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08/12/2023 06:00:00

L'anno orribile dei pescatori di Mazara, tra caro gasolio e zone a rischio

 Per i pescatori di Mazara del Vallo l'anno che volge al termine è da dimenticare. Tra caro gasolio, zone di pesca a rischio, restrizioni imposte dall'Unione Europea, il 2023 è stato uno degli anni più difficili per la marineria di Mazara, come racconta Gaspare Asaro, armatore proprio nella città del Satiro e vice presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu.

E' sicuramente il costo del carburante quello che ha dato la mazzata alla marineria mazarese che oggi conta circa 70 pescherecci. Imbarcazioni in continua diminuzione. Tra guerre e crisi internazionali il carburante costa tantissimo. E per una bordata di pesca di circa 40 giorni, quelli trascorsi in mare dalle imbarcazioni d'altura, servono 70 mila euro di carburante. “Come possiamo competere con le imprese rivierasche, quelle del Nord Africa dove il gasolio costa la metà rispetto noi?”, si chiede Asaro.


La crisi porta anche conseguenze sul mercato ittico. A cominciare dal gambero rosso, il cui costo si è praticamente dimezzato. Ma non è una buona notizia per i pescatori. Un cartone di 12 kg è passato da 900 euro a 550 euro. In più il nuovo sistema delle quote del gambero rosso non riesce ad arginare la concorrenza dei paesi rivieraschi.
In questo periodo i pescherecci operativi sono pochi, circa il 20%, per effetto del fermo tecnico obbligatorio che deve essere effettuato per 30 giorni consecutivi e iniziato il primo dicembre. Ma al caro gasolio si aggiunge anche una situazione internazionale che non permette ai pescherecci di Mazara di lavorare con tranquillità nelle zone prospicenti la Libia, ad esempio, zone dichiarate ad alto rischio. Pescare in alcune zone del Tirreno è anche vietato, e preoccupano pure i progetti di realizzazione dei parchi eolici offshore, che ridurrebbero le aree di pesca. Alcuni pescherecci stanno provando ad andare nel Mediterraneo Orientale, ma è un aggravio di costi non indifferente.

Ecco l'intervista.