Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni e 4 mesi di reclusione un tunisino di 34 anni, Aymed Ayed, accusato di spaccio di droga. Il nordafricano, residente a Castelvetrano, avrebbe scelto come sua base d’azione i giardini di piazza Regina Margherita, davanti al Liceo classico “Pantaleo”.
Per lui il pm Giulia D’Alessandro aveva chiesto tre anni e mezzo. L’indagine è dei carabinieri ed è scattata a seguito di un controllo effettuato dai militari all’interno del Liceo “Pantaleo”.
Controllo nel corso del quale, a scuola, fu trovata della marijuana. Episodi di cessione di stupefacenti furono, poi, immortalati dalle immagini registrate dalle telecamere. Fatti sui quali, nel corso del processo, ha riferito il maresciallo dei carabinieri Biagio Catalano. “Abbiamo documentato diversi casi di cessione – ha detto il sottufficiale – Ayed cedeva delle piccole bustine ai giovani e questi gli consegnavano qualcos’altro”. Si presume, quindi, dosi di droga in cambio di denaro. Aymed Ayed, difeso dall’avvocato Vincenzo Salvo, ha tentato una disperata autodifesa nel corso di una delle ultime udienze. “Non ho spacciato droga” ha più volte ripetuto in aula. Non riuscendo, però, a convincere i giudici. Incalzato, infatti, dalle domande del pm D’Alessandro, non ha saputo dire cosa in realtà abbia ceduto durante le sequenze filmate dai carabinieri ai giovani che andavano a trovarlo. Aymed Ayed, detto “ricciolone”, attualmente agli arresti domiciliari (con permesso di andare a lavorare come bracciante agricolo), fu arrestato all’inizio dell’aprile 2018 dai carabinieri del nucleo operativo di Castelvetrano, coadiuvati dalla polizia di frontiera.