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28/05/2022 16:00:00

L'arte della diplomazia

Diplomazia. Nella sua più larga accezione è l'arte di trattare i negoziati di stato, e in ispecie quelli attinenti alla politica estera, come il complesso delle persone che a questa virtù dedicano la loro attività.

Chi vuol farsi un'idea precisa della diplomazia, deve porsi sul terreno storico, che ne crea la necessità, quando con l'età moderna tramonta ogni potere di mediazione suprema della vita internazionale, mentre gli stati hanno un bisogno vitale di regolare tra loro rapporti permanenti sempre più delicati e complessi.Non già che nel mondo antico mancasse una maestria, e talora finissima, di condurre negoziati tra gente e gente; ma la minore specializzazione delle funzioni politiche e la maggior semplicità dei rapporti tra nazioni spiega l'assenza d'una classe di persone che facesse studio e professione esclusiva della materia. Il diplomatico più spesso si confondeva col militare o col reggitore di stato. Così, non troviamo nello stato antico un organo corrispondente all'odierno Ministero degli affari esteri.

In Atene l'assemblea Popolare e in Roma il Senato decidevano promiscuamente della politica interna e di quella estera. Non si mantenevano delegazioni fisse, ma s'inviavano occasionalmente missioni speciali composte da più persone, chissà per diffidenza, forse per meglio garantirne l'esito, in paesi pericolosi e lontani, probabilmente per dare all'ambasceria maggiore dignità.

Sarà vitale per contenere la crisi migratoria,alimentare-per il grano- ed energetica-per il gas-, prodotta dalla guerra in Ucraina, ma soprattutto umanitaria che vive la nazione aggredita. Ma l'oblio sul conflitto è alle porte se nell'agenda della cronaca italiana viene preceduto nel dibattito dalla fuoriuscita di D.Giarrusso dal M5S.

A Marsala le donne e gli uomini che hanno questa capacità devono lavorare affinché il sindaco ascolti i rappresentanti della città, al di là dell'opposizione, di maggioranza e innanzitutto i critici, perché i yes-man non sono un valore aggiunto tutt'altro. Non è politicamente corretto che a Lilibeo si assista alla tragicommedia sulla delibera dell'aumento della tassa di soggiorno, il disastro almeno per adesso è stato scongiurato dalla scaltrezza del politikòn zôon Sturiano, che volendo ha chiesto proprio l'abilità del compromesso,discutibile assai lo strumento ma l'esperienza è tale che glielo permette. Diplomaticamente si rammenta al primo cittadino, giunta e idem al consiglio comunale che il loro fine è il bene collettivo.


Vittorio Alfieri