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14/05/2014 06:10:00

Abusivismo edilizio. Di Pisa: "Tolleranza zero. Staremo addosso ai Comuni"

“Quarantanni di edilizia selvaggia hanno fatto gravi danni alle nostre coste. Ma adesso tolleranza zero sull’abusivismo edilizio. Staremo col fiato sul collo alle amministrazioni comunali”. Il messaggio è chiaro, e arriva dal capo della Procura di Marsala, Alberto Di Pisa. Intervenuto alla conferenza sul Demanio Marittimo organizzata dalla sezione Marsala-Petrosino di Legambiente al centro polivalente di Petrosino, Di Pisa ha spiegato il lavoro di questi mesi della procura di Marsala sul fronte della lotta all’abusivismo edilizio nella costa. In una regione che nell’ultimo anno ha ottenuto il non invidiabile primato per abusivismo edilizio con oltre 3 mila costruzioni abusive erette. “L’abusivismo edilizio è un malcostume che danneggia l’economia e il paesaggio. Oltre l’80% delle costruzioni abusive sorgono in zone a rischio - ha continuato di Pisa”. Un assalto alle spiagge e alle zone costiere quello degli ultimi anni senza precedenti. Nel 2012 ad esempio sono stati accertati 3.500 abusi, disposte le demolizioni in 1200 casi, ma ne sono state eseguite soltanto 98. E sul campo delle demolizioni nei mesi scorsi è stato firmato un protocollo d’intesa alla prefettura di Trapani proprio su iniziativa della Procura di Marsala. Assieme alla procura c’è anche la sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani, la prefettura, gli assessorati regionali al territorio e alle autonomie locali e i Comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo, Pantelleria, Petrosino e Salemi, nonché i collegi provinciali degli Ordini degli architetti, degli ingegneri e dei geometri. Il protocollo comincia con queste parole: "In un settore particolarmente travagliato quale quello dell’edilizia residenziale abusiva, largamente diffuso nei territori dei Comuni ricompresi nella giurisdizione del Circondario della Procura della Repubblica di Marsala, appare opportuna ed indifferibile la fissazione di regole e procedure certe che, in ossequio alle disposizioni del D.P.R. n. 380/01 e per la fase esecutiva delle demolizioni ordinate con sentenze passate in giudicato che la Procura è tenuta per legge ad attivare, abbiano come obiettivo primario l’applicazione di modalità operative congiunte e preventivamente concordate da parte di tutti gli organismi interessati". Non ci sono passi indietro, anzi aumentano i controlli, soprattutto nei confronti delle amministrazioni comunali che devono dare seguito alle sentenze passate in giudicato per le demolizioni. “E’ emerso - ha continuato Di Pisa - che non esistono indirizzi di tutela attiva per contrastare trasformazione suoli costiero”. Come non esiste una banca dati sugli abusi. E ci sono ritardi nel circondario del tribunale di Marsala, ma anche in tutta la Sicilia, sull’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili abusivi. “Ci sono ritardi culturali che alimentano comportamento omertoso. E le sanzioni dell’ordinamento penale sono inefficaci”. L’Ufficio esecuzioni della procura ha dato al settore territorio ambiente del Comune di Marsala un elenco 200 case abusive da abbattere. Su un totale dii 800 immobili abusivi accertati. “Chi ha costruito senza licenza non ha più possibile ricorso, ora è compito del comune provvedere all' appalt”. Ma i costi per le demolizioni sono alti. E spesso i lavori vanno molto a rilento. A Marsala dal 2011 a oggi sono state demolite 16 case abusive. Sembra una miseria, ma se si guarda il panorama siciliano, Marsala, con l’attività di controllo della Procura, sembra essere virtuosa, visto che è stato tra i primi comuni ad avviare le demolizioni. “E’ comprensibile che gli abbattimenti vadano a rilento per i costi elevati per un Comune, che poi dovrà recuperare le somme da chi ha commesso l’abuso, ma non si capisce perché ci siano intoppi nell’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale. E’ accaduto solo 7 volte li scorso anno”. Di Pisa ha anche detto che ci saranno sanzioni pesanti per i comuni che non accelerano entro 4 mesi l’iter delle demolizioni. Così come sotto osservazione sono i dirigenti dei settori che si occupano degli immobili abusivi. Non ha esitato ad aprire fascicoli e non esiterà a farlo se i funzionari pubblici saranno troppo lenti nelle pratiche. Come è stato fatto in questi anni con tre dirigenti del Comune di Marsala indagati per omissione d’atti d’ufficio proprio sulle lentezze nelle pratiche per le demolizioni. L’inchiesta si è conclusa lo scorso autonno con il “non doversi procedere” nei confronti dei tre funzionari, ma è servito per far sentire il fiato sul collo su un tema delicato come quello dell’abusivismo edilizio. “A Marsala ci stiamo dando da fare, per la omessa acquisizione al patrimonio comunale - continua Di Pisa. Sono stati Individuati tutti gli immobili e in alcuni casi non era intervenuta l’acquisizione. In altri casi era avvenuta in maniera formale, con la casa che restava a disposizione del privato”. Ma è tutta la Sicilia e la provincia di Trapani ad avere a che fare con le case abusive e la lunghissima storia degli abbattimenti. Con Triscina, la spiaggia più abusiva d’Italia. E ancora Alcamo, Campobello di Mazara, Marausa. “Avremo tolleranza zero su questo fronte. E’ stato importante sottoscrivere quel protocollo d’intesa e importante è la collaborazione con la Sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani diretto dal giudice Piero Grillo che ha permesso l’utilizzo di imprese in amministrazione giudiziaria per i lavori di demolizione”.