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17/06/2023 08:20:00

Frena l'export siciliano. Ma la provincia di Trapani fa bene

 L’export siciliano in frenata nel primo trimestre 2023, da gennaio a marzo scorso, infatti, il fatturato delle vendite all’estero si è attestato complessivamente su 3,3 miliardi di euro con una diminuzione del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2022.

A certificare i numeri delle esportazioni siciliane è l’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia che ha rielaborato i dati regionali dell’Istat riguardanti l’export nei primi tre mesi del 2023. Tra le province con le migliori performance, Catania con 578 mln di fatturato (+4%), Trapani con 98 mln (+24%), Caltanissetta con 94 mln (+61%), Agrigento con 50 mln (+20%), Enna con 7 mln (+71 %), in negativo Messina (-15%), Palermo (-7%), Ragusa (-7%) e Siracusa (-5%).


L’export nazionale si attesta a 157,4 miliardi di euro e un incremento del 10,14%, le regioni che hanno fatto da traino all’economia dell’Italia nel primo trimestre 2023 sono state, in ordine di fatturato, Lombardia (41,6 mld), Emilia Romagna (21,6 mld), Veneto (21 mld), Piemonte (15,7 mld), Toscana (14,4 mld), Marche (8 mld), Lazio (7,2 mld), Campania (4,9 mld), Friuli Venezia Giulia (4,5 mld) e Sicilia con 3,3 mld di fatturato totale nel primo trimestre 2023.

«I dati dell’export – commenta il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace – confermano la tenuta delle imprese esportatrici nel primo trimestre 2023 con 3,3 miliardi di fatturato e una leggera frenata del -2,4%. Si apprezza sapere che i prodotti Siciliani fanno gola principalmente a Stati Uniti, Croazia, Grecia, Spagna, Gibilterra, che rappresentano quasi il 40% dell’export totale dell’isola».
I settori che hanno spinto l’export della Sicilia nel primo trimestre 2023, sono coke e prodotti petroliferi raffinati con 2 mld di fatturato, Agroalimentare e bevande con 243 mln, Computer e apparecchi elettronici con 242 mln, prodotti Chimici 205 mln, prodotti agricoli e animali 200 mln circa di fatturato.
«A fare la parte del leone – aggiunge il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro – si confermano “coke e prodotti petroliferi raffinati” che rappresentano oltre la metà del totale delle esportazioni made in Sicily. Apprezzati all’estero, oltre ai prodotti chimici e apparecchi elettronici, i “prodotti agroalimentari e le bevande” il quale certificano che la cucina e i prodotti dell’isola sono sempre più graditi, superando l’oceano e regalando il primato agli Stati Uniti con un incremento significativo del 10%.