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26/08/2014 06:02:00

Sicilia, il "Piano Giovani" va avanti, ma il governo scricchiola. Oggi riunione all'Ars

 Tornato dalle vacanze, il governatore Rosario Crocetta scende subito in campo per difendere il "Piano Giovani" e l'operato dei due assessori Scilabra  e Bruno, nonostante le critiche bipartisan, anche dal Pd, e migliaia di giovani siciliani infuriati per la presa in giro del "click day", diventato il "flop day". 

Per Crocetta "c'è stato un programma che è andato in tilt  ma le risorse per questo piano sono state risparmiate sottraendole alla formazione professionale deviata. Quale sarebbe le responsabilità dell'assessore Scilabra? Avere fatto risparmiare l'erario e avere destinato le risorse per lavoro dei giovani? Se questa dovesse essere la responsabilità, sono orgoglioso del lavoro di Nelli, che ha la condivisione di tutto il governo. L'argomento di ferragosto è stato click day, come se in passato non fossero mai andati in tilt programmi di società di livello internazionale".

Il resto, per il governatore siciliano, è "un'esasperazione, un fatto tecnico trasformato in vicenda politica, contrasti, perdita della visione di insieme. Per quel che riguarda il governo, proprio nei prossimi giorni saranno convocate le aziende che dovevano modificare la piattaforma del ministero del Lavoro, adattando il programma al Piano giovani, piattaforma già utilizzata sia dal ministero stesso che da altre regioni italiane, la cui manutenzione è stata affidata da parte del direttore del dipartimento, alla medesiama azienda che aveva realizzato il software originario. Credo che il governo e la Regione - conclude Crocetta - abbiano subito dei danni di fatto, al di là delle volontà specifiche delle stesse aziende. Però, se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. La vicenda non può chiudersi certamente senza verità, c'è già una commissione che sta facendo delle valutazioni".

Ma non è solo l'opposizione, adesso anche la maggioranza che sostiene Rosario Crocetta fa la voce grossa. E chiede la “testa” degli assessori Scilabra e Bruno. Come era prevedibile, insomma, i “problemi tecnici” del Piano giovani hanno immediate ricadute politiche. E adesso il governo della “rivoluzione” scricchiola paurosamente. L'ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è quella di Marcello Greco. Presidente della commissione all'Ars, è uno degli esponenti del neonato Pdr, ex Drs. Per intenderci è un deputato che milita tra le fila del movimento di Totò Cardinale. Un movimento, quello messo su dall'ex ministro, che è riuscito a rafforzare in questa prima fase della legislatura, la maggioranza a sostegno di Crocetta, attirando a sé in molti casi deputati eletti con i partiti attualmente all'opposizione.

Ma adesso, qualcosa sembra essersi rotto. “Nulla di personale nei confronti degli assessori Scilabra e Bruno – spiega Greco – ma adesso devono andare a casa. Non se ne può più”. Oggi ci sarà una seduta della commissione Lavoro all'Ars dove potrebbe esplodere in maniera chiara (anche grazie alla diretta streaming prevista per la sessione) il caos del Piano Giovani.

“Il problema – ribadisce Greco – non è rapresentato dall'assessore Scilabra o dall'assessore Bruno. Il problema è il governo nella sua interezza. E riguarda, semmai, il governatore stesso, che deve decidersi. I settori della Formazione e del Lavoro stanno cadendo a pezzi. Migliaia di persone sono in mezzo a una strada. Crocetta adesso sostituisca questi assessori e metta al loro posto personalità politiche. Decida lui chi dovrà occuparsene, ma si tratti di qualche politico che conosce bene il settore”.

 

 

 “Crocetta da tempo dice – aggiunge Greco – di non volere fare macelleria sociale. Ma cosa ha fatto finora? Ha fatto proprio un macello. Ha macinato tutto. Adesso basta, si fermi tutto. E si riparta con chi davvero conosce questo settore”.