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19/05/2021 06:00:00

Il Covid, il diritto alla salute e le parole a vuoto della politica 

 Loro ci provano. Hanno occupato l'aula consiliare, chiedono chiarimenti, minacciano di non andarsene se non avranno risposte. Ma non sono credibili. Stiamo parlando dei consiglieri comunali di Marsala che da qualche giorno hanno cominciato la loro protesta per liberare l'ospedale di Marsala, da mesi bloccato per l'emergenza Covid. Una bacino di centomila persone è senza servizi sanitari essenziali, con le persone costrette a rimandare cure, o addirittura a non curarsi. Sono, queste, le altre vittime silenzione del Covid: persone che non sono state uccise dal virus, ma da tutto ciò che una cattiva gestione dell'emergenza sanitaria ha generato, come, appunto, l'impossibilità di curarsi anche per le malattie più banali.

I consiglieri comunali di Marsala che protestano non sono credibili. Perchè è anche loro la responsabilità di quello che è accaduto. Per non disturbare il presidente della Regione Musumeci, dato che l'anno prossimo si vota per le regionali e ognuno cerca un posto al sole, hanno accettato di tutto: dalla prima chiusura dell'ospedale (ma tanto la colpa era dell'ex Sindaco Di Girolamo), alla barzelletta della inaugurazione dei lavori di ristrutturazione del vecchio ospedale di Marsala, a Maggio, perché doveva essere pronto ad Ottobre, per la seconda ondata del Covid, e ospitare i malati. Foto di rito, passerelle, interviste. Come è andata a finire? Che i lavori non sono mai iniziati, e ad Ottobre la seconda e prevedibilissima ondata ci ha trovato impreparati, con l'ospedale di Marsala chiuso per Covid, di nuovo. E nessuno dei consiglieri ha detto bic. Non lo ha fatto neanche il nuovo Sindaco, Massimo Grillo, che anche su questa  bugia ("L'ospedale di Marsala non sarà più chiuso, Marsala ha già dato" vi ricordate? ) ha costruito la sua vittoria alle elezioni. Tanto che l'ospedale di Marsala è stato chiuso solo dopo la sua elezione a primo cittadino. 

 E i consiglieri comunali sono stati in silenzio anche quando è andata in scena l'altra "pupiata", quella dell'inaugurazione del padiglione Covid. Doveva essere pronto a Maggio, cioè ora, e invece è solo di qualche giorno fa il contratto per un lavoro che non solo sarà pronto tardi, ma non sarà neanche, al momento, l'opera faronica che vogliono fare credere, dato che non ci sono i soldi e si procede a stralci, che in Sicilia è il metodo più classico per lasciare un'opera incompiuta.

Sul coronavirus e l'effetto nelle nostre vite ci sono diverse scuole di pensiero. Qualcuno dice che questa esperienza ci renderà migliori, altri invece pensano che saremo tutti più egoisti. Io penso, più modestamente, che queste emergenze servono non a renderci più buoni o più stronzi, in buona sostanza, ma a dimostrarci davvero per quello che siamo, per quanto valiamo. Ho visto cose eroiche, in questi mesi, e grandi meschinerie, gesti di coraggio e vigliaccate. L'emergenza serve a questo, a dimostrare ciò che siamo. Vale per il Titanic come per i terremoti, per una strage mafiosa, come per il Covid. E purtroppo in questa emergenza è venuta fuori tutta la pochezza della nostra classe politica - con Sindaci impegnati più a farsi i selfie che ad aiutare chi ha disagio - la fiacchezza della macchina amministrativa regionale, sia nella sanità sia altrove, l'odiosa piccineria di molti che ci governano e che non pensano a quando ne usciremo, no, ma a quando si tornerà al voto e cosa potranno ottenere. 

Tutto genera parole. Parole che si sprecano, parole inutili. Litanie. I politici sono convinti che basta sapere usare le giuste parole per farla sempre franca. Noi, che di parole viviamo, sappiamo che si può essere bravi a utilizzare le parole come a causare autentiche rovine.  I nostri politici Cicerone li avrebbe definiti "loquentes": quelli che parlano per parlare, senza pensare alle conseguenze di quello che dicono (da "ci sono cento casi in una scuola!" a "avremo un nuovo padiglione Covid entro Maggio 2021" il catalogo negli ultimi mesi è molto ricco.. ).  "Eloquentes" invece, al contrario, sono coloro che parlano per bene, valutando le conseguenze di ogni frase. Di persone "eloquenti", non ne trovo. Solo illusionisti del linguaggio, comunicatori da quattro soldi, che generano solo un'ecolalia. 

La pandemia presto finirà, speriamo. Ma il tempo dei "loquentes", soprattutto in politica, sembra non finire mai. 

Giacomo Di Girolamo