostante io sia di origini emiliane, amo Marsala, la sua storia, e nel limite delle mie possibilità, come direttore della Rivista Flortecnica, come collaboratore di Greenup e agente per l’Italia e sud della Francia della rivista internazionale Floraculture International, ho sempre lottato contro i pregiudizi, cercando di far conoscere quello che di positivo il nostro territorio ha da offrire al mondo, consapevole che si ama e si rispetta solo quello che si conosce.
Spero che questo mio contributo l’aiuti a far conoscere e a far apprezzare nel mondo l’operosità delle aziende marsalesi e l’incredibile storia e la bellezza della “nostra” splendida città.

Viva la vita

Arturo Croci

 

Gentile corrispondente,

Conosco più di lei la bellezza della nostra città e  l'operosità della maggioranza dei nostri imprenditori e lavoratori: ne parliamo ogni giorno. Prendo atto del suo "sconcerto",in merito al nostro innocente articolo, ma, davvero non riesco a capire a cosa è dovuto. Forse che nel mondo tenero dei fiori è vietato fare un articolo leggermente diverso dal comunicato stampa ufficiale su una premiazione?

La sua lotta contro i pregiudizi è incompleta, perchè è proprio su un pregiudizio che basa il suo sconcerto: quello che non possa esistere, anche in una vicenda piccola come questa, un punto di vista diverso, una interpretazione,  una chiave di lettura. Chiude la sua con un "Viva la vita". Poteva scrivere: "Viva la vita comoda". Era più attinente.

Grazie dell'attenzione, e continui a seguirci.

Giacomo Di Girolamo