Il Tribunale di Marsala ha assolto una coppia marsalese del quartiere popolare Amabilina finita sotto processo a seguito di una furiosa lite tra padre e figlio, con il primo che secondo l’accusa avrebbe impugnato una pistola per minacciare di morte il secondo.
La lite scoppiò perché padre e figlio si contendevano un appartamento nel quartiere popolare. Alloggio prima assegnato al figlio e poi, dopo che questi l’abbandonò a seguito della separazione dalla sua donna, occupato dal padre insieme alla nuova compagna. Il figlio, però, non la prese bene e il 3 settembre 2017 scoppiò una lite che avrebbe potuto avere tragiche conseguenze.
E per questo Alessandro Quinto De Carlo, di 51 anni, e la sua compagna Mariana Marino, di 35, finirono sotto accusa per detenzione illegale di arma da fuoco, una pistola Beretta calibro 7,65 con sette cartucce nel caricatore, ricettazione (per l’arma) e minaccia (frase “sei morto” dopo aver puntato la pistola) in danno di Vito De Carlo, di 30 anni. Ieri, però, il Tribunale di Marsala (presidente del collegio: Vito Marcello Saladino) ha assolto entrambi gli imputati.
Per i giudici, per le minacce il “fatto non sussiste”, mentre per le altre due imputazioni l’assoluzione è stata sentenziata “per non aver commesso il fatto”. A difendere De Carlo è stato l’avvocato Massimiliano Tranchida, mentre legale della Marino è Duilio Piccione. L’indagine fu svolta dai carabinieri, che il 3 settembre 2017, dopo la lite tra padre e figlio, arrestarono quest’ultimo perché lo trovarono in possesso della pistola.