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07/11/2020 06:00:00

Il viceministro Cancelleri a Castelvetrano. Dalla nuova autostrada, al dialogo col Pd

 Giancarlo Cancelleri, viceministro 5 Stelle delle infrastrutture e dei trasporti ha incontrato a Castelvetrano il sindaco Enzo Alfano ed il presidente del consiglio comunale Patrick Cirrincione.

Prima che si recasse davanti l’ospedale per dare la propria solidarietà al comitato Orgoglio Castelvetranese, che ieri ha organizzato una fiaccolata di protesta contro il depotenziamento della struttura (alla quale hanno partecipato anche diversi sindaci del Belice), gli abbiamo fatto qualche domanda.

 

Viceministro, perché è qui a Castelvetrano?

 

Perché col sindaco Alfano in questi mesi abbiamo lavorato alla messa in cantiere dell’autostrada Castelvetrano-Gela. E finalmente siamo arrivati al primo risultato tangibile. Certo, i lavori non cominceranno domani, ma il Ministero ha dato ad Anas sia mandato economico, visto che abbiamo stanziato dei fondi, che di progettazione.

Sarà una grandissima opera, stimata intorno ai 5 miliardi di euro, che darà tantissimo lavoro. Inoltre sarà proprio Enzo Alfano ad aiutarmi nel coordinamento con gli altri sindaci, per la valutazione delle ipotesi di tracciato.

 

Ma oggi parteciperà anche alla fiaccolata contro il depotenziamento dell’ospedale di Castelvetrano, organizzata dal comitato “Orgoglio Castelvetranese”. La sua presenza ha certamente un valore simbolico molto alto, ma concretamente che tipo di aiuto potrebbe dare per scongiurare l’impoverimento della struttura, che è frutto di decisioni regionali?

 

Parteciperò volentieri, a fianco del primo cittadino, perché sono convinto che queste decisioni regionali siano scellerate. Soprattutto in questo momento, l’imperativo non dovrebbe essere quello di ridimensionare le strutture ospedaliere, ma di potenziarle.

 

Però il depotenziamento non è, in qualche modo, l’effetto collaterale di un decreto nazionale (il decreto Balduzzi) che alla fine impone dei tagli?

 

Ma è anche vero che in Sicilia ci sono diversi casi di deroghe al decreto Balduzzi. Io vorrei capire se i primari delle unità complesse siano stati spostati altrove. Da lì si capirebbe se c’è la volontà di spogliare un figlio per vestirne un altro, che sarebbe una logica inaccettabile. Ecco perché fa bene il comitato a protestare e fa bene il sindaco Alfano ad appoggiare la protesta.

Personalmente, mi farò carico di informare il ministero competente, nelle sue parti politiche, in modo da avviare una interlocuzione e capire le scelte. E’ necessario che l’assessore regionale Ruggero Razza partecipi ad un confronto aperto in consiglio comunale a Castelvetrano. Ma il nostro gruppo regionale interesserà sul  tema anche l’Ars.

Non c’è da attaccare, ma da trovare le soluzioni, attraverso delle posizioni mediane che possano in qualche modo far tornare sui propri passi coloro che hanno fatto una scelta così pesante.

 

La Sicilia è zona arancione. L’impressione è che il presidente Musumeci, con questo suo dissenso nei confronti del governo nazionale, non voglia apparire impopolare. E’ d’accordo?

 

E’ stato semplice, durante la prima ondata della pandemia, chiedere di decidere al posto del governo centrale, rivendicando il potere di fare delle scelte, sicuro che avrebbero aumentato la sua visibilità. Oggi, che invece il governo si trova a fare delle scelte necessarie ma impopolari, Musumeci si contrappone.

Dire che Roma se la sia presa con la Sicilia è la prova del suo fallimento politico. Sono stati analizzati dati che non abbiamo prodotto noi, ma che ci sono stati consegnati dalla regione. Se la Sicilia è una zona arancione, se la deve prendere soltanto con se stesso. E poi spiegare perché dei 125 milioni per l’incremento delle terapie intensive, del monitoraggio e del tracciamento, ne ha spesi soltanto 50. Certo, è ancora in tempo, perché tra due settimane torneremo ad analizzare i dati e se lavora bene, la Sicilia potrebbe passare da zona arancione a zona gialla. Tutto dipende dal suo impegno. Questo vorrebbe dire lavorare di più ed andare meno in televisione a sparare a zero contro il governo.

 

Che ne pensa invece del Movimento 5 Stelle a Castelvetrano?  Il momento sembra particolarmente delicato se guardiamo ai numeri in consiglio comunale e alla necessità di aggiornare la giunta. Immagino che il sindaco Alfano, dato anche il vostro rapporto di amicizia, gliene abbia parlato.

 

I momenti di difficoltà ci possono essere ovunque e per qualsiasi compagine politica. Con Alfano, oggi abbiamo parlato anche di una visione politica che può avvenire nel futuro. In questo momento, non ne faccio un segreto, penso che un dialogo come quello che sta avvenendo in assemblea regionale col Partito Democratico sia molto importante.

Adesso cominceremo, attraverso i canali regionali, anche qui a facilitare possibili interlocuzioni  e vedremo cosa succede. Ma attenzione, al di la di possibili alleanze e di numeri (sarà sempre il gruppo locale a prendere le decisioni di questo tipo), in questo momento molto duro occorrerebbe stare vicino ai sindaci. Se poi ci sono giochi di quartiere e speculazioni politiche, li lasciamo ad altri.

 

Egidio Morici