Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
12/05/2014 13:53:00

Sicilia, via l'amianto entro tre anni

Rimuovere ogni manufatto in amianto presente in Sicilia entro tre anni. Questo l’importante obiettivo sancito con l’entrata in vigore, avvenuta oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, della Legge 29 aprile 2014 n. 10, “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”. La norma, approvata dall’Ars e promulgata dal presidente della Regione Rosario Crocetta, ha l’obiettivo di tutelare la salute nei luoghi di vita e di lavoro dai rischi connessi con l’esposizione all’amianto, intervenendo con mirate ed efficaci azioni di prevenzione e predisponendo in particolare la mappatura, la bonifica ed il recupero di tutti i siti, impianti, edifici e manufatti presenti nel territorio regionale in cui sia rilevata la presenza di amianto. Scopo non secondario è il sostegno alle persone affette da malattie derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto, con la ricerca e la sperimentazione in materia di prevenzione, diagnosi e cura di patologie asbesto correlate e contestuali interventi di risanamento dei siti contaminati, allo scopo di eliminare ogni fattore di rischio indotto dall’amianto in tutto il territorio regionale. Il Parlamento siciliano ha stabilito inoltre di promuovere iniziative collettive per informare ed educare, così da avviare un percorso volto alla riduzione del rischio sanitario da amianto per la popolazione.

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge. Ad occuparsi del censimento e della mappatura della presenza di amianto nel territorio regionale, da completare entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con riguardo al grado di pericolosità del rischio sanitario ed ambientale esistente, sarà l’Ufficio Amianto, istituito nell’ambito del Dipartimento regionale della Protezione Civile. Compito dell’Ufficio sarà coordinare efficacemente le procedure di competenza dei singoli rami di amministrazione regionale, dell’Arpa, delle Aziende del Servizio Sanitario regionale e degli enti locali, verificando l’impiego ottimale delle risorse economiche vincolate in materia di amianto delle singole amministrazioni territorialmente competenti e sollecitare l’utilizzo di quelle non ancora impiegate. All’Ufficio Amianto, che sarà composto da dodici soggetti nominati dal Presidente della Regione, spetterà l’arduo compito di ottenere la totale rimozione di ogni manufatto in cemento amianto dal territorio regionale entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge 10/2014, nel rispetto delle norme vigenti sulla corretta procedura di asportazione, trasporto e stoccaggio dell’amianto.

Il cronoprogramma stabilito dalla legge regionale prevede che entro 120 giorni dall’entrata in vigore del testo l’Ufficio Amianto si attivi per la ridefinizione e l’aggiornamento, secondo le direttive del Piano nazionale amianto 2013 e le prescrizioni della legge 27 marzo 1992, n.257, del “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, approvato con il decreto 27 dicembre 1995 del Presidente della Regione. Il nuovo Piano avrà una validità quinquennale e sarà emanato con decreto del Presidente della Regione previo parere delle competenti commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana. Entro 60 giorni dall’emanazione del nuovo “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, l’Ufficio dovrà definire le linee guida per la redazione, in ogni comune, del “Piano comunale amianto”, finalizzato alla concreta attuazione territoriale di tutte le misure previste dalla vigente normativa, efficaci per prevenire o eliminare ogni rischio di contaminazione da amianto. I comuni dovranno provvedere entro tre mesi dalla comunicazione delle linee guida ad adottare il proprio Piano comunale da trasmettere all’Ufficio amianto entro 30 giorni dall’adozione.

La Presidenza della Regione creerà inoltre un portale informativo web per diffondere nelle scuole, negli ospedali, nei porti ed aeroporti, nelle caserme ed in tutte le imprese pubbliche e private operanti nel territorio regionale, tutte le informazioni per ciò che concerne le prescrizioni, gli obblighi e le sanzioni previsti dalla normativa vigente in materia, la pericolosità dell’amianto, le procedure di rimozione, la prevenzione e tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro.Gli enti e i soggetti pubblici e privati che adottano interventi utili alla prevenzione, individuazione e risanamento di siti, impianti, edifici e manufatti contenenti amianto saranno premiati secondo criteri che verranno definiti con decreto dell’assessore per l’energia ed i servizi di pubblica utilità.
L’assessorato regionale per l’Energia ed i Servizi di Pubblica Utilità emanerà un bando per la concessione di contributi ai comuni, singoli o associati, finalizzato alla rimozione, trasporto, stoccaggio e conferimento all’impianto di trasformazione dei manufatti in amianto presenti nei siti, negli impianti, negli edifici e nei mezzi, pubblici e privati. A tale scopo sono stati stanziati 10 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2014.

Una importante novità introdotta dalla legge pubblicata oggi sulla Gurs è l’intenzione di realizzare un impianto di trasformazione dell’amianto in sostanza inerte, da installare prioritariamente in una delle aree a rischio ambientale del territorio regionale: l’impianto di trasformazione dovrà essere realizzato entro due anni e a tale scopo la Regione ha stanziato 10 milioni di euro.

Somme importanti anche per la redazione di programmi pluriennali di efficace prevenzione dal rischio amianto destinati agli ambienti di vita e di lavoro: l’Ufficio Amianto del Dipartimento regionale della Protezione Civile, in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali, con le Facoltà di medicina e chirurgia delle Università siciliane, con i rappresentanti dei medici di medicina generale e con l’Inail, dovrà definire il protocollo sanitario regionale standardizzato per gli accertamenti sanitari in materia di amianto. Per tali finalità sono stati destinati 150mila euro per l’esercizio finanziario 2014 e 300mila per ciascuno degli esercizi finanziari 2015 e 2016.

Una norma che punta dunque a recuperare il tempo perduto: l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto è stata vietata in Italia con la legge 257 del 1992: quella stessa norma imponeva alle Regioni l’adozione di un piano di protezione dell’amianto e la stesura di un censimento. Nel 1995 la Regione Sicilia costituì un’apposita Commissione regionale con il compito di realizzare la mappatura dell’amianto presente sul territorio dell’isola; la legge 93/2001 destinò poi all'isola 353mila euro per l’attuazione del Piano Regionale di Protezione e per la stesura del catasto dell’amianto. Norme disattese e somme mai utilizzate: vent’anni di ritardi che si spera possano essere cancellati in fretta. 

Andrea Rifatto